Immacolata Concezione, 8 dicembre
Fonte: Repubblica Napoli

Da Nord a Sud, dalla Lombardia alla Sicilia è quasi tutto pronto per il culto dell’Immacolata Concezione che dà il via al lungo periodo delle celebrazioni natalizie.

La festa dell’Immacolata Concezione, la cui ricorrenza cade l’8 dicembre, rappresenta per il Paese l’annunciazione dell’avvicinarsi del 25 dicembre e cioè del lungo periodo delle feste natalizie. Da Nord a Sud è tutto pronto: dall’8 dicembre, come tradizione vuole, ci si dedica in famiglia e nelle proprie dimore ad agghindare l’albero di Natale e ad allestire il presepe, mentre le città d’Italia espongono le più virtuose luminarie che costeggiano le strade principali, i centri storici e non solo. A Napoli non mancano alberi e presepi, ma l’8 dicembre è una ricorrenza molto più importante.

Sfatiamo il mito dell’Immacolata Concezione

Se per alcuni l’8 dicembre, la festa dell’Immacolata Concezione, si configura come la celebrazione di Cristo nel grembo della Vergine Maria, hanno sbagliato di grosso. Ecco, sfatiamo da subito un mito ricorrente: l’8 dicembre, in realtà si celebra la concezione della Beata Vergine nel grembo di Sant’Anna ed è, inoltre, una ricorrenza che pone le sue radici nel passato.

La tradizione viene fatta risalire addirittura al VII secolo e le prime celebrazioni avvennero nelle chiese d’Oriente dove si considerava il culto della Concezione di Sant’Anna, mentre la diffusione in Occidente si ebbe non prima del XXI secolo. In pochi, tra l’altro, sanno che il culto dell’Immacolata partì dall’Oriente e arrivò nell’Italia meridionale e in particolare la Sicilia grazie ai monaci bizantini. Difatti lo stesso canonico e storico Antonio Mongitore dichiarò che nel 1323 l’Immacolata Concezione fosse già festa di precetto a Palermo e che vi era una tale devozione da parte dei siciliani che ci si domandava quando fosse sorta.

Il 28 febbraio del 1476 Papa Sisto IV estese la festa a tutta la Chiesa occidentale rischiando, oltretutto, un’eventuale scomunica. Inoltre, l’8 dicembre del 1854 Papa Pio IX dichiarò con una comunicazione ufficiale che l’Immacolata Concezione fosse un dogma della Chiesa, andando a sostituire il culto della Concezione di Sant’Anna. Tale comunicazione andò a sancire un aspetto di estrema importanza: di come la Vergine Maria fu preservata dal peccato originale fin dal suo concepimento. Per cui la genesi dell’Immacolata Concezione è volta a dimostrare che nessun essere umano è esente dal peccato originale, fatta eccezione della Vergine Maria e, sempre per la Chiesa cattolica, l’Immacolata è collegata alle apparizioni di Lourdes e con quelle avvenute nel monastero parigino di Rue du Bac.

Napoli, il culto dell’Immacolata

Dalla Sicilia alla regione Campania, il culto dell’Immacolata Concezione è un giorno importante soprattutto per il popolo partenopeo: si festeggia con processioni, fuochi a mare e messe cantate in molte delle chiese del territorio e soprattutto dei centri storici che sono presi d’assalto dai turisti. Ma l’evento più atteso l’8 dicembre è nei pressi di Piazza del Gesù, vicino all’obelisco barocco in marmo. La tradizione napoletana vuole che la cerimonia dell’Immacolata Concezione avvenga nei pressi della Guglia Immacolata, dove ogni 8 dicembre i vigli del fuoco depongono nelle mani della Madonna un fascio di fiori elevandosi trenta metri dal suolo.

Non solo a Napoli, ma in tutta la regione Campania l’Immacolata Concezione è vissuta con dedizione tra folklore e religione, come a Castellammare di Stabia, dove si celebrano due eventi in onore della Vergine Maria: la voce di  Fratièlle e surèlle e gli emozionanti fuocaracchi. Anche i cittadini di Torre del Greco sono devoti all’Immacolata Concezione: si racconta che fecero un voto alla Madonna portando in processione su un carro la sua statua affinché l’attività eruttiva che aveva sconvolto la città nel dicembre del 1861 potesse interrompersi. Secondo le testimonianze, avvenuto il voto popolare, la lava si arrestò improvvisamente.

L’unico timore di questi tempi è che, in una società liquida come la nostra, vi sia il rischio di perdere la memoria delle più importanti tradizioni, rincorrendo il consumismo più frenetico. Un tempo il Natale era attesa, trasmetteva un calore familiare; oggi è un Natale elettronico, veloce, mediato, privo di contatto e di sentimento. Insomma, un Natale capitalista che avanza distanze nei rapporti umani e che annienta usanze e cultura.

Bruna Di Dio

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