Allarme ONU, lo smog uccide più delle guerre

Dal un recente rapporto stilato dall’agenzia ONU per l’Ambiente (UNEP) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) emerge che lo smog ogni anno è responsabile del decesso di un numero di persone 234 volte superiore a quello delle vittime di guerra.

Secondo tale documentazione in tutto il mondo i decessi causati dall’ambiente degradato sono stati 12,6 milioni (il 23% delle morti precoci), mentre quelli per conflitti quasi 54 mila. Le cause sono molteplici e si possono rintracciare nell’elevato utilizzo di fonti fossili, veicoli alimentati a petrolio, abuso di pesticidi e crescita delle estrazioni.

Le aree del mondo più colpite sono Asia Sud Orientale e Pacifico Occidentale con una percentuale di morti rispettivamente del 28% e 27%. Visto lo sviluppo economico impetuoso e la quasi totale assenza di leggi per la tutela ambientale di Cina, India, Indonesia, Indocina il dato non stupisce. Percentuale molto alta anche per l’Africa Subsahariana (23%) e per il Medio Oriente (22%).

La situazione migliora nei paesi di più sviluppati e di più antica industrializzazione: in Europa la percentuale di morti per l’inquinamento è del 15%, in America dell’11% nei paesi Ocse (Usa, Canada, Messico, Cile) e del 15% nei paesi non Ocse.

Lo smog è il principale responsabile di decessi in tutto il mondo e miete ogni anno 7 milioni di vittime. 842.000 persone muoiono, invece, per mancanza di acqua potabile che porta malattie quali la dissenteria, 107.000 persone muoiono perché esposte all’amianto, 654.000 perché esposte al piombo. I disastri naturali dal 1995 ad oggi hanno fatto 606.000 vittime e colpito 4,1 miliardi di persone.

l rapporto dell’ONU mette, però, in rilievo anche alcuni lati positivi: ad esempio, a causa della lotta contro il buco dell’ozono i casi di cancro all’epidermide dimuiranno di 2 milioni entro il 2030. Anche l’eliminazione del piombo dalla benzina ha avuto benefici in questi termini: 1 milione di decessi in meno e un risparmio di 2,45 trilioni di dollari all’anno (il 4% del PIL mondiale).

Nella relazione dell’ONU sono contenute, infine, una serie di raccomandazioni ai 170 delegati dei Governi presenti: rimuovere le sostanze dannose, ridurre l’uso di combustibili fossili, diminuire il consumo di risorse attraverso un cambiamento degli stili di vita, tutelare la biodiversità, ridurre la pressione sugli ecosistemi e risanare quelli degradati.

Distruggendo l’equilibrio del nostro pianeta e aumentando le emissioni inquinanti andiamo incontro a un costo sempre maggiore in termini di salute e benessere. I paesi coinvolti sono invitati a fare ricorso a tecnologie innovative per raccogliere dati sull’inquinamento e ad introdurre misure per la riduzione dello smog. La salute dei cittadini è in grave pericolo: bisogna agire nell’immediato.

Vincenzo Nicoletti

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