ROMA – Le proteste e le richieste degli Lsu che chiedevano la regolarizzazione della loro posizione lavorativa, è stata ascoltata. La commissione di Bilancio della Camera ha varato un emendamento del Governo al ddl Stabilità riguardante la situazione lavorativa degli Lsu (Lavoratori socialmente utili). L’emendamento prevede che dal 2015 vengano assegnati 100 milioni di euro volti “alla stipula di convenzioni con i Comuni interessati alla stabilizzazione”. Dopo diverse proteste e manifestazioni, gli Lsu ora possono tirare un sospiro di sollievo. C’è però chi non è d’accordo.  È il deputato di Scelta Civica Irene Tinagli che attacca il provvedimento in questione, dichiarando che la questione Lsu è delicata ed esplode periodicamente creando spesso tensioni di ordine pubblico. «Non è cedendo ai ricatti ― ha dichiarato la Tinagli a “Il Roma” ― che cambieremo verso. Abbiamo migliaia di giovani che stanno per anni nelle graduatorie e faticano ad essere assunti e poi assistiamo a queste stabilizzazioni senza concorso». Nonostante le opposizioni, ad oggi, grazie a questa manovra, 1.300 lavoratori, che svolgono funzioni fondamentali per il Comune metropolitano, non rischieranno più di trovarsi senza stipendio il primo gennaio 2015. Oggi, invece, la speranza di una regolarizzazione è una certezza. Ma i 100 milioni stanziati per gli Lsu, non sono l’unica novità dell’emendamento. Alla voce “Ministero della Difesa”, infatti, sono stati stanziati 10 milioni di euro per 2015 e altrettanti per il 2017, per aumentare la sicurezza e il controllo nella Regione Campania al fine di combattere la criminalità organizzata. L’altra novità in questione rigaurda l’assegnazione di mille euro a mese per le famiglie numerose. Questo provvedimento è stato fortemente voluto e portato avanti da Nunzia Di Girolamo (Ncd) che ha pubblicamente dichiarato: «Da oggi, con l’approvazione di un emendamento Ncd alla Legge di Stabilità, saranno disponibili mille euro annui in buoni acquisto per le mamme che hanno almeno quattro figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro, pari a circa 32mila euro di Ise, con cui poter comprare prodotti e servizi necessari alla crescita dei propri figli».

Agnese Cavallo

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