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È arrivata la XXV edizione del Maggio dei Monumenti, che il comune di Napoli ha scelto di dedicare al tema “Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi”, per celebrare il 220esimo anniversario dei moti rivoluzionari avviati dal pensiero e dall’azione di Gaetano Filangieri.

A prendere parte al programma di eventi che si terranno dal 25 aprile al 2 giugno enti quali l’Università degli studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Institut Français di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Teatro di San Carlo e tanti altri ancora. Spettacoli, mostre, esposizioni, convegni, concerti animeranno la città che ha colto l’occasione per celebrare la memoria e l’operato di Gaetano Filangieri, considerato uno dei massimi pensatori italiani.

Nato a San Sebastiano al Vesuvio, Filangieri è considerato l’esponente di un Illuminismo “napoletano” indipendente dalle influenze europee. La Napoli del XVIII secolo fu uno dei centri più attivi nella produzione di idee, sebbene la sua nobiltà fosse ancora legata agli antichi privilegi feudali e le sue masse continuassero a vivere in situazioni miserabili.

La cosiddetta “Questione Meridionale” faceva riferimento proprio a questo stato drammatico della società che impediva ogni sviluppo di civiltà, condannando il Meridione ad un’arretratezza socioculturale. In tale contesto si inserì l’opera riformatrice di Gaetano Filangieri, interrotta dalla sua morte precoce, antecedente ai moti rivoluzionari francesi. Uno dei principi della sua opera filantropica è proprio il diritto alla felicità, ancor oggi cardine della Costituzione americana grazie al presidente Franklin, conoscitore e ammiratore del pensatore napoletano che affermò: “l’uomo ha il diritto alla felicità”.

In suo onore ed in occasione del Maggio dei monumenti sarà possibile visitare il museo omonimo, nel Palazzo Como di Via Duomo che ospita le sue raccolte d’arte, libri e oggetti; la mostra bibliografica “Il diritto alla felicità. La stagione delle riforme nel Regno di Napoli” allestita nella Sala Esposizioni della Biblioteca Nazionale, che ripercorre il movimento di opinione sviluppatosi intorno alla figura di Gaetano Filangieri durante la seconda metà del Settecento; la mostra didattica e multimediale per tutte le fasce d’età “Gaetano Filangieri. Lo Stato secondo ragione”, disponibile fino al 2 giugno al Maschio Angioino; il percorso di approfondimento “Felicità ambita. Immagini pubbliche e private del Settecento napoletano” che, dal 6 maggio al 2 giugno, descrive il contesto culturale dell’Illuminismo napoletano mediante le collezioni d’arte permanenti di Palazzo Zevallos Stigliano.

Oltre agli eventi propriamente riguardanti il dedicatario del programma di quest’anno, è da segnalare che al Convento di San Domenico Maggiore dal 16 maggio al 13 giugno si terrà l’evento “Transvantgarbage. Terre dei Fuochi e di Nessuno – Mostra fotografica di Marisa Laurito”. Artista a tutto tondo, Marisa Laurito si è sempre mostrata sensibile alla problematica ambientale, attiva nel combattere il biocidio:

«il mio intento principale, la cosa che mi spinge più di tutto a fare questa mostra è quella  di smuovere delle coscienze. Ho fatto un viaggio in queste terre degli orrori … Un lungo viaggio attraverso un’Italia devastata».

La mostra si propone dunque di condurre il visitatore mediante una serie di diapositive in un lungo percorso che attraversa il disastro ambientale della nostra Penisola, con lo scopo di prendere coscienza della drammaticità della situazione attuale, che esige una reazione immediata e decisiva.

Dal 4 maggio al 2 giugno la Cappella Palatina del Maschio Angioino ospiterà una mostra tematicamente affine a quelle organizzate in occasione del Maggio dei monumenti. La mostra è a cura di Marco Campanella, ed è intitolata “Crisi e rinascita”.

Artista dalle origini importanti (tra i suoi avi figura il nome di Tommaso Campanella), Marco Campanella è l’ideatore del celebre personaggio per bambini Topo Tip e dell’opera di Madre Teresa di Calcutta nella piazza napoletana a lei intitolata. Con la sua mostra scultorea, l’artista presenta un momento storico in cui la Madre Terra ha bisogno di una rinascita, proprio come le nostre coscienze, per evitare che il nostro pianeta impedisca la vivibilità di molti mammiferi e della maggior parte delle specie vegetali. Oltre alle numerose sculture, Campanella ha allestito un’opera realizzata mediante le fotografie raccolte in varie parti del mondo, che ritraggono i volti di coloro che vogliono farsi testimoni dell’urgenza di avviare un Nuovo Rinascimento.

Ha già riscosso ampio successo anche la mostra allestita al Museo Archeologico Nazionale inaugurata il 29 marzo e visitabile fino al 30 giugno, “Canova e l’antico”, a cura di Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi dell’artista. La mostra presenta non solo alcune opere antiche di notevole rilievo, ma anche più di 110 lavori del grande artista, tra cui 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere. Il tutto arricchito da prestiti internazionali come il nucleo di ben sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, museo che gode della più ampia collezione canoviana al mondo: L’Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie. Si aggiungono anche pezzi celebri che hanno affascinato il mondo intero come la Maddalena penitente da Genova, il Paride dal Museo Civico di Asolo, la Stele Mellerio, l’Amorino Campbell e il Perseo Trionfante (provenienti entrambi da collezioni private), il Teseo vincitore del Minotauro e l’Endimione dormiente dalla Gypsotheca di Possagno, paese natale di Canova.

Sul sito del comune di Napoli, è possibile scoprire tutti gli altri imperdibili appuntamenti e il programma completo degli eventi del Maggio dei monumenti 2019.
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Sonia Zeno