Il capitale amoroso di Jennifer Guerra
Il capitale amoroso di Jennifer Guerra. Fonte: Bossy

Circa un mese fa, per la collana “Munizioni” diretta da Roberto Saviano per Bompiani, è comparso un testo per molti aspetti innovativo e dissacrante: Il capitale amoroso – Manifesto per un eros politico e rivoluzionario di Jennifer Guerra.

È caratteristica di ogni opera letteraria di spessore la capacità di interrogare il lettore e spingerlo ad esplorare gli angoli di se stesso che gli erano, prima dell’incontro con le parole di chi scrive, sconosciuti. E forse, l’intento che si pone l’autrice nella composizione di quest’opera di recente pubblicazione è proprio questo: mettere in crisi le certezze di chi legge su un tema, quello dell’amore, apparentemente analizzato in ogni suo aspetto dalla società e dalle sue espressioni culturali.

Amore e stereotipi

L’amore, il sentimento che secondo il Sommo poeta italiano move il sole e l’altre stelle, è vittima di numerosi stereotipi dettati dal rapporto che esso intrattiene con la cultura dominante di ogni tempo. L’impostazione sociologica che Jennifer Guerra dà al suo Capitale amoroso, le permette di immaginare un nuovo modello sociale fondato proprio sull’amore, che assume per questo un ruolo etico e viene osservato e analizzato nella sua accezione più ampia e completa. È la stessa autrice a dichiarare il suo intento programmatico, all’interno del primo capitolo del suo libro: “L’idea di fondo è che l’amore sia in grado di cambiare profondamente non solo la vita di ciascuno di noi, ma anche la società nel suo insieme”.

Il capitale amoroso di Jennifer Guerra
Il capitale amoroso – Manifesto per un eros politico e rivoluzionario. Fonte immagine: www.onlybookslover.it

I temi di Il capitale amoroso

Nel perseguire il suo obiettivo, Jennifer Guerra ci accompagna in un viaggio che passa innanzitutto attraverso l’identificazione delle sei diverse modalità attraverso cui l’individuo può amare il suo prossimo, rifacendosi ad una classificazione già oggetto di studio del sociologo canadese John Alan Lee nel suo Colours of Love: An Exploration of the Ways of Loving, risalente al 1973.

Eros, ludos, storge, agape, pragma e mania passano poi al vaglio della critica al neoliberismo che l’autrice pone come obiettivo all’interno di tutta l’opera. Infatti, in una società incentrata sulla produttività e sul consumo, è possibile sottrarre solo poco tempo alle attività produttive, impedendo di fatto l’impiego di tempo a sufficienza nelle relazioni amorose. Essendo queste ultime improduttive, il ruolo che assumono all’interno della società viene svilito e l’Eros, forza propulsiva e creativa, diventa oggetto di un processo di sublimazione.

Accanto alla critica sociale, il Capitale amoroso attraverso le parole di Jennifer Guerra diventa anche strumento per promuovere una pars construens. Questa è costituita dall’analisi del modello propugnato da Martin Luther King di amore come comunità, come modo di trovarsi ed agire nel mondo, ispirato ai precetti evangelici nella loro forma più pura e vicina alla forma primitiva della Chiesa.

Jennifer Guerra accompagna quindi il lettore alla conclusione del suo pamphlet al grido di un motto: Largo all’Eros alato! Accanto all’Eros senz’ali della società consumistica esiste infatti un Eros alato, che si allontana dal pragmatismo capitalistico ed insegue la forza propulsiva che lo caratterizza. È solo mettendo in discussione i principi della società in cui viviamo che possiamo costruirne una nuova; per questo, porre l’amore come base per la costruzione di un nuovo modo di concepire la vita in comunità è un atto coraggioso ed adatto alla natura eversiva del sentimento analizzato, in un libro che costituisce una vera e propria munizione per difendersi dall’utilitarismo capitalista.

Giulia Imbimbo

Greenpeace

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