Grande Foresta del Nord in pericolo, allarme degli ambientalisti

La Grande Foresta del Nord, il secondo ecosistema al mondo per estensione dopo la foresta tropicale, è in grave pericolo. A lanciare l’allarme la nota associazione ambientalista Greenpeace.

L’enorme foresta vergine si estende su un territorio di circa 16 milioni di chilometri quadrati che comprende alcune regioni di Alaska, Canada, Scandinavia e soprattutto Russia, stato che consente per legge lo sfruttamento degli alberi per fini industriali.

La Grande Foresta del Nord è costituita per lo più da conifere, latifoglie, muschi, licheni ed ericacee e presenta al suo interno molte zone umide tra cui paludi, torbiere e stagni. Nonostante il clima continentale secco e rigido con inverni molto freddi e nevosi l’area pullula di fauna: renne, alci, visoni, castori ed ermellini sono solo alcuni degli animali autoctoni dell’estesa foresta europea.

Martina Borghi, responsabile per la campagna foreste di Greeenpeace Italia ha spiegato: ”Questa foresta è di grande importanza: questo ecosistema rappresenta 1/3 di tutte le foreste sulla terra, secondo per importanza dopo quella tropicale. Si tratta di un ecosistema in grado di accumulare le maggiori quantità di carbonio nel pianeta, più di quelle tropicali, grazie anche al permafrost e alle torbiere”.

Le industrie del legname e della carta russe grazie all’ingente domanda di prodotti proveniente da Europa, Stati Uniti e Australia operano nella regione russa di Arcangelo considerata una vera e propria ”miniera di legname. Grazie alle blande leggi russe in materia ambientale le grandi multinazionali possono prelevare indisturbate grandi quantità di legno dalla foresta.

Da un recente rapporto stilato da Greenpeace è emerso che negli ultimi quindici anni la Grande Foresta del Nord è stata quasi totalmente disboscata perdendo circa 300 mila ettari di territori. La velocità di degradazione dell’ecosistema in questione è di 1,5 volte superiore a quella dell’Amazzonia: la perdita ammonta a circa 2,5 milioni di ettari l’anno. I rischi per l’ecosistema, costituito per lo più da specie in via di estinzione, sono enormi.

Sul banco degli imputati ci sarebberero noti gruppi internazionali tra cui PepsiCo, Unilever, Nestlé, Mondelez, McDonald e Auchan, grandi acquisitori di prodotti provenienti dalla Grande Foresta del Nord. Le aziende in questione acquistano da ditte locali tra cui  la russa Arkhangelsk pulp & paper che si occupa principalmente di carta e cellulosa e l’ucraina Kiev Cardboard and Paper Mill che commercia imballaggi di cartone.

L’associazione ambientalista chiede alle aziende in questione di evitare le importazioni di carta e legname dall’area russa e al Governo presieduto da Vladimir Putin di attuare leggi per la salvaguardia delle foreste vergini in questione, ecosistema ricco di biodiversità. Si auspica che l’appello venga accolto.

Vincenzo Nicoletti

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