Bachmann

Geograficamente parlando, la Boemia non sta affatto sul mare. Possibile che tre personalità così piene di intelligenza e rappresentative per le letterature austriaca, tedesca e inglese possano commettere un errore geografico così evidente? Se però, la natura oppone montagne tutt’intorno a questa regione storica, nulla è in grado di contrastare le ferventi fantasie di William Shakespeare, Ingeborg Bachmann e Franz Fühmann, tanto diversi ma altrettanto simili.

La Boemia e la sua storia

Correva l’anno 1938. Anni difficili per l’Europa, dilaniata da odio, desideri di conquista e paura. Alle mire di Hitler non era sfuggita nemmeno la piccola regione della Boemia, parte, insieme a Slesia e Moravia, del Sudetenland, membro a sua volta della Cecoslovacchia. La Cecoslovacchia era uno stato neonato (creato dopo la Prima Guerra Mondiale) e sacrificato dal Primo Ministro inglese Chamberlain nella speranza di mettere un freno alle mire del Führer. Tuttavia l’inglese aveva fatto male i suoi calcoli e, come tutti sanno, i nazisti non fecero che espandere i loro domini sempre più a est, trovando poi arresto nell’immensa terra russa. Nel delirio del Reich, quindi, tutti coloro che vi si fossero opposti, compresi i Boemi non tedeschi, sarebbero stati spinti verso la Siberia, incontrando i freddi mari nordici, unico limite naturale alla forza umana.

Per ironia della sorte, i Boemi che vennero spinti verso il mare, furono proprio quelli che si erano schierati con i nazisti, quindi i Boemi tedeschi, allontanati dalle forze vincitrici alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il mare di cui si parla in questo caso, però, è il Mar Baltico. Ed è proprio a questo episodio che Fühmann e Bachmann si riferiscono.

Shakespeare, Bachmann e Fühmann

Certo, associare Shakespeare alla Seconda Guerra Mondiale è impresa ardua. Ma riconoscere un suo legame con Ingeborg Bachmann e Franz Fühmann è molto più semplice. Shakespeare è infatti il primo a raccontare di una Boemia in riva al mare e lo fa nel suo “Il racconto d’inverno” in cui si narrano le vicende del re di Boemia Polissene. Tuttavia, tale errore è voluto: lo scrittore, infatti, riesce così a far immergere il lettore in un mondo fantastico e inesistente, quanto lo è il mare di Boemia.

Bachmann
Il raccondo d’inverno, atto IV. (shakespeareitalia.com)

Con “La Boemia in riva al mare e altri racconti” di Fühmann, pubblicato nel 1962 e “La Boemia sta sul mare” di Bachmann, di due anni più tardi, questi due scrittori novecenteschi si fanno chiari debitori di Shakespeare, stravolgendone però, il concetto proposto.

Non si parla più di una Boemia fantastica, ma di una Boemia politica, o ancora meglio, spirituale e essi si propongono qui in difesa dei Boemi tedeschi, prima allettati dalle ingannevoli e pazze idee del Führer e poi cacciati via dalla loro terra. Una terra ritrovata, quella sul Mar Baltico, ancora oggi abitata da una colonia popolosa di Boemi tedeschi a cui la Bachmann mette in bocca le seguenti parole:

“Se la Boemia sta ancora sul mare, crederò di nuovo ai mari./ E se al mare credo ancora, spererò nella terra./ E se al mare credo ancora, spererò nella terra.// Se sono io, allora è chiunque sia simile a me./ Non voglio più niente. Voglio andare a fondo.// A fondo – nel mare cioè, lì troverò la Boemia./ Affondata, mi sveglierò tranquilla./ Adesso so fino in fondo, e non sono smarrita.

Una terra piena di ricordi terribili per i protagonisti della vicenda, che nella speranza di ricostruirsi una nuova vita non si affidano più alla calma ingannevole della terra, ma piuttosto a un mare violento e immenso in cui possono, senza timori, immergersi e sperare in un futuro più radioso.

Tuttavia, il mare non è in grado di incantare tutti i personaggi delle vicende narrate. Se la Bachmann ripone immense speranze nel mare, in quella magica meraviglia della natura che appare come un lieve tremolio in lontananza e che sorride a chi lo contempla, per la signora Traugott di Fühmann, è tutt’altro. Una tale immensità un giorno sconvolgerà tutto e porterà via la sua nuova terra. In quanto confine geografico insuperabile, il mare di Boemia costringe i disillusi protagonisti a “interrompere” la loro vita, così come ha interrotto la loro migrazione, e trascorrere il tempo che rimane loro nel volgersi indietro e riguardare l’adolescenza e la giovinezza che la guerra ha spazzato via violentemente e ingiustamente.

Shakespeare Boemia mare
Boemia (siviaggia.it)

Cristina Barbero

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