Napoli – Negli ultimi anni abbiamo visto diminuire esponenzialmente l’afflusso di turisti stranieri nel porto, nell’aeroporto e nelle stazioni ferroviarie della città partenopea. Indicativamente dal 2007, probabilmente anche in reazione al fenomeno mediatico camorra che tornava nuovamente ad ospitare giornalisti ed inviati da tutt’Italia e da tutto il mondo, il turismo ha cominciato ad essere una risorsa via via sempre meno redditizia per il Comune e la città di Napoli, penalizzata da un servizio di indagine ed inchiesta che ha messo sotto una pessima luce Napoli e napoletani. I dati sugli arrivi, le presenze turistiche e flussi museali a Napoli (sebbene non precisissimi) dal 2007 al 2012 presentano una stasi del fenomeno turistico (aumento degli arrivi del 0,16% a Napoli e dell’1% in Provincia, aumento del 2,23% a Napoli e calo del -0,02% in Provincia delle presenze, un numero medio di giorni per turista pari a 2,56 a Napoli e 3,51 in Provincia nel 2012).

Dal 2013 invece, le cose  hanno cominciato a cambiare. Il numero di turisti è cresciuto esponenzialmente ed ancora più quest’anno, aumentando addirittura del 40% rispetto agli anni scorsi. “Napoli subisce una straordinaria invasione di persone, dunque aumentano i consumi, aumentano le povertà, questo accade a Napoli, come a Venezia, come a Firenze come a Roma. Noi però rispetto alle altre città siamo in controtendenza perché abbiamo un aumento fortissimo di turisti. […] E’ una città che si deve abituare a non avere più un milione di abitanti ma ad averne tre, senza avere i soldi per avere tre milioni di abitanti, senza avere i mezzi per gestire tre milioni.”, dichiara il sindaco De Magistris.

Interessanti sono anche le dichiarazioni del Primo Cittadino rispetto alle iniziative atte ad incentivare maggiormente l’afflusso e la permanenza dei turisti nella città, a partire dai servizi di trasporto pubblico: “A questo bisogna attrezzarsi, bisogna avere nuovi treni. […] Adesso ci stiamo attrezzando, credo che nel 2015 ci sarà una svolta sulla metropolitana, contiamo con la sistemazione di alcuni treni e anche con altri che arriveranno, di arrivare ai quattro-cinque minuti (magari!, ndr). Già abbiamo raggiunto il risultato tutt’altro che scontato con lavoratori e sindacati di portare nel fine settimana la metropolitana fino alla notte, dobbiamo cercare con la manutenzione ordinaria di mantenere gli otto minuti. […] E’ necessario avere tutti dei comportamenti più adeguati per una città che si deve presentare quanto più bella possibile.

Gianmarco Maiolini

Greenpeace

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