affreschi rubati tornano a Pompei
fonte: Made in Pompei

Un’indagine partita nel 2020 a cura del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, ha permesso di restituire ai cittadini importanti affreschi nell’ambito di una più ampia attività di contrasto al traffico illecito di beni archeologici a livello internazionale. Grazie a tale intervento i beni sono tornati a “casa” successivamente a una verifica che ne dimostrasse l’autenticità.

I frammenti di affreschi vennero trafugati sia presso le Ville di Stabia sia da Civita Giuliana a Pompei, pur avendo dinamiche diverse, ai medesimi beni archeologici furono sottratti pezzi storici oltretutto in periodi storici distanti, ma oggi, grazie all’intervento del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, i seguenti frammenti sono ritornati a casa celebrati da una cerimonia ufficiale avvenuta il 18 maggio. Nel particolare, i frammenti di affreschi delle Ville di Stabia provenienti quasi certamente dalle corrispettive Villa Arianna e Villa San Marco di Stabia furono trafugati molto probabilmente a partire dal Settecento, naturalmente in maniera illegale; oggi, gli affreschi di Stabia sono stati restituiti e visibili presso il Parco Archeologico di Pompei, tuttavia la riconsegna è avvenuta presso il Museo Archeologico Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia.

Successivamente alla riconsegna queste sono state le dichiarazioni del Direttore Generale Musei, Massimo Osanna: “La restituzione di questi frammenti è significativa per più ragioni. Intanto viene ricomposto, in entrami i casi, un contesto archeologico che era stato violato e che permette di restituire completezza allo scavo. Ogni reperto, costituisce un tassello importante della storia e della conoscenza di un luogo e va sempre tutelato e preservato. Ma soprattutto è una vittoria della legalità, contro il fenomeno degli scavi illeciti e del traffico di opere d’arte e reperti antichi, e una conferma dell’importante ruolo delle forze dell’ordine nella tutela del patrimonio culturale e della fondamentale collaborazione con le istituzioni del Ministero della Cultura.”

Ma durante la giornata del 18 maggio sono stati restituiti altri 3 frammenti di affresco trafugati, invece, dalla villa suburbana di Civita Giuliana, le cui indagini si sono susseguite nei due anni, nel 2012 e nel 2020 sempre a opera del Nucleo TPC di Monza capeggiato dal Comandante Roberto Riccardi che ha dichiarato: “Tornano al loro posto antiche opere di grandissimo pregio. La Bellezza che oggi celebriamo non è solo negli affreschi, è anche nella sinergia fra i rappresentanti delle istituzioni qui presenti, che hanno operato sentendosi figli della stessa storia. La Cultura che intendiamo valorizzare è anche quella della legalità”. I seguenti frammenti appartenevano a un’attività di scavi avvenuta nel 2020 nel Parco Archeologico di Pompei , dove, tra l’altro, venne trovato anche il graffito di Mummia; tuttavia, la villa suburbana di Civita Giuliana è stata vittima di diversi scavi clandestini a tal punto che, il Parco Archeologico di Pompei ha dato il via a operazioni affinché fossero individuati scavi abusivi, congiuntamente alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Anche in questo caso è stata verificata l’autenticità dei frammenti grazie alla collaborazione dell’ufficio tutela e dell’ufficio scavi di Stabia del Parco Archeologico di Pompei, su disposizione del Dipartimento VII della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano che ha diretto le indagini.

Inoltre, il Procuratore Nunzio Fragliasso fa sapere: “È tuttora in corso di svolgimento, dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, il processo penale a carico degli imputati ritenuti responsabili della attività di depredazione della antica villa romana. L’impegno di questo Ufficio nella tutela del patrimonio artistico, archeologico e culturale del territorio sarà costante e prioritario anche nei prossimi anni, con particolare riferimento all’attività finalizzata al recupero dei preziosi reperti archeologici trafugati, esportati all’estero, e alla loro restituzione al patrimonio nazionale“.

Bruna Di Dio

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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