Lo scorso 25 novembre il governo ha approvato, durante il Consiglio dei Ministri, il decreto legislativo Scia 2, attuativo della legge delega di riforma della pubblica amministrazione presentata dal Ministro Madia. Di particolare interesse è la “norma salva centri storici”.

Tale norma era da tempo discussa, a causa delle polemiche nate nei mesi scorsi soprattutto a Firenze, quando la multinazionale americana McDonald’s, aveva annunciato la volontà di aprire una delle sue sedi nel centro storico della città, in piazza del Duomo.

Il comma 2 dell’art. 5 del decreto specifica la possibilità infatti per il Comune di «vietare determinate tipologie di attività per la tutela del prioritario interesse del patrimonio culturale». Norma che si allinea con il pronunciamento dell’UNESCO a difesa di botteghe artigiane, usi e costumi locali che lo stesso organismo delle Nazioni Unite riconobbe nel 2003 come “tesoro immateriale” per preservare la sussistenza delle piccole imprese territoriali, simbolo e storia delle città italiane.

Il decreto dà quindi la facoltà ai Comuni, in collaborazione con le regioni e le soprintendenze, di adottare un regolamento per salvaguardare i luoghi di interesse culturale, in linea con quanto già previsto dal Codice dei Beni Culturali che prevedeva per gli ambulanti lo stop alla vendita sul suolo pubblico nei luoghi storici.

Sabrina Alfonsi, presidentessa del I Municipio di Roma (Centro storico e Vaticano) si dice soddisfatta per la norma approvata dal governo. Ha detto: «È molto importante, che d’ora in poi, dopo le liberalizzazioni, i Comuni insieme con Soprintendenza e Regione possano redigere un regolamento di tutela dei patrimoni storici o Unesco: saranno così limitate le attività non adeguate, non decorose e inappropriate».

Qui, come a Firenze, aveva destato molto clamore l’apertura di una sede McDonald’s in un edificio di proprietà vaticana tanto che le proteste erano arrivate non solo dagli abitanti di Borgo Pio, ma addirittura dai cardinali.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, si dice soddisfatto dato che la norma approvata può dare ai Comuni la possibilità di «tutelare il tessuto artigianale e commerciale tradizionale delle nostre città da anni minacciati dalla deregulation delle riforme Bersani e Monti». Deregolamentazione e liberalizzazione che hanno permesso, secondo il sindaco, «la proliferazione di un commercio dozzinale e dequalificato».  

Tale tipo di commercio che potrebbe ancora per un po’ essere il protagonista delle piazze più belle di Italia. Le nuove regole infatti, disciplinano le aperture future ma non quelle già autorizzate, per cui, come anche la Alfonsi fa notare, secondo le nuove norme «non potrebbe assolutamente aprire il grande McDonald’s di Borgo Pio, mentre con le attuali norme resta possibile.»

Sabrina Carnemolla