La vasca del Führer Dandini
Fonte immagine di copertina: Einaudi

“È possibile per una donna rimanere un genio libero e uno spirito dell’aria senza pagare nessuna conseguenza?” La vasca del Führer, tra gli ultimi romanzi di Serena Dandini edito da Einaudi e pubblicato nel 2020, racconta la storia di una donna fuori dagli schemi. Ambiziosa, testarda, tenace e ricca di talento, in grado di scardinare i tabù di un’epoca piena di insidie e guerre, come il Novecento. Il suo nome è Elizabeth Miller, meglio nota come Lee Miller. Ex modella, scrittrice e fotoreporter, tra le poche donne nella storia che ha visto e fotografato il fronte della Seconda Guerra Mondiale direttamente dal campo. Con la sua firma ha contribuito a riempire le pagine di Vogue di reportage e spaccati di vita, sempre alla ricerca di storie e non semplici fatti.

La vasca del Führer, il romanzo a firma Serena Dandini, prende avvio da un’istantanea in bianco e nero, che colpisce e al contempo incuriosisce la stessa autrice, nonché voce narrante dell’intera storia. La foto raffigura una donna, Lee Miller, completamente nuda, immersa in una vasca da bagno. A colpire subito l’occhio del lettore sono sicuramente i particolari: gli stivali sporchi appoggiati sul lato destra, la cornice col ritratto di Hitler accanto al portasapone, il bagno perfettamente pulito e l’argenteria con le iniziali “A.H.”. Ma non solo l’oggettistica. Anche la tecnica è perfetta e rigorosa: l’inquadratura, così come le luci e gli oggetti, hanno tutti una posizione precisa, sono ben studiati e pianificati. La foto in questione è stata scattata da Lee Miller il 30 aprile 1945, appena dopo la disfatta del regime nazista.

Dandini, incuriosita da questo scatto, decide di indagare e conoscere più a fondo la vita di Miller, nonché artefice e soggetto principale del ritratto. “La foto nella vasca continua a ossessionarmi, è qualcosa di più di un documento di guerra: sembra un ritratto privato che Lee ha voluto scattare più per sé che per la storia. La guarda e la riguarda con attenzione. L’inquadratura è costruita fin nei particolari, come uno dei tanti servizi di moda che Lee ha realizzato: luce e contrasti sono studiati da professionista, gli oggetti sistemati ad arte quasi a comporre un quadro”, scrive l’autrice al principio del romanzo. Il punto più spettacolare è che non siamo su un set, ma a Monaco di Baviera, nell’appartamento in Prinzregentenplatz, lo stesso che Hitler ha condiviso con l’amante Eva Braun.

Ecco allora che da quella, quasi surreale, istantanea in bianco nero, Dandini in La vasca del Führer si immerge nella storia di Elizabeth Miller, ripercorrendo le fasi più salienti della sua vita. Dalle origini borghesi, i traumi infantili, l’incontro fortuito con Condè Naste-uno degli uomini più influenti dell’editoria americana-la prima copertina per Vogue nel marzo del 1927- data che sancisce l’avvio di Miller nel mondo della moda- fino alla carriera fotografa e il successo in quanto reporter: la storia di Lee viene raccontata in prima persona da Dandini in un flusso di emozioni senza fine.

Elizabeth Miller, da icona di moda a corrispondente di guerra

La protagonista di La vasca del Führer è un autentico spirito libero, una donna ambiziosa e testarda che tenta di scardinare i tabù di un’epoca ancora legata al binomio patriarcale: donna-madre, casa-famiglia. Mai nessuna figura femminile era stata al contempo il volto di Vogue, una piccola modella e una talentuosa fotoreporter e scrittrice. Mai nessuna aveva valicato il fronte, inseguendo i suoi sogni e abbattendo i pregiudizi della società. Significativo un passaggio contenuto nel romanzo, nel quale Dandini per descrivere la passione di Miller per il lavoro da reporter e l’attrazione per il fronte cita Robert Capa: “È il destino degli inviati fatalmente attratti dal richiamo del fronte. La storia di Capa è esemplare: era scampato a ogni pericolo possibile nei vari conflitti che ha testimoniato, e anche se aveva dichiarato di aver chiuso come reporter in prima linea, accetta un ultimo incarico in Indocina per documentare una guerra che nemmeno l’appassiona. Muore a soli quarant’anni ad Hanoi, calpestando una mina inesplosa. Lasciando a testimonianza del suo prezioso lavoro più di settemila fotografi che, come ha scritto Steinbeck, restituiscono anche i pensieri dei suoi soggetti”. E con Miller accade lo stesso: “Sfidare i propri limiti è una smania a cui non si resiste e forse Lee questa volta ha trovato davvero in quel nuovo lavoro il senso che cercava da tempo”.

