Le rubriche rappresentano gli spazi in cui il racconto assume una forma più riconoscibile e personale, attraverso percorsi editoriali che tornano nel tempo e affrontano temi, territori e linguaggi differenti. Sono sezioni pensate per costruire uno sguardo continuativo sulla realtà, lasciando spazio all’approfondimento, alla memoria, alla cultura e all’osservazione critica della società. All’interno delle rubriche convivono percorsi molto diversi tra loro. Ventre di Napoli, ad esempio, permette di entrare nelle strade, nelle storie e nelle contraddizioni di una città che non può essere raccontata soltanto attraverso i suoi luoghi più conosciuti. Napoli diventa un punto di partenza per parlare di persone, memoria, cultura popolare, trasformazioni urbane, identità e vita quotidiana, dando attenzione anche a quelle realtà che spesso rimangono lontane dai racconti più convenzionali.
Accanto ai racconti legati ai territori trovano spazio rubriche dedicate alla cultura, ai libri, alle città, alle parole e alla memoria. Nomi, Cose, Città si muove proprio lungo questo terreno, mettendo in relazione nomi, luoghi e oggetti per costruire percorsi capaci di collegare cultura e quotidianità. La curiosità diventa così una porta d’ingresso verso la storia e verso il significato che persone, parole e territori assumono nel corso del tempo. Le rubriche possono inoltre attraversare temi legati all’ambiente, ai diritti, alle trasformazioni sociali, alle culture e alle comunità. È qui che lo sguardo ecosocialista trova una dimensione particolarmente significativa: raccontare un territorio significa anche interrogarsi su chi lo abita, su come viene trasformato, su quali interessi ne determinano le trasformazioni e su quali conseguenze ricadono sulle persone e sull’ambiente.
Allo stesso modo, parlare di cultura significa valorizzare pluralità, memoria e saperi che rischiano di essere marginalizzati da modelli sempre più omologanti. Questi percorsi editoriali permettono anche di recuperare storie, voci e prospettive che difficilmente trovano spazio nel racconto dominante. La dimensione locale può incontrare quella globale, la memoria può dialogare con il presente e un’esperienza individuale può diventare lo spunto per riflettere su questioni collettive. Le rubriche sono dunque un laboratorio di racconti diversi, accomunati dalla volontà di guardare oltre la superficie. Non semplici contenitori tematici, ma percorsi riconoscibili attraverso cui esplorare cultura, società, territori, ambiente, diritti e memoria con linguaggi differenti. Da Napoli alle città italiane, dai libri alle storie delle comunità, dalle parole ai luoghi, ogni rubrica contribuisce a costruire una narrazione fatta di punti di vista, connessioni e domande. È proprio questa varietà a renderle uno degli spazi più caratterizzanti del progetto editoriale: un insieme di voci differenti che permette di raccontare il presente senza perdere il legame con la storia e con le persone che lo abitano.