I cervi in Abruzzo rimangono in pericolo
Fonte: www.pexels.com

In seguito alla delibera emanata dalla Regione Abruzzo l’8 agosto, che ha autorizzato l’abbattimento di quasi 500 cervi, è scattata una vasta mobilitazione in tutta Italia. Questa decisione ha suscitato ferme condanne da parte di numerosi gruppi ambientalisti, associazioni animaliste e cittadini preoccupati per il benessere e la tutela degli animali e la salvaguardia della biodiversità.

L’abbattimento programmato ha sollevato un acceso dibattito, alimentato dalla crescente consapevolezza dell’importanza di proteggere la fauna locale e promuovere metodi alternativi di gestione faunistica. Molti hanno ritenuto che esistano soluzioni più sostenibili e rispettose degli ecosistemi, capaci di affrontare le problematiche legate alla sovrappopolazione senza ricorrere alla violenza.

La vita dei cervi abruzzesi è un patrimonio che non può essere sacrificato in nome di interessi economici o gestioni emergenziali e diversi esponenti politici dalle loro pagine social hanno espresso la loro contrarietà. Tra le tante voci contrarie c’è quella di Erika Alessandrini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha affermato: “Difendere la nostra terra e la sua fauna è un dovere. I cervi non sono solo parte del nostro ecosistema, ma anche del nostro patrimonio culturale e turistico. Invece di promuovere l’uccisione, dobbiamo esplorare soluzioni alternative e non letali: recinzioni, repellenti e sovrappassi per la fauna. Come Movimento 5 Stelle – ha fatto sapere – chiederemo in Regione di ripensare questa scelta, per il bene della nostra terra e delle future generazioni. Difendiamo l’Abruzzo, proteggiamo la nostra fauna!”.

Sulla questione è intervenuto sulla vicenda dei cervi in Abruzzo anche Sergio Costa, ex Ministro dell’Ambiente ed attuale Vicepresidente della Camera dei Deputati: “E’ inaccettabile che in un momento storico in cui la tutela dell’ambiente e della biodiversità dovrebbe essere una priorità assoluta: la Regione Abruzzo sta incentivando, di fatto, l’uccisione di animali selvatici attraverso un sistema di compensi economici. Il Presidente Marsilio deve ritirare immediatamente questa delibera”, ha concluso l’ex Generale dei Carabinieri forestali.

Ma lo stop all’abbattimento dei cervi in Abruzzo è arrivato anche da buona parte delle società civile abruzzese, attraverso la posizione assunta da Paolo Sola. Il Capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara ha scritto sui social: “Quello che sta accadendo in questi giorni in Regione Abruzzo ha del vergognoso. Come se non bastasse l’ignobile delibera con cui la Giunta Regionale ha dato il via libera all’uccisione di 469 cervi, a questa c’è in allegato un disciplinare che fissa le tariffe per ogni uccisione. Pagando 50 euro – ha spiegato – un cacciatore potrà uccidere a fucilate anche i cuccioli, fino ad arrivare a 600 euro per un cervo maschio adulto se il cacciatore viene addirittura da un’altra Regione. Una mercificazione della fauna selvatica inaccettabile, soprattutto – ha sottolineato – in un momento storico come questo in cui la tutela dell’ambiente e della biodiversità dovrebbe essere una priorità assoluta! L’ennesima concessione ripugnante di un centrodestra completamente asservito alle lobby venatorie, ad ogni livello istituzionale”.

L’esponente di Radici in Comune, Simona Barba, è stata invece la prima firmataria di una mozione al in Consiglio Comunale contro la caccia ai Cervi e questa è passata con 9 voti favorevoli, contro gli 8 contrari, che spinge il Sindaco ad agire per evitare che la caccia al cervo in Abruzzo vada a compimento. Dall’canto suo, poi, il parlamentare di Europa Verde, Filiberto Zaratti, ha annunciato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, commentando negativamente il provvedimento: “Siamo indignati e preoccupati per la deriva ultra venatoria dell’Abruzzo dove una delibera della Giunta Marsilio autorizza l’abbattimento di quasi 500 cervi e umilia il territorio trattandolo come un luna park”.

L’ex politico di Sinistra Italiana ed Articolo Uno ha poi spiegato: “Per ogni cucciolo colpito a morte, l’audace cacciatore dovrà sborsare 50 €, per i non residenti 150: se la preda è femmina 100 €, per i maschi 150, per i maschi adulti 250. È qualcosa di ripugnante – ha esclamato – che va ben oltre il moderatismo di una certa cultura venatoria che pure noi ecologisti contrastiamo ma qui si esprimono le pulsioni barbariche di chi va a caccia per manifestare il suo potere abbattendo altri esseri viventi. Il tariffario per la caccia al cervo – ha ribadito – è ripugnante, il ministro dell’Ambiente intervenga immediatamente contro questa incredibile delibera regionale che declassa l’Abruzzo, terra ricca di storia e cultura, a braccio delle peggiori lobby venatorie italiane. Un’orrore inaccettabile approvato da chi odia gli animali, per questo presenterò un’ interrogazione al ministro dell’ambiente Gilberto Picchetto Fratin”.

In risposta a questa situazione, tantissimi cittadini, insieme a varie organizzazioni, stanno firmando una petizione online lanciata da WWF Abruzzo. L’obiettivo è chiaro: convincere le autorità competenti a rivedere questa decisione e a considerare approcci più etici e responsabili.
Daniela Torto, esponente del Movimento 5 Stelle, ha perciò invitato tutti a firmare la petizione sostenendo: “Marsilio non ascolta i cittadini? Io faccio un appello a tutti i sindaci abruzzesi e a tutti i cittadini perché firmino la petizione lanciata dal wwf contro l’abbattimento dei cervi in regione Abruzzo. In democrazia ascoltare è valore fondante, mentre il Presidente Marsilio ignora la nostra voce. E allora gridiamo più forte, uniamoci tutti e salviamo la nostra Natura, le nostre bellezze e i nostri animali!”, ha concluso la parlamentare abruzzese.

Per fermare così la delibera, gli animalisti si sono rivolti al Consiglio di Stato, il quale ha prontamente ascoltato le loro richieste e accolto il loro ricorso: la caccia ai 469 cervi in Abruzzo è sospesa, fino al 7 novembre 2024, quando è stata fissata la discussione in Camera di consiglio.

Sara Spiniello

Sara Spiniello
Sono una ragazza solare e piena di energia, sempre pronta a sorridere e a diffondere positività. Sono profondamente innamorata degli animali e della natura, e cerco sempre di proteggerli e di prendermi cura di loro nel miglior modo possibile. Passare del tempo all'aria aperta, immersa nella natura ad ammirare la bellezza di ogni piccolo dettaglio che il mondo naturale ha da offrire mi fa sentire viva e mi infonde la tranquillità di cui ho bisogno nella frenesia della vita quotidiana. La tutela dell'ambiente è una delle mie priorità, e cerco di fare la mia parte nel ridurre l'impatto negativo sull'ecosistema. Sono attenta al riciclo, cerco di ridurre l'uso di plastica monouso e promuovo soluzioni sostenibili nella mia vita quotidiana. Da anni mi dedico al volontariato animalista, perché credo che aiutare sia una delle cose più gratificanti che si possano fare. Nel frattempo, lavoro anche presso uno studio legale e scrivo per questa redazione!

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