La ragazza di Bube (fonte immagine: studenti.it)
Nella combo tre edizioni del libro di Carlo Cassola 'La ragazza di Bube'. Roma, 13 marzo 2017. ANSA/ US +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Vincitore del Premio Strega nel 1960, La ragazza di Bube è un romanzo di Carlo Cassola. Ambientato nella Valdesa, vicino Siena, durante il periodo della Resistenza, è un racconto di amore, di guerra, di post guerra, di tentativi di riscatto e di vendetta. Ma anche di scelte complesse e coraggiose.

Sinossi e trama: La ragazza di Bube

Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d’Elsa, che all’indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l’amato con animo fedele e ostinato. Con questo romanzo – pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale – Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. “La ragazza di Bube” segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. “Il romanzo” sostiene infatti Cassola “viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini.”

Mara ha 16 anni, ma è già abbastanza grande da poter “prendere marito”; è una ragazza complicata, capricciosa, ma è anche estremamente intelligente, è sveglia ed è soprattutto libera: sarà proprio questa libertà che la porterà a scegliere la via del sacrificio.

Bube è anche lui giovane, è un ex partigiano, compagno di Sante – il fratello di Mara, ucciso dai tedeschi sulle montagne mentre combatteva. Il loro è un amore a prima vista, ma è anche un amore complesso. Il passato di Bube è prepotente, porta con sé la rabbia di una gioventù perduta. Bube ha il soprannome di Vendicatore, dopo la guerra vuole solo uccidere i fascisti (o ex fascisti). E proprio per questo ucciderà il figlio di un maresciallo dei carabinieri. E da lì partirà il calvario suo, ma anche di Mara.

Sarà latitante per mesi, ma verrà arrestato sul confine italo-francese e condannato al carcere. L’unica persona che gli rimarrà accanto sarà Mara. Questo è un romanzo di amore e sacrificio.

fonte immagine: raicultura.it

Carlo Cassola in questo romanzo non fa trionfare gli ideali del comunismo, anzi addirittura arriva a criticare i dirigenti della Resistenza, e al centro di tutto mette la Storia e in questa storia non lascia indietro nessuno: ci sono i vincitori, ci sono i vinti, ci sono i nemici. E parlerà di questo nel 1960, 15 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e attraverso Bube criticherà ferocemente gli ideali che costringono chi è rimasto alla vendetta. Ma la vendetta è un non-luogo da cui i mandanti si tengono lontani, e saranno gli ultimi a doversela sbrigare, a eseguire il lavoro sporco e a pagarne le conseguenze: anche qui c’è una gerarchia da rispettare, e Carlo Cassola lo fa capire attraverso questo romanzo. Bube è la rappresentazione precisa di tutto questo: è un ex partigiano, ha già combattuto per la libertà perdendo i compagni, continua a sentire la necessità di eliminare il nemico (che nemico non è più, o almeno è stato ripulito e quasi perdonato), è pronto a servire i suoi ideali anche a costo della vita e della libertà stessa. e pagherà questo ennesimo slancio con la galera, abbandonato dal partito, lasciato nell’indifferenza, con solo la vendetta a mantenerlo sveglio. Ma al suo fianco, almeno idealmente, ci sarà Mara: una donna, che dovrebbe restare ai margini della Storia e di questa storia, e che invece esce dall’ombra e sceglie di sacrificarsi per non abbandonare l’amore. E attraverso lei Cassola rende giustizia a una generazione che è stata mandata a morire per degli ideali che alla fine di tutto sono stati compromessi.

Non solo, però. Carlo Cassola ci lascia un grande insegnamento, tra le righe di questo romanzo: arriverà il momento del riscatto, perché il sole riesce a passare anche tra la nebbia più fitta.

Carlo Cassola ha dato molto alla letteratura italiana, ma è un autore che ha pagato un prezzo molto alto per essere stato quello che più di tutti ha cercato di dimostrare come la guerra, la vendetta, la morte, servissero a nulla. Ha descritto la cattiveria umana, la necessità di inseguire un ideale, e ha anche mostrato come tutto questo fosse assolutamente lontano dall’ideale romantico che altri autori hanno raccontato. Era contro la guerra, antimilitarista difensore della vita, ideologo dell’esistenza. Ma, soprattutto, è stato il padre del disarmo unilaterale in Italia, uno dei promotori – nel 1982 – della prima Campagna di Obiezione alle Spese Militari. Il 29 gennaio del 1987 è morto, ormai isolato e solitario. Forse uno degli scrittori italiani più sottovalutati.

fonte immagine: wikipedia.org

Nel 1963 Claudio Comencini ne ha tratto un film, omonimo, con Claudia Cardinale nelle vesti di Mara e George Chakiris in quelle di Bube.

Valentina Cimino

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