Pompei e Stabia, lotta all'abusivismo

Lo Stato entra a gamba tesa sull’abuso edilizio perpetrato per lungo tempo sia nelle aree antistanti Villa dei Misteri a Pompei sia Villa San Marco a Castellammare di Stabia, acquisendo queste parti sotto forma di patrimonio dello Stato; interventi che interrompono vicende che hanno assediato i territori fin dagli anni Ottanta, e che oggi ripristinano finalmente la tutela e la legalità di siti che meritano da sempre protezione ed una adeguata valorizzazione.

Decisivo è stato l’intervento dell’Arma dei carabinieri nonché della Procura di Torre Annunziata. Le vicende risalgano a due momenti distinti: i fatti di Pompei risalgano al 19 febbraio scorso, il cui casolare ampliato abusivamente è che affaccia su Villa dei Misteri è ora diventato proprietà degli Scavi grazie anche all’intervento dell’Ufficio tutela del Parco archeologico di Pompei. Inoltre, la stessa acquisizione era già stata avviata nel 2006 senza tuttavia giungere a conclusioni, successivamente, un’altra operazione del genere venne avviata nel 2017 la cui azione di espropriazione è giunta solo quest’anno con esito positivo. Nel caso di Pompei, questi interventi interrompono anni di abusivismo edilizio perpetrato dal 1989 la cui battuta di arresto, purtroppo, giunge solo adesso, nel 2021. Ad ogni modo, gli abusi verranno rimossi e l’area completamente riqualificata essendo patrimonio UNESCO. Inoltre, la Soprintendenza fa sapere: “L’occupazione si è conclusa grazie all’emissione di un ordine di sgombero ed alla successiva immissione nel possesso dei beni che, pur essendosi svolta con il prezioso supporto delle forze di Polizia, non ha reso necessario il ricorso allo sgombero coatto“.

Allo stesso modo, la vicenda di Villa San Marco a Castellammare di Stabia ha avuto dei risvolti similari a quelli di Pompei: anche in questo caso fondamentale è stato l’intervento dell’Arma dei Carabinieri, ripristinando la legalità territoriale e la tutela di aree che potrebbero essere maggiormente valorizzate ed essere comprese nei più grandi siti archeologici di prossimità. Le vicende di Villa San Marco di Stabia, invece, risalgano al 4 gennaio del 2021: si tratta di un vecchio casolare al confine e nelle vicinanze del sito archeologico, al di sopra delle strutture archeologiche di pertinenza del ninfeo della villa romana nel sito dell’antica Stabiae; un’area che tra l’altro venne dichiarata di interesse archeologico nel lontano 1951. L’obiettivo prossimo è quello di riconciliare l’uso del fabbricato ma anche la sua conservazione, nonché il prolungamento della stessa Villa San Marco. Tali interventi hanno visto la partecipazione di più soggetti pubblici e in base naturalmente alle proprie competenze, sotto la supervisione dell’Ufficio Tutela del Patrimonio Culturale del Parco a seguito del decreto ministeriale n.44 del 23.01.2016. Ci sono voluti dunque decenni affinché i tecnici della Soprintendenza riuscissero a espropriare gli edifici costruiti sulle aree del patrimonio Unesco.

Gli interventi non finiscono qui, sono tutt’ora in corso attività di lotta all’abusivismo e riqualificazione del territorio, tra le quali ci sarebbe l’abbattimento dello Chalet Paradiso, un chiosco abusivo che ha sede proprio nell’area privata degli scavi di Pompei; l’intervento dovrebbe prevedere la riqualificazione del suolo e, conseguenzialmente, la rimozione della struttura. Naturalmente bisognerà unire le forze, con l’auspicio che ci sia diretta collaborazione degli enti territoriali e dell’Amministrazione comunale. Pompei, inoltre, vive il flagello dell’abusivismo dal 1986 a oggi, difatti sono stati eseguiti almeno 4.500 sequestri, la cui attività era già iniziata nel 2006 ma i risvolti decisivi si sono avuti a partire dal 2017.

Bruna Di Dio

Bruna Di Dio
Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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