Intervista a Sandro Ruotolo, portavoce di Elly Schlein in Campania
Il giornalista Sandro Ruotolo insieme alla deputata Elly Schlein

Domenica 5 febbraio, con il voto nei circoli, ha avuto inizio il percorso che condurrà alle Primarie del Partito Democratico, in programma il prossimo 26 febbraio, quando verrà scelto il nome del nuovo Segretario. I quattro candidati che si contendono la leadership del partito, attualmente ricoperta dal segretario uscente Enrico Letta, sono i seguenti: Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo. Secondo il sondaggio di Emg-Different, i primi due candidati sono nettamente favoriti, con ampio distacco: Bonaccini ha fatto registrare il 44% delle preferenze, mentre il gradimento di Schlein si è assestato intorno al 24%. Se Bonaccini è già mediaticamente noto per aver ricoperto la carica di Presidente della Regione Emilia-Romagna, la deputata Elly Schlein rappresenta la vera novità di queste primarie. Per comprendere le peculiarità di questa candidatura per la segreteria del PD, abbiamo intervistato il senatore uscente e giornalista Sandro Ruotolo, portavoce campano per la mozione a sostegno di Elly Schlein.

Nel caso dovesse vincere le primarie, cosa dobbiamo aspettarci da Elly Schlein come Segretaria del Partito Democratico? Dottor Ruotolo, quali saranno le principali tematiche su cui ricostruire l’identità del partito?

«Sicuramente c’è la riduzione delle diseguaglianze, dei diritti sociali e diritti civili che camminano di pari passo. Lei in questo momento rappresenta certamente la novità nella politica italiana. Lei è figlia degli anni 2000, di questo secolo qui, visto che nel 2000 aveva 15 anni. É di questa sinistra moderna, di oggi, che ha a che fare con i cambiamenti climatici, con la transizione ecologica, con la povertà nel lavoro, con il precariato, con la povertà che oramai affrontano circa 5-6 milioni di cittadini. Con lei ci sarà la svolta, ci deve essere la svolta perché la sconfitta del 25 settembre non è una delle tante sconfitte del Partito Democratico, ma è un punto di non ritorno. Quindi o si cambia oppure si rischia di scomparire».

Lei ritiene che Elly Schlein possa essere la persona giusta per dare una risposta collettiva alla crisi del Partito Democratico? Di conseguenza, dottor Ruotolo da quale modello ripartirà Elly Schlein per ridare credibilità al partito?

«Secondo me, lei è l’unica che può dare questa scossa. Il modello deve cambiare, il partito deve aprirsi ai territori. La politica non c’è più sui territori, oggi i circoli sono completamente vuoti. Se non ci fosse il terzo settore, le associazioni della società civile, queste nostre città sarebbero morte. Io vedo la mia realtà che è Napoli, dove per fortuna l’associazionismo è vivo nei cosiddetti “quartieri a rischio”, mentre le sezioni di partito non esistono sui territori. Questo è un discorso che riguarda certamente il Partito Democratico, ma riguarda anche tutto il campo progressista. Anche il Movimento 5 Stelle non l’ho mai visto sul territorio, poi certamente hanno lanciato la proposta chiara e semplice del reddito di cittadinanza e hanno conquistato la maggioranza sui territori napoletani. Mi riferisco ai territori dove c’è il tema della vivibilità, della qualità della vita, penso al tema della camorra che è oppressiva sul territorio in cui non esistono i partiti. Dunque dobbiamo ripartire da qui, con un bagno di umiltà dobbiamo lasciare le ZTL e camminare all’interno del nostro Paese, in queste nostre città, in queste nostre periferie, dove c’è sofferenza. Da lì bisogna ripartire e cambiare. Quello che accade nel Partito Democratico con questo congresso non è una questione che riguarda soltanto il Partito Democratico ma tutti, tutto il campo democratico e progressista. Oggi c’è un governo di destra, e quindi dove c’è la destra ci deve stare anche la sinistra all’opposizione. Pertanto, bisogna ricostruire la sinistra».

Dottor Ruotolo, cosa significherebbe per il Partito Democratico avere una donna come Segretaria? Potrebbe essere Elly Schlein il modello di donna da contrapporre a quello promosso da Giorgia Meloni?

