Un patto generazionale. E’ questo ciò che chiedono alcuni giovani militanti di LEU, forza politica guidata da Pietro Grasso.

Libero Pensiero News ha intervistato Lorenzo Fattori, esponente di LEU Napoli. Di seguito l’intervista:

Lorenzo alcuni giornali hanno titolato di scontro generazionale in LEU. Puoi dirci perché?
È un fraintendimento, non c’è uno scontro generazionale. Invece c’è un gruppo di persone, con alle spalle esperienze e provenienze politiche diverse, accomunate dalla giovane età, che chiedono un “patto” generazionale, ovvero di contribuire insieme a tutti quelli che ci stanno a una casa comune per chi si sente di “sinistra”, una casa costruita però su fondamenta chiare: un’analisi politica ed economica condivisa, la trasparenza nei metodi con cui si prendono le decisioni, e anche lo svecchiamento del linguaggio e delle pratiche usati finora. Il problema non è, e non è mai stato, l’età anagrafica: semmai, la differenza di vedute ci sarebbe con qualcuno che pensasse che quello del 4 marzo sia stato un incidente di percorso, e che candidando questo al posto di quello, o dando un taglio più o meno radicale alla lista, non ci sarebbero stati problemi. Noi riteniamo invece che il 4 marzo sia stato uno spartiacque storico, e le nostre analisi e i nostri metodi vadano ripensati daccapo.

LEU da cosa deve ripartire?
Dalle analisi e dallo studio, appunto. LEU è stata percepita come un’operazione di puro calcolo e, nel complesso, l’intero arco della sinistra e del centrosinistra è stato percepito come inutile o addirittura dannoso. Spesso ci siamo trincerati dietro la formula del “gli elettori non ci hanno capiti”, io credo invece che ci abbiano capiti benissimo: la sinistra non solo non ha fatto davvero i conti con le scelte prese nella sua stagione di governo, ma non ha neanche più una proposta vera, che non sia solo un piccolo aggiustamento, su come affrontare i grandi mutamenti della nostra epoca. Le scaramucce interne a LEU sull’avvicinarsi più a questo o a quell’altro soggetto sono anch’esse figlie della mancanza di un’analisi socioeconomica che orienti l’azione politica, che ormai si avvale solo di etichette che suonano vuote proprio a coloro ai quali vorremmo parlare. Abbiamo la necessità di ricostruire una cultura politica: innanzitutto con la comprensione dell’attuale funzionamento del capitalismo, delle sue contraddizioni, del ruolo che le forze politiche e le istituzioni possono svolgere in questa fase storica, e di conseguenza le pratiche da adottare e le scelte da prendere. E c’è la necessità di far tutto questo senza fretta, perché la fretta andrebbe solo a cristallizzare il modo sbagliato con cui si è costruita LEU, ma senza lassismo, perché non possiamo pensare di arrivare alle europee con ancora queste contraddizioni aperte; e questo passa solo per il confronto politico, a tutti i livelli.

Pensi che Grasso debba ricoprire ancora la leadership?
Penso che la leadership debba emergere da un percorso di confronto collettivo. Il problema non è il nome, io ho il massimo rispetto per il presidente Grasso, è la modalità: non è più tempo per soluzioni che sembrano uscite da un editoriale di Scalfari, in cui si prende la grande personalità, o il nome della società civile, e gli si intesta un processo. È dal processo, dal confronto, dalla discussione, dalla partecipazione, che deve emergere chi rappresenta il processo stesso; altrimenti si rischia di essere percepiti (com’è stato, infatti) come un’operazione in provetta, di ceto politico, e si fa fatica perfino a coinvolgere i propri militanti.

Lorenzo Fattori LEU Napoli

Il Movimento 5 Stelle ha “rubato” qualcosa in termini di voti sia a destra, ma soprattutto a sinistra. Pensi possano essere vostri interlocutori?
Penso che se proporranno cose a difesa dei ceti impoveriti, della classe media a rischio declassamento, degli studenti, dei precari, dei lavoratori che svolgono compiti logoranti e non riescono a vedere la pensione, quei provvedimenti vadano sostenuti in Parlamento. Tutt’altra cosa è un’interlocuzione puramente politica, per la quale io personalmente non vedo le basi, visto il loro indulgere a pratiche verticistiche e a parole d’ordine e posizionamenti che richiamano la peggior destra. Ma questa è una posizione puramente personale: credo che anche la risposta a una domanda come questa non debba venire da un singolo militante e neanche dai dirigenti, bensì da un processo collettivo di approfondita discussione. Io sono comunque convinto che il Movimento 5 Stelle non sia un qualcosa di transitorio, ma resterà a lungo e attaccarli per il basso titolo di studio (la cosa più classista e presuntuosa che si possa fare) non ci aiuterà a sottrargli i voti, anzi ce ne farà perdere altri.

Pensi che la gente alle urne vi abbia percepiti come qualcosa di vicino al Pd e non vi ha premiati?
Penso che il problema sia stato più grande; in parte c’è stato quello, ma contemporaneamente siamo stati percepiti come inutili, incapaci di cambiare noi stessi e quindi a maggior ragione incapaci di cambiare il nostro Paese. Da questo punto di vista, dobbiamo dircelo, non ha aiutato mettere in prima fila soprattutto alcuni protagonisti della stagione di governo del centrosinistra, freschi reduci dalla scissione del PD; persone che sono degne di tutta la nostra stima, sia ben chiaro, ma la cui immagine è ormai legata a quegli episodi. Sia chiaro, senza voler trovare giustificazioni, che ciò dipende non solo da noi, ma anche dal funzionamento di un sistema mediatico, quello italiano, che vive anch’esso una bolla, e che in questi mesi è sembrato più interessato a spingerci verso un’impossibile alleanza con il PD piuttosto che a riconoscere la rabbia e la sfiducia dei cittadini. Ma dobbiamo anche riconoscere che il metro della lontananza dal PD non è uno strumento di valutazione utile: altrimenti Potere al Popolo avrebbe dovuto prendere molti più voti, e non è stato così. Il problema è che tutta la sinistra deve ripensarsi e trovare un suo posto e una sua utilità nel mondo di oggi.

Cosa farete il 7 aprile?
Per il 7 aprile abbiamo lanciato un appuntamento in cui ci confronteremo con tutti quelli che vorranno esserci su alcuni temi che riteniamo necessario ripensare per poter affrontare la costruzione di una nuova soggettività a sinistra e lo scenario politico dei prossimi anni. Sarà una discussione sincera e aperta, in cui lanceremo anche una nostra proposta per il proseguimento del confronto, in cui speriamo si senta coinvolta tutta la sinistra. L’obiettivo, lo ripeto, è che la costruzione di una nuova soggettività politica non venga fatta sulla base della necessità di stare insieme per motivi di percentuali, ma si basi su una visione della fase storica, della società, della necessità di dare ben precise risposte a ben precise esigenze, che siano davvero condivise; e per condivise intendo non solo da noi addetti ai lavori, bensì condivise anche da coloro che diciamo sempre di voler rappresentare, e che spesso tendiamo a non ascoltare.ù

Pasquale De Laurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di GENERAZIONE X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica Libero Pensiero, insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II. Dal 16 Aprile 2018 entra nel team di Onda Web Radio, la radio patrocinata ufficialmente dal Comune di Napoli dove torna a condurre GENERAZIONE X.

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