Home Cultura Cinema e Serie TV Warner e DC: storia di una strategia fallimentare ma… vincente

Warner e DC: storia di una strategia fallimentare ma… vincente

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I fan DC custodiscono ancora nei loro cuori il grande progetto di un universo DC unito sulla falsariga di quello Marvel al cinema. Un progetto monumentale che i capoccia della Warner avevano messo in piedi repentinamente volendo succhiare da quella tetta caccia oro liquido che oggi sono i cinecomic.
E invece, gli stessi fan hanno visto questo progetto sgretolarsi pezzo dopo pezzo, vittima di un’impalcatura narrativa fin troppo traballante, vittima delle contingenze e delle bocciature del pubblico stesso che chiedeva alla DC di costituire di una propria identità cinematografica. Un’identità che non doveva limitarsi a rincorrere la scia lasciata dalla Marvel/Disney risultandone una sua pallida copia.

Warner e DC: tutti i fallimenti

Così, dopo il fallimento del sogno di ogni nerd Batman vs Superman – distrutto a volte troppo ingenerosamente da pubblico e critica – il non esaltante Acquaman, lo scolastico e prevedibile Wonder Woman, i continui stop sul film di Flash, le cadute di stile estetiche diventato foraggio per i meme in rete (il baffo di Superman in Justice League vi dice qualcosa?) il sogno stava davvero per svanire.

D’altronde, parliamoci chiaro: nessuno dei film DC di questo nuovo corso “unito” ha mai fatto urlare al capolavoro né restituito quel senso di epica che il fandom cercava tra personaggi trattati da pupazzoni, script scolastici, visioni troppo personali di registi (sì, Snyder) che proseguivano slegate sull’onda del loro senso stilistico e del loro occhio cinematografico. La Warner/DC, insomma, rispetto alla Marvel, pagava la mancanza di una centralità creativa, una visione d’insieme, una costruzione studiata e paziente E, soprattutto, mancava di anima. Tutta l’approssimazione si è constatata proprio con Justice League (sfortunata anch’essa per la staffetta forzata Snyder-Whedon), che doveva suggellare la nascita del competitor cinematografico della Marvel e, invece, ha battuto la prima iscrizione sulla lapide Warner/DC.

La soluzione inaspettata: l’Elseworlds cinematografico e televisivo

Ma la frammentarietà delle visioni, gli stili incoerenti e disorganici, si trasformano a un tratto, per un fortunoso allineamento di pianeti, in espressioni commerciali multiformi e diversificate.
Come abbiamo avuto questo ribaltamento di valori? Il merito è tutto di un supereroe giunto in soccorso della Warner/DC: Flash, e in particolare quello di una sua storia The Flashpoint Paradox. Una storia che ha segnato la nascita di un Elseworlds come viene chiamato oggi (inizialmente nome usato per indicare tutte le storie “paradossali” delll’Arrowverse, e poi esteso a tutta la produzione DC), che permette a tutto il pantheon dei personaggi DC di “vivere” anche slegati da loro, di resettare gli errori, tornare indietro, far incrociare linee narrative e personaggi che mai si sarebbero potuti incontrare. Quello che sembrava essere un punto debole si è trasformato inaspettatamente in un punto di forza delle produzioni DC. A partire da una situazione di difficoltà (attori che vogliono abbandonare il progetto, il regista che lascia a metà il lavoro più importante…) si genera, così, un inaspettato rilancio.

E così nasce Joker il film standalone di Todd Phillips slegato dal dc-verse unito, che riesce addirittura a convincere la critica e fare incetta di premi.
Il Batman di Matt Reeves che genera un certo hype che ancora non è chiaro se si legherà o meno all’universo condiviso.
Un Suicide Squad tutto nuovo che, con la paternità di James Gunn, promette non solo di lanciare mode per i cosplay, ma anche di settare un nuovo standard dopo il fortunato Guardiani della Galassia per i cugini Marvel.
Una Snyder Cut che è una seconda occasione proprio per quel film, Justice League, che stava per mettere la pietra tombale al progetto Warner/DC.
E poi, il film di Flash che promette di creare un incredibile effetto heritage collegando l’iconico Batman di Tim Burton con le attuali linee narrative.
E ancora, un universo televisivo che al netto della qualità continua a riscuotere consensi e uno zoccolo durissimo di fan costante.
Insomma, stiamo parlando di un Elseworlds, di universi estesi e alternativi, che danno alla Warner una seconda occasione e, paradossalmente, anche una terza, una quarta… con la complicità del pubblico che intuisce il potenziale inesauribile di questa soluzione e ringrazia. Una narrazione e una mitologia fumettistica che grazie a un storia preesistente, grazie alle straordinarie scrittura di un supereroe, permette di resettare tutto in qualsiasi momento e far ripartire la macchina con più entusiasmo di prima.

L’Elseworlds è la vera fortuna della DC. E la Warner, in quest’occasione, è stata salvata per davvero da un suo supereroe: Flash

Enrico Ciccarelli

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