Elizabeth Miller è passata così dall’essere un’icona della moda, ammirata e desiderata da tutti, ad una delle prime corrispondenti di guerra ad entrare nei campi di concentramento nazisti. Tante anime completamente diverse, racchiuse in una sola persona. Le sue foto documentano montagne di cadaveri in attesa di essere bruciati, scheletri che camminano senza saper più dove andare, carnefici in lacrime in attesa di pietà, uno dei più gravi genocidi della nostra storia, lasciando però- nell’occhio di chi guarda-un senso di innata naturalezza. Come spiega Dandini: “Scattare fotografie per Lee era un gesto naturale come respirare, le sequenze nascevano libera dalla Rolleiflex, quasi senza scarti, e ogni immagine portava con sé un risvolto segreto. Non c’erano filtri o distanza fra l’obiettivo e quello che Lee vedeva”.

Serena Dandini in La vasca del Führer racconta in prima persona la vita della giovane Miller, immergendo il lettore in un viaggio articolato, fatto di frontiere, campi, orrori e ingiustizie, ma anche aneddoti, spaccati di vita quotidiana, come gli incontri di Lee con Pablo Picasso, Max Enrst, Jeasn Jean Cocteau e Condé Nast, ma anche Marcel Duchamp, Erik Satie e il poeta Vladimir Majakovskij. Il romanzo di Serena Dandini è quindi un’avventura oltre che nella vita di Lee Miller, anche nella grande storia del Novecento, macchiata di conflitti e guerre, ma anche rinascite e liberazioni.

Chi è Serena Dandini, autrice de La vasca del Führer

Serena Dandini è autrice, conduttrice televisiva e scrittrice. Romana di origini, con studi classici e linguistici alle spalle, debutta nel mondo dei media con le radio “private” per poi approdare sulla rete tv nazionale. A Radio Due inizia la sua attività di autrice realizzando radiodrammi e sceneggiature originali, tra le quali “La vita di Mae West“. Dopo anni in salita, nel 1988 stringe un sodalizio artistico con Valentina Amurri e Linda Brunetta: insieme partono alla conquista di Rai Tre: il programma che ottiene presto un grande successo si chiama la “Tv delle ragazze”, e costituisce il primo laboratorio di comicità al femminile. Lo show fa emergere nuovi talenti come Cinzia Leone, Francesca Reggiani, Sabina Guzzanti, Angela Finocchiaro, Lella Costa e molte altre ancora. Gli anni anni Novanta sono invece costellati da tante altre sfide. Dandini riesce a conquistare anche il ruolo di conduttrice: dal Dopofestival di Sanremo con Pippo Baudo al primo esperimento di quiz-show sulla storia del cinema “Producer”.

Solo nel 2011 Serena Dandini sbarca nel mondo editoriale in quanto scrittrice: esordisce pubblicando “Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini”, un giro nel mondo attraverso fiori, piante, vivai ma anche ricordi personali e storie d’amore per il giardinaggio, edito da Rizzoli nel 2011. Due anni più tardi esce “Ferite a morte”, un lavoro a quattro con con Maura Misiti. Nel 2016 arriva “Vivremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico”. Nel 2018 Mondadori pubblica “Il catalogo delle donne valorose”. Mentre per Einaudi Dandini lavora a due pubblicazioni: “La vasca del Führeredito nel 2020 e fra gli ultimi “Cronache dal Paradiso” (2022).

Marta Barbera

Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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