barriere, libertà
Grafica a cura di Tony Baldini

Stando all’articolo 13 della Costituzione Italiana, la libertà personale è inviolabile sotto ogni punto di vista. Si tratta di uno dei diritti fondamentali del cittadino e che non sempre risulta semplice metterlo in pratica. In ambito lavorativo, tanto quanto in ambito sociale, la libertà appare una linea molto sottile, ma c’è un caso specifico in cui ancor di più la libertà appare minata: quello relativo all’ambito delle barriere architettoniche e psicologiche che si creano intorno ai disabili.

Tutti gli individui che vivono circondati da barriere, vedono privarsi del diritto inalienabile alla libertà: ciò accade specialmente quando la cerchia sociale si trova a confrontarsi con chi ha qualche difficoltà fisica, motoria o cognitiva e tende a difendersi alzando barriere di ogni tipo. Di conseguenza, coloro che hanno degli handicap e sono accerchiati da barriere e da persone prive di ogni tipo di sensibilità umana, soffrono spesso a causa di confronti e paragoni.

La situazione è semplice ma al contempo complicata: le barriere mettono a repentaglio la libertà dell’individuo che per evitare ogni tipo di discriminazione appare passivo e sceglie di non agire e di restare in silenzio tutte le volte che qualcuno tenta di farlo sentire inadeguato e inadatto ad una svariata situazione. Più genericamente, ogni essere umano tenta di nascondere i propri difetti: chi è affetto da qualche tipo di handicap a maggior ragione evita di esprimere le proprie idee e tenta di mettere in pratica un atteggiamento di difesa personale. Ciò però genera solo altre sofferenze psicologiche e uno stato di perenne insoddisfazione.

Limitando la propria libertà individuale, l’individuo tenta una via di fuga provando a ridurre le proprie uscite in pubblico, ad evitare di esprimere un proprio pensiero. Ne deriva, ovviamente, una chiusura che porta ad un isolamento verso la società. Basti pensare ai giovani affetti da handicap fisici e psicologici che hanno difficoltà ad inserirsi in un gruppo di amici che abitualmente frequenta locali, discoteche e pub: non è raro il caso in cui si sceglie di limitare le proprie esperienze e le proprie libertà per non diventare un peso nei rapporti sociali.

Le barriere che vengono imposte, allora, inducono l’individuo a covare in sé ansia e paura delle considerazioni altrui: ne deriva una vera e propria fobia sociale che tende a limitare la partecipazione a eventi e ad alcune occasioni e che trova rifugio solo ed esclusivamente in se stesso. Nei casi estremi, le barriere possono costringere l’individuo ad un voluto isolamento fisico e a nascondersi dietro lo schermo di un computer per poter essere finalmente se stessi.

Eugenio Fiorentino

Condividi
Articolo precedenteEcco perché sulla legge di bilancio il Parlamento è stato esautorato
Articolo successivoISIS: che fine ha fatto? L’abbiamo davvero sconfitto?
Avatar
Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.