Rosario Dello Iacovo, Booking agent dei 99 Posse, ci racconta, attraverso una biografia atipica, la storia o meglio le storie dei 99 Posse, come recita il sottotitolo del libro Curre curre guagliò. Storie dei 99 Posse, edito Baldini&Castoldi. Non solo i successi e le collaborazioni della band, anche la lotta politica che ha contraddistinto la musica dei gruppo. Negli anni ’90 le generazioni, attraverso le loro canzoni, hanno conosciuto l’attivismo e la coscienza politica. Una lotta che continua e che l’autore prova a spiegarci:
Come nasce l’idea del libro e perché “storie” dei 99 Posse?
L’idea nasce perché mancava. Quella dei 99 Posse è una vicenda particolare. È bello per noi raccontarla e per tantissimi scoprire aneddoti sconosciuti. Ho la declinazione al plurale della parola, proprio per la complessità e la lunghezza delle vicende del gruppo. Il percorso dei 99 è così complesso che, definirla storia, sarebbe suonato tanto ambizioso da risultare forse velleitario. Sono tante vicende che tutte insieme costituiscono una storia possibile dei 99 Posse. Il libro è una biografia così atipica che potrebbe essere definita una raccolta di racconti dei 99 Posse, sia perché non parla di una realtà univoca e sia perché si affronta il tema 99 Posse.
Come è strutturato il libro?
Il libro è scritto da me, in prima persona. Se non sono io a raccontare, all’inizio di ogni capitolo viene specificato chi è che racconta. Ho compiuto un’intervista di un’oretta dalla cui sbobinatura ho lavorato in modo tale da dare un ritmo alla narrazione. Ci sono 18 capitoli e il racconto non segue una cronologia. I primi tre capitoli si occupano delle vicende che hanno portato alla reunion del gruppo, avvenuto nel 2009, mentre i successivi 5 raccontano le storie individuali partendo dall’infanzia, in modo da attingere al romanzo di formazione. A questo punto inizia la narrazione vera e propria, quella della band e dei diversi incontri e collaborazioni. Il libro è stato ben accolto con ottime recensioni e prossimamente uscirà una mia nuova raccolta di racconti che si chiama “Altrove”.
Napoli è molto presente nel libro. I 99 Posse, nonostante il loro grande successo, non si sono mai allontanati dalla città, restando fedeli alle loro radici. Come definiresti il rapporto con Napoli?
Innanzitutto, noi siamo rimasti fedeli anche ai posti in cui siamo nati, ovvero i Centri sociali. Ed ogni volta i 99 Posse chiedono un cachet che è circa 1/3 rispetto a quello reale. Si sposta un gruppo consistente di persone ad ogni concerto, stasera a Cremona ad esempio sarà gratuito. I 99 sono rimasti quelli delle origini e guardano alle origini. In questo discorso rientra Napoli. Per quanto riguarda il rapporto con essa, personalmente faccio molto la spola tra Napoli, Londra e Milano. Ma ho un attaccamento viscerale alle mie radici, sono pronto a difendere coi denti la mia città. E credo sia un sentimento comune a tutto il gruppo.
I 99 Posse hanno sempre fatto un tipo di musica legata all’attivismo politico e sociale. I libro racconta ciò e ripercorrendo la storia politica italiana degli ultimi 20 anni. C’è qualche evento che, nel bene o nel male, vi ha segnato?

I 99 Posse utilizzano molto il web e i social anche per fare denuncia sociale. Da sempre i media sono stati ad appannaggio di pochi. Oggi con la rete c’è effettivamente un certo grado di libertà d’espressione, con i pro e i contro. Qual è il rapporto con questo mezzo di comunicazione?

Il titolo del libro riprende uno dei più importanti successi della band, “Curre Curre Guagliò”. I temi di quella canzone, dopo 20 anni sono, purtroppo, ancora attuali ma chillu guagion’ corre ancora o è stanco ormai?
Corre ancora, altrimenti i 99 Posse non si sarebbero riuniti. Quasi sei anni fa si è deciso di ricominciare e non c’è stata alcuna operazione di marketing e tutto ciò che c’è attorno ad una reunion. I 99 Posse, una volta riuniti, hanno deciso da subito di fare concerti e sono ripartiti dalle Officine, senza tradire la loro essenza. Inoltre, la versione Curre curre guagliò 2.0 nasce proprio dalla consapevolezza che quel pezzo è ancora attuale. Al di là della bravura dei 99, l’attualità di questo pezzo è data, purtroppo, dal fatto che il Paese non va avanti.
Agnese Cavallo
















































