La crisi climatica alimenta le ingiustizie sociali
Fonte: Pixabay.com

L’aumento delle temperature è uno dei segnali più evidenti di ciò che scienziati prevedono da anni e su cui hanno sempre tentato di avvisarci, la crisi climatica. Già negli anni ’70 avevano previsto il futuro riscaldamento globale e il possibile esaurimento delle risorse, provando a informare le masse su questi temi, ottenendo però scarso successo.

Ora questa problematica non ci sembra più così lontana e irrealizzabile.

Cos’è la crisi climatica

Si definisce così tutto ciò che riguarda la variazione del clima terrestre. Attualmente con cambiamento climatico si vuole indicare la più grave conseguenza del riscaldamento globale, termine, quest’ultimo, utilizzato per definire l’aumento della temperatura media globale.

L’aumento della temperatura superficiale terrestre è un evento che avviene naturalmente, poiché dipende da fattori ambientali e fattori cosmici (ad esempio, le variazioni nelle emissioni solari).

Questo però può essere aggravato da fattori antropici, quali ad esempio l’utilizzo di fertilizzanti chimici nel settore agricolo, l’uso di combustibili fossili per la produzione di energia, il disboscamento, le emissioni inquinanti o, per usare il termine tecnico, climalteranti. Questi eventi favoriscono il rilascio di anidride carbonica e gas serra equivalenti nell’atmosfera, mentre con le deforestazione si riduce la quantità di piante e alberi presenti, organismi viventi importanti per la fotosintesi clorofilliana, processo che permette alle piante di catturare l’anidride carbonica dall’atmosfera per la produzione di ossigeno.

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Le conseguenze

Un report del 2021 di The Lancet ha evidenziato come le conseguenze del riscaldamento globale siano diverse e non interessino tutti allo stesso modo. Secondo lo studio, il cambiamento climatico influenzerebbe oltre che l’aumento delle temperature, anche fenomeni ambientali quali lo scoppio di incendi improvvisi, la diffusione di agenti infettivi (batteri e virus), l’innalzamento del livello dei mari.

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Dal punto di vista sociale, le persone più a rischio sono quelle che superano i 65 anni di età e i bambini che non raggiungono il primo anno di età, così come chi è affetto da patologie o malnutrizione. L’aumento delle temperature ha un impatto negativo anche sul rendimento lavorativo, soprattutto su chi svolge attività all’aperto; si è visto, inoltre, che può influenzare anche l’attività fisica all’aperto, nonostante questa in genere sia considerata benefica e sicura.

Tutto ciò fa intuire come, dal punto di vista globale, i Paesi che risultano più colpiti siano quelli in cui non vi è l’accesso ad adeguate condizioni igienico-sanitarie e dove le risorse primarie, come ad esempio cibo e acqua, scarseggiano. Questi Paesi sono però quelli a più basso impatto ambientale: le loro emissioni raggiungono soltanto l’1% di quelle dei Paesi ad alto reddito. L’economia mondiale si basa quindi su un sistema ingiusto, dove gli sbagli di Paesi ricchi vengono pagati a caro prezzo dalle classi sociali più povere e deboli del mondo.

Per combattere la crisi climatica bisognerebbe prima di tutto rivoluzionare un sistema economico basato sulla produzione di scarti, passando ad un’economia circolare. Un ulteriore compito sarebbe passare alla produzione di energia derivante da fonti rinnovabili, anche se ciò non basterebbe a sopperire alla quota energetica necessaria globalmente.

Per questo motivo il 6 luglio è stato inserita nella tassonomia europea come fonte di energia sostenibile anche l’energia nucleare, fonte energetica che però trova parere contrario nella maggior parte dell’opinione pubblica. Una cosa è certa: per ridurre l’impatto ambientale, bisogna al più presto trovare un’alternativa alle fonti di energia attuali.

Miriana Di Gloria

5 x mille Survival
Studio biologia, per questo credo fermamente nella scienza come motore innovativo. Ho a cuore tematiche ambientali, sanitarie ed egualitarie più di qualsiasi altra cosa, per questo motivo credo nella collettivizzazione della scienza. Nel mio piccolo, cerco di affermarlo combattendo la disinformazione scientifica.

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