«Assolutamente si! “Speriamo che sia femmina” è il titolo di un bellissimo film degli anni ’80. Lei è una donna che non è solo donna ma fa una politica per le donne, cosa che non fa la Meloni. Io penso che Elly porta una carica di novità rispetto non soltanto alla lotta alle diseguaglianze anagrafiche e territoriali, ma anche al tema di diritti di genere. Da questo punto di vista, rappresenta veramente la novità poiché è l’unica che parla di questo tra i quattro candidati, ed è anche l’unica che parla con il mondo dei giovani, con le nuove generazioni».

Lei ritiene che Enrico Letta sia il principale responsabile del disastro elettorale del Partito Democratico? Dottor Ruotolo, quale è la sua opinione in merito agli altri candidati alla Segreteria del Partito Democratico?

«Io dico che in questo momento abbiamo 3 settimane d’avanti e dobbiamo fare di tutto perché vinca Elly Schlein. Sicuramente Bonaccini non è la novità che serve, come non è la novità neanche Gianni Cuperlo o Paola De Micheli. Per amor del cielo, queste sono tutte persone stimabili ma rappresentano il gruppo dirigente del Partito Democratico. Quel partito che ha perso milioni di voti negli ultimi 10 anni, credo 5-6 milioni di voti. È facile ora addossare la responsabilità del tracollo a Enrico Letta, però le scelte fatte da Letta sono state condivise dai gruppi dirigenti del Partito Democratico. Elly Schlein non stava in questi gruppi dirigenti, questo è il punto. Allora ci vuole coerenza e ci vogliono novità. Dopo di che è chiaro che io mi batto e noi ci battiamo perché venga sconfitta questa destra che oggi è al governo. Quindi hai bisogno di unità, hai bisogno di programmi comuni, hai bisogno di allargare lo schieramento. Non puoi pensare soltanto al ceto politico, ma devi pensare alla società civile. Da questo punto di vista, la presenza sia di indipendenti e sia di esponenti della società civile nel comitato nazionale che ha scritto il nuovo Manifesto dei valori, è stata fondamentale. Questo congresso deve perciò rappresentare uno spartiacque».

Cambiando discorso, le chiedo infine come giudica fino ad ora l’operato del sindaco Manfredi? Dottor Ruotolo, cosa occorre per amministrare una città ricca di problematiche e contraddizioni, come quella partenopea, attraverso una fase storica come quella che stiamo attraversando?

«Napoli ha bisogno di tante altre cose perché è una città piena di talenti e di risorse, è una città splendida. Ma lui si è insediato oramai da più di 1 anno ed ha trovato il disastro, la bancarotta, così è dovuto ripartire dal “Patto per Napoli” con una richiesta di soldi a Roma. Piano piano si incominciano a vedere i risultati».

Dall’intervista a Sandro Ruotolo possiamo adesso capire meglio a cosa fa riferimento lo slogan “Parte da noi!”, che sta caratterizzando la campagna della deputata Elly Schlein nella corsa alla segreteria del Partito Democratico. Una frase incisiva e sintetica, che intende agire come magic bullet per trasmettere una nuova idea di partito a ogni suo iscritto, producendo così l’effetto desiderato e uniforme su ogni persona che lo ascolta. Lo scopo principale di Schlein è infatti quello di costruire un partito che riconosca più potere alla propria base, composta da tutti coloro che posseggono la tessera, riavvicinare i delusi e attrare a sé coloro che si approcciano alla politica per la prima volta, in modo tale da dare nuova vita ad una comunità che possa essere consultata e coinvolta nelle questioni politiche fondamentali. L’obiettivo è quello di tornare a riscuotere un ampio consenso nella società, per presentarsi nuovamente come un soggetto politico capace di mediare tra centro e sinistra, simile a quello che i politologi definiscono “partito piglia tutto”.

Gabriele Caruso

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, mi occupo soprattutto di indagare la politica italiana e di far conoscere le rivendicazioni dei diversi movimenti sociali. Per quanto riguarda la politica estera, affronto prevalentemente le questioni inerenti al Regno Unito.

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