Italia libera forza nuova
Roberto Fiore, fondatore di Forza Nuova. Fonte immagine: arttribune.com

Nel dicembre scorso Roberto Fiore, presidente del partito neofascista Forza Nuova, ha annunciato la costituzione di Italia Libera. In questo nuovo soggetto politico dovrebbero confluire i gilet arancioni di Antonio Pappalardo e i gruppi no-mask. Collateralmente, però, Forza Nuova non è stata sciolta: come risulta dal sito è partita la campagna di tesseramento per il 2021. Italia Libera quindi non dovrebbe, almeno per il momento, sostituire l’originario partito di Fiore.

La galassia dell’ultradestra italiana appoggia la protesta sulle restrizioni governative per limitare il contagio da coronavirus. Il 10 ottobre, contestualmente alla manifestazione contro le norme anti-covid a Roma, è stato istituito il “Governo di Liberazione Nazionale” con relativi dicasteri: l’avvocato Carlo Taormina alla Giustizia, Augusto Sinagra agli Interni, lo stesso Roberto Fiore agli Esteri. In quell’occasione una delegazione avrebbe dovuto addirittura recarsi al Quirinale per chiedere a Sergio Mattarella di sciogliere il parlamento.

Ad ispirare la costituzione di Italia Libera è la formazione di un fronte comune per lottare contro la “dittatura sanitaria“. L’espressione ricorre spesso fra i negazionisti della pandemia, i quali considerano le case farmaceutiche, l’Oms e l’Ema i nemici da combattere. Per i sostenitori di questa tesi è in atto un vero e proprio regime autoritario, che ha lo scopo di arricchire i poteri forti a discapito del popolo. Questa narrazione ha una certa presa nell’attuale condizione di grave crisi economica: le restrizioni anti-covid hanno messo in difficoltà interi settori, con effetti sia a breve che a lungo termine. Ma le destre cavalcano questo malessere per acquisire consenso.

Nei mesi scorsi, prima della costituzione di Italia Libera, i militanti di Forza Nuova hanno partecipato a diverse manifestazioni contro le misure varate dal governo, durante le quali ci sono state scene di guerriglia urbana e scontri con la polizia. Erano presenti alla protesta del 23 ottobre a Napoli; lo stesso Roberto Fiore ha rivendicato sui social la partecipazione del suo partito «al fianco del popolo […] con il vigore tipico della nostra gente». Erano presenti al corteo del 26 ottobre a Milano, che da piazzale Loreto si è diretto verso il palazzo della Regione, e alla manifestazione del 27 ottobre a Roma, in Piazza del popolo.

Il fondatore di Italia Libera è anche molto attivo sui social e sostiene in prima linea l’idea della dittatura sanitaria. Esemplare è il recente tweet in cui afferma che «neanche un pezzo della narrazione #Covid è reale» e che «il sistema è fake», riprendendo una notizia che segnala errori nella mappatura dei contagi. Ma Fiore appoggia anche alcune teorie del complotto insieme al movimento dei gilet arancioni e ai no-vax. Come quello che vorrebbe Bill Gates alla testa di una pratica eugenetica per selezionare la popolazione mondiale con il vaccino anti-covid. Collateralmente e sempre sui social, Forza Nuova sostiene la protesta #IoApro, che raccoglie le istanze dei titolari di attività che hanno riaperto nonostante le restrizioni in corso.

Fonte immagine: Twitter

Forza Nuova non è considerata in grado di competere con Fratelli d’Italia o con la Lega. Gli ultimi dati di YouTrend, risalenti alle elezioni politiche del 2018, danno conto di poco più di 126mila preferenze, raccolte grazie anche all’alleanza con Fiamma Tricolore. Lo 0,4% dei consensi, peraltro, segna una diminuzione rispetto alle elezioni del 2013. Anche in occasione delle europee del 2019 il movimento ha ottenuto un risicato 0,15%.

La debolezza strutturale ha spinto i militanti di Forza Nuova, insieme a CasaPound, ad avvicinarsi ai partiti istituzionali della destra e, in particolare nell’ultimo periodo, a Fratelli d’Italia. Oltre al comune retroterra ideologico, la simpatia ha ragioni più profonde. Come spiega Massimo Perrone, ex vertice di Forza Nuova, nell’inchiesta de La Repubblica, il movimento starebbe tentando di «ripulirsi da scandali e violenze di piazza», anche attraverso il “rilancio” con Italia Libera. Inoltre, FN vorrebbe compattare il più possibile il consenso dopo il flop con la Lega, che ne ha sposato le basi ideologiche usandole a proprio vantaggio ma non l’ha mai inclusa pubblicamente in un progetto politico. Del resto nemmeno Giorgia Meloni ha mai fatto riferimento diretto a Forza Nuova, nonostante il suo partito e il movimento neofascista usino gli stessi slogan.

Ma Forza Nuova ha cercato alleanze anche all’estero. Prima di Italia Libera, infatti, Fiore ha fondato L’Apf (Alliance for peace and freedom) che su Twitter si definisce “partito nazionalista paneuropeo”. L’alleanza raccoglie movimenti di ultradestra di diversi paesi (Regno Unito, Francia, Repubblica Ceca, Serbia, Germania). L’obiettivo dichiarato sul sito web è offrire un’alternativa all’Unione europea – le cui istituzioni sono considerate prive di base democratica – per creare «un’Europa di nazioni sovrane in cui Stati indipendenti lavorino insieme su base confederale».

Al netto della costituzione di Italia Libera, delle mire politiche – interne ed esterne – di Roberto Fiore, delle strampalate teorie del complotto, rivive un’evidente contraddizione. I movimenti di ultradestra esasperano le accuse di dittatura sanitaria, una tesi tutta da provare, quando la comune base ideologica è il fascismo, la cui natura di regime autoritario è una certezza storica. Nessuno di loro disdegna il Ventennio e, anzi, la componente nostalgica è la leva che gli permette ancora oggi di avere una base di consenso, seppur minima. La narrazione della lotta contro una presunta dittatura, che nega la dimensione e i numeri della pandemia da coronavirus, sembra essere fine a se stessa, poiché strumentalizza l’esasperazione dell’emergenza sanitaria in corso, ma non offre alcun progetto concreto di ripartenza.

D’altro canto, questi movimenti sono liberi di manifestare e di esprimere la loro opinione anti-sistema e complottista – anche in piena pandemia – perché godono di diritti costituzionalmente riconosciuti. E il nome del nuovo soggetto politico, Italia Libera, è curiosamente calzante e contiene in sé l’eterna contraddizione dell’ultradestra. Perché l’Italia ha iniziato a essere libera solo dopo la caduta del regime fascista.

Raffaella Tallarico

Greenpeace

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui