Home Varie Emergenza sanitaria: quale impatto sui risparmi degli italiani?

Emergenza sanitaria: quale impatto sui risparmi degli italiani?

56
Liquidità
Fonte immagine: www.investireoggi.it

Le restrizioni imposte dal Governo per fronteggiare il contagio da Covid-19 hanno radicalmente modificato le abitudini degli italiani su qualsiasi fronte.

Infatti, da marzo a maggio gli spostamenti dalla propria abitazione erano consentiti solo per comprovate ragioni di salute e necessità oppure per recarsi sul luogo di lavoro; inoltre, le attività commerciali ritenute non strategiche per l’economia nazionale (come ristoranti, palestre, negozi di abbigliamento o calzature) sono rimaste chiuse fino a quando l’emergenza non è parsa attenuata.

Alla luce di ciò, tutta la popolazione è stata costretta a rimanere tra le mura domestiche per intere giornate, potendo comunicare ed accedere al “mondo esterno” soltanto tramite smartphone, pc e tablet.

Tuttavia, nonostante la complessità della situazione sanitaria ed i risvolti negativi apprezzabili sul fronte dell’economia, i mesi di lockdown per alcune famiglie hanno anche favorito il risparmio.

Secondo una recente indagine il 48,2% degli intervistati italiani ha dichiarato di aver risparmiato mediamente 480 euro con riferimento ad alcuni costi, tra cui le utenze e le polizze assicurative. Basti considerare infatti che poco più del 9% ha sostenuto di aver risparmiato sulle carte di pagamento e sulle bollette di gas e luce, mentre il 14,4% ha beneficiato di una riduzione della RCA.

Senza dubbio a favorire questi risultati è stata pure la politica di riduzione delle tariffe adottata da molte imprese italiane oltre al calo generalizzato del prezzo delle materie prime.

I dati sopra riportati però offrono un quadro della penisola che certamente soffre di importanti eccezioni dal momento che, invece, quasi 23 milioni di persone hanno dichiarato di non essere riuscite a mettere nulla da parte nonostante il blocco delle attività.

Soprattutto per le famiglie già in difficoltà economica e con un lavoro instabile e precario (o, peggio, senza occupazione) i mesi scorsi non sono stati di semplice gestione, essendo comunque obbligati a pagare ingenti spese, fra cui le rate del mutuo.

Accanto a questi soggetti, vi sono anche coloro che già avevano acceso un prestito per sopperire ad alcune necessità improrogabili, a cui il lockdown ha consumato la liquidità residua.

Sul punto è opportuno sottolineare che ad oggi il mercato finanziario offre tante alternative idonee a rispondere alle esigenze di ognuno.

Ad esempio, nel caso di una cessione del quinto dello stipendio o della pensione già in corso, è possibile procedere ad un rinnovo del finanziamento qualora ad esempio si abbia necessità di nuova liquidità. Esso però viene concesso soltanto se risultano versati almeno i 2/5 delle rate pattuite alla stipula, salvo l’ipotesi residuale in cui il cliente proceda contestualmente ad allungare la durata del finanziamento a 120 mesi (per ulteriori approfondimenti sul rinnovo della cessione del quinto: https://www.zonaprestiti.com/rinnovo-cessione-quinto.htm).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui