Dopo più di vent’anni di lavoro l’ARPAC ha completato la Carta della natura della Campania, strumento essenziale in un’area particolarmente deturpata a livello ambientale ed atmosferico che permette di monitorare gli habitat naturali, seminaturali e antropici della Regione.

Stiamo parlando di un territorio con una criticità ambientale drammatica: basti pensare al Fiume Sarno considerato il più inquinato d’Europa e in pieno dissesto idrogeologico. L’utilizzo di questa Carta potrebbe essere decisivo per le sorti dell’ambiente.
Per la prima volta in Campania viene analizzata e censita in maniera dettagliata da numerosissimi studiosi una porzione di territorio di 13.600 chilometri quadrati suddivisa in 42.500 poligoni a loro volta frazionati e classificati secondo il sistema Corine Biotopes utilizzato a livello europeo.

La cartografia è stata realizzata in scala 1:50.000. Gli habitat riscontrati nella Regione Campania sono 106. E’ stato realizzato uno strumento essenziale per la pianificazione e la valutazione territoriale e la misurazione dell’impatto ambientale utilizzabile da diversi enti sia pubblici che privati, università e ricercatori in diversi settori disciplinari. La Carta della natura è strutturata in maniera gerarchica e consente di avere un sistema generale che può essere impiegato sia per produrre carte derivate di minore dettaglio che per impostare studi a scale maggiori.

Grazie alla Carta della natura è possibile calcolare la qualità ambientale e della vulnerabilità territoriale e ottenere prodotti derivati tra cui la Carta degli habitat, la Carta del valore ecologico, la Carta della sensibilità ecologica, la Carta della pressione antropica e la Carta della fragilità ambientale. Tutte queste carte sono accompagnate da un fascicolo illustrativo che riporta le informazioni essenziali per la lettura e la corretta interpretazione.

La Carta della natura è stata realizzata grazie alla sinergia fra ARPAC (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) e l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Sul sito di quest’ultimo essa può essere consultata in maniera integrale.

Nicoletta Crescenzo

 

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