Home Cultura Arte Yulia Tsvetkova e i disegni della vagina che potrebbero costarle il carcere

Yulia Tsvetkova e i disegni della vagina che potrebbero costarle il carcere

Alcuni disegni di Yulia Tsvetkova. fonte: www.freetsvet.net

L’artista e attivista russa Yulia Tsvetkova, impegnata nella difesa dei diritti delle donne e della comunità LGBT, lo scorso 9 giugno, è stata incriminata per produzione e diffusione di materiale pornografico.
Materiale pubblicato nel 2018 sul gruppo VKontakte (il social network russo), dal titolo “Monologhi della vagina”: una serie di disegni di vagine variopinte come simbolo della lotta contro la repressione della libertà femminile, contro i tabù della morale imperante del potere. La ventisettenne è stata costretta agli arresti domiciliari nella sua residenza di Komsomolsk-on-Amur (Russia orientale), da novembre 2019 fino a marzo di quest’anno, con conseguenti restrizioni nel suo attivismo. Ad oggi, con l’accusa di diffusione di materiale pornografico, Yulia Tsvetkova rischia la detenzione dai due ai sei anni, così come ha riferito a OVD-Info, un sito web che traccia le detenzioni per proteste politiche.
Nonostante le ampie mobilitazioni in sua difesa, la pressione delle autorità russe potrebbe rivelarsi spiacevole per il futuro dell’attivista.

TSVETKOVA E L’ATTIVISMO

L’attivismo di Tsvetkova ha percorso una strada estremamente tortuosa. Come quando le è stato impedito di organizzare il Festival delle arti della gioventù, perché ritenuto dalle autorità un gay pride camuffato.
Durante un’intervista per la CNN, ha dichiarato che i problemi con le autorità sono nati all’inizio del 2019, quando ha portato in scena con la sua compagnia teatrale Merak due spettacoli riguardanti tematiche insidiose, come il militarismo e lo stereotipo di genere.
Da quel momento ha avuto frequenti visite da parte della polizia, periodici colloqui nei commissariati locali ed ha subìto ripercussioni legali. Dato il suo impegno nell’insegnare educazione sessuale nelle scuole (materia proibita in Russia), continua a ricevere costanti minacce. Proprio a causa del materiale didattico utilizzato nelle scuole – semplici disegnini per bambini -, reperito dalle autorità durante i controlli all’interno della sua abitazione, Tsvetkova è stata multata per aver violato una controversa legge russa che proibisce la propaganda gay verso i minori (condotta dall’UE): nell’inchiesta di gennaio, la prova era un disegno raffigurante due famiglie omosessuali, accompagnato dalla scritta “La famiglia è dove c’è amore. Sostieni le famiglie Lgbt!” (vedi sotto)

IL RISCHIO DI TSVETKOVA

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San Pietroburgo, Russia:”Anche i fiori inizieranno a mordere: libertà per Yulia Tsvetkova”

«Sono, come mai prima d’ora, pronta ad andare fino in fondo, a combattere fino all’ultimo. Non mi sono mai sentita più forte» ha scritto Tsvetkova in un post su Facebook, nonostante la consapevolezza di una probabile perdita del processo. «Sto cercando di non perdere la speranza, ma in Russia solo l’1% dei casi è assolto. Questo significa che ho solo l’1% [di possibilità] di essere prosciolta».

In materia diritti civili la Russia è ancora estremamente lontana dalle conquiste dei paesi occidentali. Tuttavia, sui social e per le strade, la mobilitazione a sostegno dell’attivista russa si fa sempre più consistente. Il 27 giugno, festa della gioventù della Russia, attivisti e pagine hanno pubblicato un banner “Media Strike for Yulia” e hanno divulgato tramite social media una collezione di poesie online della stessa. Per quanto riguarda le manifestazioni, Tsvetkova ha con gioia dichiarato: «Le azioni più importanti che vedo non stanno avvenendo a Mosca, né a San Pietroburgo. Alcune proteste stanno avvenendo in piccole città, dove so che i manifestanti non hanno la libertà o la sicurezza di cui la comunità gode a Mosca, quindi rischiano di più, a volte rischiano la loro libertà per andare in strada e gridare:“Libertà a Yulia Tsvetkova!”».

In attesa di un verdetto finale, ciò che si evince dalla situazione russa è una necessaria rilettura della costituzione a vantaggio di un’apertura verso la singola libertà degli individui che elimini definitivamente il retaggio culturale (e politico) della famiglia tradizionale.

Luca Longo

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