ESMA: «Ballare ed emozionare son due antipodi che voglio donare al mondo»

Enrico Esma, in arte ESMA, è un giovane e talentuoso cantautore torinese che nel corso della sua carriera ha avuto modo di interfacciarsi con vari generi musicali tra cui pop, soul, elettronica, songwriting, rock e blues.

ESMA ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo della musica da adolescente. Per Enrico scrivere canzoni è un modo per aprirsi al mondo. I primi riconoscimenti arrivano nel 2011, anno in cui partecipa e vince l’Arezzo Wave Festival e il Premio Carish di Sarzana come miglior cantautore.

Nel 2012 il suo brano  Come una stella segna una svolta epocale alla sua carriera: la canzone viene trasmessa su MTV New Generation e nel giro di poco tempo ESMA ha così modo di farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico.

Forte del successo riscontrato il giovane artista torinese nel 2014 pubblica il suo primo album “Rivoluzione al sole”che ottiene ottimi riscontri da parte della critica musicale, e nel 2015 intraprende un viaggio di circa tre anni che lo porta a suonare per le strade di tutto il mondo vendendo circa 2000 dischi.

Nel corso suo percorso professionale ESMA ha avuto modo di solcare palcoscenici importanti e di aprire i concerti di artisti del calibro di Negramaro, Tre allegri Ragazzi Morti, Afterhours, Francesco De Gregori, Verdena e Le Luci della Centrale Elettrica.

Lo scorso novembre è uscito il suo nuovo disco “EP Ending”, anticipato dal singolo “Tempesta.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con l’artista. Di seguito l’intervista completa.

Hai iniziato a suonare all’età di 17 anni. Da cosa è nata questa tua passione per la musica?

«La mia passione per la musica è sempre stata in famiglia e di famiglia, ma la vera esplosione è avvenuta quando ho preso consapevolezza di quanto suonare e cantare vincesse la mia timidezza e quanto portasse coraggio e magia intorno a me. Ero molto riservato da bambino. Scrivere è stata la prima vera rivoluzione della mia adolescenza.»

Ai tempi della scuola superiore suonavi in un gruppo rock chiamato Handle with Care. Con il passare degli anni hai affinato la tua tecnica dando vita a un tuo stile musicale personale  molto variegato. Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato nel corso della tua carriera musicale?

«A quell’epoca sicuramente su tutti Battisti, i Nirvana, i Deftones, i primi album di Zucchero, i Placebo e il secondo album di Gianluca Grignani La Fabbrica di plastica.»

Nel 2015 hai intrapreso un’esperienza all’estero  durata circa tre anni. Nel corso di questo tuo lungo viaggio ti sei esibito in strada vendendo  i tuoi dischi e hai avuto modo di visitare molte città europee, asiatiche e australiane. Potresti raccontarci qualcosa a riguardo? In che modo questo percorso ha arricchito il tuo bagaglio musicale?

«Son partito con biglietto di sola andata. Destinazione? Cambiare vita e crescere come uomo e come artista. Non lo dimenticherò mai: è una candela sempre accesa nel mio cuore. Fra le cose più bizzarre e più belle c’è l’aver collaborato con musicisti di diverse nazionalità e di aver spesso suonato travestito da donna, in particolare con un grande amico e violinista. Siamo diventati virali, ma soprattutto amati perché oltre a musica di qualità riempivamo le strade di gioia e leggerezza. Una sorta di musicoterapia che ha portato frutti e riconoscimenti. Amicizie, amori, ispirazione per nuove canzoni i doni più belli, uniti alla possibilità rara di mantenersi e viaggiare grazie ai soldi guadagnati con la propria arte.»

Dopo una prima fase di sperimentazione nel 2014 hai pubblicato il tuo primo album “Rivoluzione al sole“ che ha ottenuto un ottimo riscontro da parte della critica musicale. Il 30 novembre è uscito “EP Ending“. Quali sono le analogie e differenze tra i due dischi? Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo secondo lavoro in studio?

«Le atmosfere ed il sound sono cambiate molto. Da un approccio più songwriter grunge si è passati ad un sound elettronico con intrusioni dance e funky. Ballare ed emozionare son due antipodi che voglio donare al mondo con questo lavoro costato fatica e sacrifici. Son fiero di aver dato luce a un EP di qualità. Devo molto anche ai grandi professionisti che ho avuto al mio fianco.»

Il singolo ‘’Tempesta’’ che tu stesso hai definito  “un uragano emotivo, un falò di ricordi e rimpianti“ ha anticipato l’uscita dell’album. Cosa ha ispirato la scrittura del testo? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere all’ascoltatore?

«In questo concept EP dal titolo “EP Ending“ le canzoni sono a tema: 4 storie d’amore finite in maniera bizzarra e straordinaria allo stesso tempo. Troverete emozioni contrastanti: vi lascerà il sapore della tempesta sulla pelle ed il calore dei raggi solari appena le nuvole si sono diradate. Per ogni fine c’è un inizio: questo è il senso del mio singolo “Tempesta“. Il saxophono vi prenderà per mano. Auguro a tutti una buona passeggiata!»

Nel corso della tua carriera hai ottenuto diversi premi e riconoscimenti e avuto modo di aprire i concerti di artisti del calibro di Francesco De Gregori,  Afterhours, Verdena e Negramaro. Con quali altri artisti ti piacerebbe collaborare? Quali progetti hai per il futuro?

«Mi piacerebbe molto dare vita ad un album dopo questo Ep che funge da “antipasto“. Il materiale è già pronto e scritto; per questo motivo reputo “EP Ending“ una overture al nuovo corso. Mi piacerebbe tanto collaborare con un’orchestra e allo stesso tempo avere dei brani suonati dai Verdena, band che amo molto. Nel frattempo godiamoci questa prima portata, spero vivavente che “EP Ending“ soddisfi il vostro palato! Grazie e a presto.»

Vincenzo Nicoletti

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