Ex base Nato smilitarizzata e ora polo culturale del quartiere Bagnoli

Un luogo non resta mai sempre lo stesso e questo è il destino dell’ex base Nato nel quartiere Bagnoli ormai smilitarizzato già da molto tempo.

Negli edifici ed in quelle stanze venne presa una delle decisioni più importanti a livello storiografico: si decise di bombardare Belgrado. Una sede bellica stretta tra il mare e la periferia diremmo quest’oggi. L’ex base Nato è stata difesa, tutelata dai corpi militari italiani e tedeschi negli anni ’40, più o meno negli anni nevralgici della seconda guerra mondiale. La storia ci dice che questa struttura non rappresentò solo un polo militare, ma anche di accoglienza: ospitò i profughi di guerra istriani e dall’aprile del ’54 divenne la base Nato più grande d’Italia.

La base Nato di Bagnoli fu smilitarizzata effettivamente nel 2013: ad oggi è amministrata dalla Fondazione Banco di Napoli, proprietaria dei suoli, mentre il principale azionista è la Regione Campania. Anche in questa storia c’è un’antagonista per eccellenza e cioè la società civile che ha cercato sostegno nell’azione amministrativa seppure limitata del Comune di Napoli affinché una struttura di duecentomila metri quadri fosse gestita con finanziamenti esclusivamente pubblici, senza diventare interesse esclusivo dei privati. Perché a Bagnoli lo sanno, il territorio attrae imprenditori nazionali e di cedere una struttura così funzionale alla città tutta nella concorrenza e nell’interesse del privato sarebbe come perderla.

Sicuramente l’ex base Nato è sempre stata guardata dalla società civile come un organismo estraneo alla città; questo perché per molti anni la struttura non è mai stata fruibile ai cittadini di Bagnoli. Infatti, con l’addio delle truppe nel 2013 , la base divenne un luogo di manifestazioni di interesse culturale e sportivo, mettendo a disposizione uffici, edifici e strutture sportive esclusivamente a scopo sociale. Tante le proposte dal pubblico al privato: nascono le “prime” tensioni con l’insediamento di una discoteca all’interno della stessa base; tensioni senz’altro viziate a causa delle condizioni di inquinamento acustico che repentinamente subiscono i cittadini di Bagnoli e a cui non si trova ancora una soluzione. Ma il problema principale è uno, lo rivendicava il Comune di Napoli e lo rivendica la società civile:

“Sarà la città di Napoli a decidere cosa fare di questo luogo. Faremo delle iniziative pubbliche e gli abitanti di Bagnoli diranno la loro”

Il timore è che l’ex base Nato possa diventare un luogo lontano e dunque distante dalle reali esigenze dei cittadini con l’intervento dominante di finanziamenti non pubblici o peggio, con una speculazione economica di risorse pubbliche. Non a caso il privato vi entrò subito, mentre il pubblico dovette aspettare il Piano urbanistico attuativo del 2018. Un altro problema persiste: molti finanziamenti da privati, quasi nulla dagli enti pubblici; altro problema su cui bisognerebbe aprire un discorso a parte, partendo dal ruolo del Cda e dei suoi membri e dei loro poteri effettivi.

Da un punto di vista burocratico e di giustizia sociale e territoriale le tensioni non mancano: da una parte la pubblica amministrazione con enti privati e dall’altra la cittadinanza che rivendica. Eppure, nonostante questo lungo fiato sul collo, l’ex base Nato sarà tra giugno e luglio, un grande spazio urbano che accoglierà una moltitudine di manifestazioni, nonché una serie di eventi, concerti , cinema e spettacoli. La manifestazione programmata, in cui troveranno spazio anche attività ludiche, giochi e a seguire mercato artigianale, sarà denominata “Ex Base”. Una prima apertura completamente gratuita che avrà inizio il 1° giugno col cinema sotto le stelle… certo, tempo permettendo.

Bruna Di Dio

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