Gualtieri MEF
Fonte: April 2015© European Union / Wim Daneels (nextquotidiano)

Il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) ha un nuovo inquilino, il primo in assoluto con formazione umanistica. Sulla scia del “governo della svolta” indicato da Zingaretti, al PD passa uno dei ministeri chiave per contenere l’aumento dell’IVA. Sfratto per Tria, entra Roberto Gualtieri.

Chi è Gualtieri?

Roberto Gualtieri è stato rincorso in Europa e riportato tra le fila della politica nazionale. Il nuovo inquilino del MEF era stato nominato lo scorso luglio Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari, delegato per le relazioni con la Repubblica federativa del Brasile (nel 2018 si è schierato al fianco di Lula) e della Conferenza dei presidenti di commissione, in quella 9a legislatura del Parlamento Europeo dove ricopre il ruolo di vicepresidente dell’Alleanza progressista tra Socialisti e Democratici (PSE) e che corrisponde anche al suo terzo mandato in fieri.

«La cittadinanza europea è un bene prezioso, condividere la sovranità significa rafforzarla

Dalla pagina ufficiale di Roberto Gualtieri (robertogualtieri.it)

Le sue dimissioni da eurodeputato sono una sfida, più che una scelta. Per la prima volta il Ministero dell’economia e delle finanze accoglie un ministro con una formazione umanistica. Laurea in Lettere Moderne e dottorato in Scienze Storiche, Gualtieri è anche professore associato di Storia Contemporanea all’Università “La Sapienza”. Non è né un tecnico né un economista. Così, colui che ha posto la firma sulla sua ultima tessera al PCI nel 1991 l’ha richiamato alle armi. Gualtieri fu anche una delle tre menti del convegno di Orvieto, da cui partì il processo di costruzione che portò alla nascita del Partito Democratico.

Scrive di sé: «In prima linea nella battaglia per politiche economiche più espansive, sono tra gli artefici dell’introduzione e attuazione delle nuove regole sulla flessibilità» – e nel mandato europeo, che non porterà a termine, avrebbe voluto «fare della sostenibilità ambientale e sociale l’architrave delle politiche europee, per riformare il Patto di stabilità a partire dalla golden rule per gli investimenti, per riformare l’eurozona, dare vita a un vero governo economico dell’euro dotato di una adeguata capacità di bilancio che alimenti una indennità europea di disoccupazione, per introdurre una tassazione adeguata dei giganti mondiali dell’economia digitale».

MeF Gualtieri
Fonte: quotidiano.net

Un nuovo inquilino al MEF

Pare che la simpatia nei confronti di Roberto Gualtieri non sia nuova tra i membri del M5S. Già nei precedenti mandati europei, l’eurodeputato aveva stabilito delle buone intese con i colleghi per via della sua esplicita contrarietà nei confronti delle misure di austerità. Probabilmente, questo è uno dei motivi per cui succede a Giovanni Tria in via XX Settembre.

L’anno scorso si era espresso sulla FlatTax: «È giunto il momento di chiamare le cose con il loro nome: la FlatTax è una misura tecnicamente eversiva del “contratto sociale” edificato nei decenni di democrazia repubblicana». Sebbene Gualtieri abbia più volte dichiarato di voler procedere per gradi, osservando quella che sarà la reazione europea al cambio di governo, il MEF andrà a toccare il costo del lavoro e gli investimenti ambientali, gli incentivi all’industria 4.0 e gli aiuti alla crescita.

Mario Monti ne aveva parlato qualche giorno fa a La7: «La storia non è meno importante dell’economia per capire come va indirizzato un paese e l’Europa, ma, soprattutto, Gualtieri ha una lunga esperienza da parlamentare europeo e per due legislature. […] Non lo conosco abbastanza per giudicare il carattere, in particolare a scontentare la gente».

Gualtieri
Fonte: Corriere.it

Cosa ci aspettiamo da Roberto Gualtieri

Che si chiami Contebis, Conte2 o Conte II poco importa. Questa nuova pagina della politica italiana è partita fin dal principio con l’obiettivo dichiarato di chiudere un occhio sugli alleati per agire nell’ottica di un contenimento dell’IVA.

Anche se nel breve periodo i risultati del secondo semestre dovranno essere attribuiti al lavoro del ministro emerito Tria, ci aspettiamo che il MeF di Gualtieri, nei prossimi mesi, si concentrerà su correzioni in corsa del lavoro del suo predecessore, per confermare il segno opposto di questo governo.

Sono bastate queste poche e semplici, oltre che insufficienti, premesse per far scattare l’allerta del pericolo social-statalista tra i banchi dell’opposizione.

Bastasse una bella canzone

Per ironizzare e, di certo, non a caso, qualcuno ha rimesso in circolazione il video che riprende il Ministro Gualtieri intento a suonare “Bella Ciao”. Maurizio Crozza ha subito colto l’occasione per lanciare la sua prossima imitazione, in vista della nuova edizione di “Fratelli di Crozza” in arrivo a fine settembre.

L’humanitas c’è, chissà se riusciremo a intravedere anche la patrimoniale.

Sara C. Santoriello

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