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“I consigli delle mamme” è il primo libro di Bela Metolli, le abbiamo chiesto di raccontarci come ha vissuto l’esperienza della maternità ai tempi di Facebook.

Nell’era di internet e dell’informazione accessibile a tutti, viene da chiedersi come avranno fatto le nostre mamme o, addirittura, le nostre nonne a crescere figli senza poter googlare i propri dubbi, chiedere aiuto a Yahoo Answer o accedere ai tanti forum dedicati all’argomento maternità. Per rispondere a questo quesito ci siamo rivolti ad una donna che è anche mamma, oltre che blogger, scrittrice e fondatrice di una delle pagine Facebook più seguite del web.

610.000 utenti: mamme, nonne, donne in gravidanza, donne che sognano di avere figli, papà… “I consigli delle mamme” rappresenta a tutti effetti una fonte inesauribile di informazioni, di pareri, consigli e, perché no, a volte anche di critiche o di esperienze personali. Una vera e propria piazza in cui poter riunire chiunque stia affrontando o avrà intenzione di affrontare un’esperienza tanto bella quanto spaventosa: la nascita di un figlio. La fondatrice di questo condominio del web è Bela Metolli, una blogger di origini greche, da sempre attiva nel sociale e determinata a difendere le donne ma soprattutto le mamme da qualsivoglia critica non costruttiva o attacco personale. In occasione della pubblicazione del suo primo libro “I consigli delle mamme. Essere mamme ai tempi di Facebook”, anche a seguito della bufera generata dal Signor Distruggere verso le cd “pancine”, abbiamo deciso di intervistarla.

Bela, da dove nasce l’idea di fondare la pagina Facebook “I consigli delle mamme”?

Principalmente la mia pagina nasce per necessità, perché avvertivo il bisogno di confrontarmi con altre donne che avessero già vissuto l’esperienza della maternità, sentire altre storie personali che somigliassero alla mia in modo tale da essere più sicura e da poter andare avanti. Io dico sempre che “donna si nasce, mamma si diventa” e diventare mamma non è facile, perché ci sono moltissime ansie, preoccupazioni di ogni tipo. “Sto facendo la cosa giusta? Come faccio ad interpretare i segnali che mi manda mio figlio?”, queste sono tutte le domande che ti poni ed alle quali non riesci a trovare una risposta, l’unica cosa che hai da seguire è il tuo istinto materno. Quando sono diventata mamma all’inizio non mi rendevo conto di quanto fosse enorme questa responsabilità, di quanto “mi pesasse” perché essere madri è un compito molto difficile da svolgere, nessuno ti può dire come farlo, sei tu a desiderare di essere mamma ma, fin quando non stringerai tra le braccia il tuo bambino, non hai idea di quanto sarà difficile essere mamma.

Ci racconti di come questa pagina sia riuscita a cambiarti la vita e di come, secondo te, sia riuscita a migliorare quella dei tuoi utenti?

Sentire una nuova vita che prende forma dentro di te, ti cambia. Affrontare tutto questo cambiamento da sola diventa veramente pesante e quindi grazie alla mia pagina ho potuto innanzitutto risolvere molti dubbi personali, superare paure e preoccupazioni che non avrei mai creduto di poter provare. Anche nel cuore della notte la mia pagina era lì, c’era sempre qualcuno disposto ad ascoltarti, qualcuno che probabilmente era insonne per i miei stessi motivi. Come una chiesa aperta h24, un luogo sicuro. Ogni giorno metto passione in ciò che faccio, io e le altre admin che mi danno una mano vediamo la pagina come un vero e proprio impegno morale per permettere a tutte le mamme (o ai papà) di sentirsi unite, ascoltate. Molti papà ci chiedono consigli su come cambiare un pannolino, l’altro giorno un papà ci ha chiesto come preparare una minestra per suo figlio, era preoccupato di come scaldare il latte. Mi sento appagata quando leggo i ringraziamenti che arrivano in posta. Le cose belle bisogna farle in silenzio, noi evitiamo di pubblicare tutti i ringraziamenti, restano una cosa nostra che ci fa piacere ricevere.

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Bela Metolli ed il suo libro edito da Alter Ego

Ci racconti del tuo libro “I consigli delle mamme. Essere mamme ai tempi di Facebook” edito da Alter Ego?

