I giardini zoologici alterano gli orologi biologico degli animali
Fonte: Pixabay

Molti ritengono che gli zoo siano luoghi che ospitano animali allo scopo di intrattenimento e di educazione. Tuttavia, c’è un crescente dibattito su come l’ambiente dei giardini zoologici possa danneggiare il delicato equilibrio degli orologi biologici degli animali, influenzando il loro comportamento e benessere. Diverse ricerche hanno infatti esaminato i potenziali effetti negativi degli zoo sugli orologi biologici degli animali e la necessità di valutare attentamente le pratiche di gestione dei giardini zoologici per garantire il loro benessere. Gli animali, come gli esseri umani, sono dotati di un orologio biologico interno noto come ritmi circadiani, ovvero i cicli naturali e intrinseci dei processi fisici, mentali e comportamentali che si ripetono all’incirca ogni 24 ore.

Questo processo fisiologico regola una serie di processi biologici come il sonno, la digestione, la termoregolazione e il comportamento, in modo da consentire agli animali di adattarsi ai cambiamenti ambientali e mantenere l’omeostasi. I ritmi circadiani sono infatti regolati da segnali ambientali esterni chiamati zeitgeber, tra cui i cicli luce/buio, il cibo e la temperatura. Tuttavia, nei giardini zoologici le fluttuazioni naturali e stagionali di questi fattori esterni che causano la stagionalità del ritmo circadiano, sono innaturali poiché prodotti dall’uomo. Ne consegue che alcune ricerche tra cui quella intitolata “The cost of circadian desynchrony: Evidence, insights and open questions”, hanno indagato sull’alterazione da parte dell’uomo dell’orologio circadiano degli animali che vivono in cattività, per poi comprovare che questa interferenza contribuisce alla fisiopatologia di numerose malattie per gli animali, cha vanno dalle malattie metaboliche ai disturbi neurologici fino al cancro.

Comprendere infatti i cicli giornalieri e annuali del comportamento e della fisiologia delle specie in cattività può aiutare a farsi un’idea delle condizioni degli animali all’interno dei giardini zoologici, anche se gli effetti di questi cambiamenti artificiali sugli orologi circadiani degli animali e sul loro comportamento sono ancora poco studiati. Per indagare questo fenomeno e le possibili implicazioni sul benessere degli animali, una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers ha analizzato i dati comportamentali dei panda giganti ospitati in sei zoo in tutto il mondo. Questo studio offre un’opportunità unica per comprendere come l’ambiente di allevamento influenzi la ritmicità e il comportamento circadiano dei panda giganti, sia all’interno che all’esterno del loro areale naturale.

Durante lo studio, è stato condotto un campionamento focale su 11 panda giganti ogni mese per 12 mesi di fila al fine di ottenere una stima di un ciclo di attività annuale per questi animali. Durante ogni mese, sono state condotte sessioni di osservazione sistematiche di 10 minuti ogni ora in cui i panda erano visibili, al fine di stimare un ciclo di luce diurna di 24 ore di attività o comportamento. La ricerca ha dimostrato che i panda che vivono al di fuori del loro intervallo latitudinale naturale, presentano meno attività rispetto a quelli che vivono all’interno del loro intervallo, suggerendo che la latitudine è correlata ai livelli di attività dei panda. Inoltre, la quantità di luce diurna, la temperatura minima e l’intervallo di temperatura sono risultati associati ai cicli di attività dei panda. Infine, è stata anche osservata un’associazione tra i cicli comportamentali dei panda legati al sesso e a pattern stereotipati, che rilevando fluttuazioni periodiche e sincrone in diversi momenti dell’anno.

In sintesi, questo studio ha dimostrato che i cambiamenti dei fattori ambientali e dei segnali di luce noti come zeitgeber possono influenzare i ritmi circadiani e circannuali degli animali. Del resto, la ricerca ha evidenziato che la latitudine, la luce diurna, la temperatura e i cicli comportamentali legati al sesso sono tutti fattori che influenzano l’attività dei panda all’interno dei giardini zoologici. Si è scoperto che creare un ambiente in cattività che sia simile alle condizioni ambientali naturali, può favorire il benessere degli animali e aumentare le possibilità di successo nella conservazione. La presenza diffusa di tali ritmi artificiali suggerisce infatti che gli animali in cattività possiedono un vantaggio adattativo, poiché consentono alle specie di anticipare e rispondere ai cambiamenti nel loro ambiente. Pertanto, è importante considerare queste variazioni degli zeitgeber quando si creano ambienti artificiali per promuovere il benessere degli animali.

Ad ogni modo, gli animali non dovrebbero essere rinchiusi nei giardini zoologici poiché, pur essendo considerati luoghi di intrattenimento per il pubblico, i giardini zoologici spesso non riescono a fornire agli animali l’ambiente e le attenzioni necessarie per condurre una vita adeguata. Le gabbie contraddicono la natura stessa degli animali, che sono fatti per vivere liberi in habitat specifici. Confinarli in spazi ristretti danneggia la loro psicologia e limita fortemente la loro libertà di movimento. Molte specie necessitano di ampi spazi per soddisfare le loro esigenze vitali, come cacciare, esplorare e stabilire relazioni sociali. In uno zoo, queste necessità vengono spesso ignorate, il che comporta gravi conseguenze per il benessere degli animali.

La visibilità del pubblico nei giardini zoologici può portare quindi a situazioni di elevato stress per gli animali, dovuto all’eccessivo rumore, alle persone che li osservano e li disturbano, creando di conseguenza ansia e frustrazione. Inoltre, alcuni zoo a volte non riescono a fornire un’adeguata cura veterinaria agli animali che ospitano. Malattie, ferite o condizioni mediche vengono così trascurate o ignorate, mettendo a rischio la salute degli animali stessi. Ne consegue che spesso gli animali esibiscono comportamenti anomali, quali movimenti ripetitivi o stereotipie, come meccanismo di difesa dallo stress causato dall’ambiente costrittivo in cui sono costretti a vivere. È giunto perciò il momento di riconoscere che gli zoo violano il diritto fondamentale alla libertà e all’autodeterminazione degli animali.

Sara Spiniello

Sono una ragazza solare e piena di energia, sempre pronta a sorridere e a diffondere positività. Sono profondamente innamorata degli animali e della natura, e cerco sempre di proteggerli e di prendermi cura di loro nel miglior modo possibile. Passare del tempo all'aria aperta, immersa nella natura ad ammirare la bellezza di ogni piccolo dettaglio che il mondo naturale ha da offrire mi fa sentire viva e mi infonde la tranquillità di cui ho bisogno nella frenesia della vita quotidiana. La tutela dell'ambiente è una delle mie priorità, e cerco di fare la mia parte nel ridurre l'impatto negativo sull'ecosistema. Sono attenta al riciclo, cerco di ridurre l'uso di plastica monouso e promuovo soluzioni sostenibili nella mia vita quotidiana. Da anni mi dedico al volontariato animalista, perché credo che aiutare sia una delle cose più gratificanti che si possano fare. Nel frattempo, lavoro anche presso uno studio legale e scrivo per questa redazione!

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