Non è la prima volta che se ne sente parlare ed i report che descrivono gli abusi da parte dei militari purtroppo sono tanti. Grazie ad un articolo pubblicato sul quotidiano britannico The Guardian, è venuta alla luce un’inchiesta aperta nel luglio 2014 su presunti abusi sessuali da parte di 14 militari francesi su alcuni minori del posto.

I militari, effettivi dell’operazione Sangaris, sono stati accusati per gli atti commessi nella Repubblica Centroafricana tra dicembre 2013 e giugno 2014 nel campo rifugiati di Bangui. Pochi però, sono stati identificati e, al momento, nessuno è stato ancora ascoltato. L’inchiesta è condotta dalla procura di Parigi che sta procedendo con le indagini nella massima riservatezza anche se, negli scorsi giorni, c’è stata una fuga di notizie.

La denuncia è partita grazie ad un report prodotto da un funzionario delle Nazioni Unite. Nel documento vi erano storie e testimonianze di 6 bambini di età compresa tra i 9 e i 13 anni. 4 di loro avevano subito direttamente violenze di tipo sessuale, altri invece, erano semplici testimoni dei fatti.
«Non c’è assolutamente niente da nascondere» – assicura Dominique Derda dal ministero della Difesa – «In estate, appena abbiamo preso atto delle accuse, ci siamo messi a lavoro per capire se c’erano o meno colpe».

L’inchiesta infatti è partita il 29 luglio 2014 quando è arrivato al ministero della Difesa il documento sopra citato sotto forma di documento di lavoro dell’ONU, dal titolo “Abusi sessuali su dei bambini da parte delle forze armate internazionali”. Dopo 3 giorni, sulla base dell’articolo 40, la procura aprì un inchiesta preliminare.

A formulare il report sarebbe stato Anders Kompass, direttore delle operazioni sul campo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Sarebbe stato proprio lui a diffondere la notizia ai giornali, vedendo che l’ONU tardava a reagire. Il funzionario, però, ha poi negato ogni accusa. Mentre l’ONU cercherà il colpevole della fuga di notizie, il presidente francese Hollande promette delle sanzioni esemplari.

Tante, per il momento, le dichiarazioni raccolte dai giornalisti. «Era notte», racconta un ragazzino del posto, «i militari francesi davano del cibo ai bambini e, in cambio, li violentavano. I militari georgiani, invece, erano in tre su una ragazzina di 16 anni all’entrata dell’aeroporto».
«I bambini erano affamati, i soldati li approcciavano per dar loro del cibo. La risposta era questa: avrete da mangiare in cambio di sesso. Molti i soldati francesi che rispondevano così»
, ha dichiarato Paula Donovan, responsabile umanitaria di AIDS Free World.

L’ONU, l’UNICEF e le organizzazioni umanitarie hanno ogni giorno a che fare con queste vicende. Tanti, gli episodi avvenuti in Rwanda dove, per circa 20 anni, i militari hanno abusato di ragazzine e donne. Insieme ai 14 francesi, sarebbero indagati altri 5 militari tra cui 3 della Repubblica del Ciad e 2 della Guinea Equatoriale. Ora toccherà alla Francia fare chiarezza su questa situazione e punire chi dovrà essere punito. Il ruolo dell’ONU, purtroppo, finisce qui.

Giuseppe Ianniello

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