Il mio libro racconta la maternità vista a 360° narrandone i risvolti emozionali, quelli ironici, quelli legati alle ansie e alle preoccupazioni quotidiane anche per le cose più futili, descrivendone i dubbi, i momenti di esaltazione e quelli di scoramento. Come ricordo nel libro proprio nella parte introduttiva, noi donne in particolare siamo divine! Ed esiste una sostanziale differenza tra l’essere divine e l’essere delle dee: come insegna la mitologia greca, le dee non mettevano al mondo i propri figli avvertendo sulla propria pelle atroci dolori, non soffrivano per custodire tra le proprie braccia i loro pargoli, a loro bastava ad esempio toccare un fiore per rimanere gravide, mentre noi no! Noi patiamo dolori lancinanti durante il parto, stringiamo i denti, gridiamo, tutto per un solo fine: l’amore per nostro figlio, il desiderio di tenerlo stretto al nostro petto, di proteggerlo per tutta la vita. Perché è lui il dono più meraviglioso della nostra esistenza! Un dono da condividere con il proprio partner istante dopo istante. E’ fondamentale, infatti, supportarsi reciprocamente, vivere tutto all’unisono in perfetta armonia. Bisogna godersi ogni momento della crescita del proprio bambino, ricordandoci sempre che i figli restano bambini per poco tempo mentre noi saremo genitori per tutta la vita, quindi non dobbiamo mai sottrarre loro del tempo, non dobbiamo mai negarci ai giochi da fare insieme a loro, perfino saltare insieme sul divano tirandosi dietro dei cuscini è un’esperienza che dobbiamo regalarci! Perché non dobbiamo mai perdere di vista la consapevolezza che il nostro scopo è quello di renderli un giorno autonomi, quello di far sì che possano intraprendere la propria strada facendo ricorso alle proprie forze e agli insegnamenti che noi genitori siamo stati in grado di fornire. Un giorno loro saranno grandi, andranno via da noi, non potremo più raccontare le favole, non potremo asciugare le loro lacrime in seguito alle loro cadute. Anzi, saremo noi ad aver maggiormente bisogno di loro, con la speranza nel cuore che mai dimenticheranno tutto l’amore che abbiamo dato loro e tutti i sacrifici fatti per renderli felici. E non conta la loro età, la nostra mano sarà sempre protesa verso di loro quando ne avranno bisogno, anche quando saremo vecchi e stanchi e riusciremo ad esprimere il nostro amore per loro non più attraverso le parole, ma solo mediante la luce dei nostri occhi.

Cosa pensi a proposito delle critiche mosse contro le cd “pancine” e come sei riuscita a gestire la bufera scatenata dal Signor Distruggere?

Credo che le offese che sono state fatte alle donne non siano assolutamente giustificate. Le critiche le accetto, purché siano costruttive. Chi non sa cogliere l’ironia, vive male ma bisogna anche saper fare ironia, bisogna farla senza offendere nessun tipo di categoria. La maternità è sacra, è giusto correggere gli errori di qualche mamma purché a farlo siano persone competenti. La satira non dovrebbe distruggere ma far riflettere. Anche sulla mia pagina spesso tra mamme nascono delle critiche reciproche ma devono essere utili per poter essere accettate così le persone possono crescere ed andare avanti. Ciò che non accettiamo sono ovviamente le offese gratuite perché nessuno può sapere lo stato emotivo che si nasconde dietro una domanda a prima vista banale fatta da una donna. Chiediamo quindi di mostrare maggiormente empatia. 

Le mamme a volte dimenticano di essere prima di tutto donne, bisogna che continuiamo ad amare noi stesse, rispettare ogni cambiamento del nostro corpo, non bisogna annullarsi, la maternità va capita, va custodita. Essere mamma è un sentimento, sono d’accordo con chi dice di voler mettere lezioni sul sesso nelle scuole medie, c’è bisogno di informazione, di sapere, il sesso non deve essere un tabù, bisogna saper spiegare bene tutte le sfaccettature relative al nostro corpo, ai cambiamenti a cui va incontro negli anni.

Bela, c’è un ultimo consiglio che ti senti di dare alle neo mamme?

L’unica cosa che mi viene da chiedere alle mamme è di non essere complici degli sbagli dei propri figli. Insegnate loro ciò che è giusto, sgridateli, accuditeli, proteggeteli quando sono gli altri a far del male a loro ma non quando sono loro a far del male agli altri, bisogna insegnare loro il bene, i valori, la famiglia, il rispetto. 

Sara Cerreto