Procida Capitale della Cultura 2022
Fonte: ExPartibus

Tra le 10 finaliste e su un totale di 28 candidature è stata scelta Procida come Capitale della Cultura 2022, affrontando candidature sicuramente di un certo spessore: Cerveteri, Ancona, Bari, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra, una selezione difficile e meticolosa, progetti all’avanguardia e competitivi, ma nessun dossier secondo la giuria è riuscito a raggiungere i livelli della Capitale scelta, «elementi di attrattività e qualità di livello eccellente» queste le parole del presidente di giuria Stefano Baia Curioni.

Anziché con la classica busta sigillata il prof. Curioni ha comunicato in modo inusuale e cioè attraverso la piattaforma Zoom la scelta di Procida, dichiarando: «Meritavano tutte e ci hanno sfidati per qualità. E quel che è importante è che tutti questi territori si sono affidati alla cultura per il loro sviluppo e l’idea che il patrimonio culturale sia la base stessa dello sviluppo è qualcosa di innovativo e fondamentale. Noi speriamo in un meccanismo di emulazione dei territori». Il dossier di Procida ha dunque affascinato il ministero puntando su un vasto programma culturale con dei progetti complessi che investono tra l’altro il settore dell’inclusione sociale e della trasformazione urbana, meritando senza alcun dubbio la nomina di Capitale Culturale del 2022, nomina che sicuramente porterà beneficio a tutta la Regione Campania e in particolare alle zone limitrofe come i Campi Flegrei. Ma Agostino Riitano, direttore della candidatura e già autore del programma culturale di Matera Capitale europea della Cultura 2019 ha subito precisato che l’isola non sarà trasformata in Disneyland e dunque in un insieme di eventi semplicemente ben assembrati: «Non si tratta di un mero programma culturale, ma di una visione strategica di cambiamento che vede la cultura al centro per i prossimi dieci anni».

Il dossier nel particolare comprende 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti e 40 opere originali, mentre il budget complessivo è di 4 milioni 150 mila euro, oltre ai finanziamenti che arriveranno dal MiBact grazie alla vittoria meritata e sostenuta non solo dalla Regione Campania, dal Comune di Napoli e dal Comitato promotore, ma molti altri sono i soggetti che hanno investito e creduto in questo progetto culturale. Difatti oltre alla Federico II, Procida Capitale della Cultura 2022 coinvolgerà anche L’Orientale, il Suor Orsola Benincasa di Napoli e l’Università della Campania Luigi Vanvitelli. La scelta di coinvolgere più settori e soggetti sia dell’ambito pubblico che privato è spiegato dall’assessore al Turismo dell’isola di Procida: «E in effetti al centro del dossier ‘La cultura non isola’ c’è proprio l’idea di mettere in contatto tutte le città e tutti coloro che vogliono lavorare mettendo la cultura al centro. Questo  è un tema a cui teniamo tantissimo, perché riteniamo che la cultura possa rilanciare l’economia e il turismo per tutta la Campania, e Procida farà da apripista». In questa sua candidatura Procida è stata sostenuta oltre che dagli enti locali tra cui Città Metropolitana, anche da singole persone che incarnano e rappresentano la cultura campana, ricordiamo Toni Servillo, Luisa Ranieri e altri 300 artisti che si sono spesi in questo inizio di cambiamento.

Procida è in realtà il primo borgo con poco più di 10 mila abitanti e non capoluogo di provincia ad essere scelta come Capitale della Cultura 2022, grazie in particolare al progetto presentato il quale si dirama su cinque aree programmatiche che investono la tradizione e l’innovazione. Nel particolare la scelta di Procida Capitale della Cultura 2022 è stata motivata con le seguenti parole che riportiamo testualmente: «Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare grazie alla combinazione di questi fattori un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono».

Procida ha vinto perché è un’isola che non isola, ha puntato su una vasta rete di collaborazioni e sostegno, un incontro tra la politica e la competenza tecnica, ognuno al proprio posto e con le sue forze; una importante condivisione con i procidani ma con tutto il territorio campano, un’isola che non è stata isolata e non ha isolato, le sue bellezze sono indiscutibili ma come raramente accade, Procida ha vinto per competenza.

Bruna Di Dio

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui