Grace N Kaos
Grace N Kaos, Fonte immagine: MyAgency

Grace N Kaos sono i vincitori del Premio Voci per la Libertà di Amnesty International Italia, in garacon il brano “Nero”, il singolo nato nel 2019 con il rapper El Bombasin ed il trombettista Andrea Smiderle. Tale brano viene cantato sul palco del Primo Maggio a Roma ed emoziona il pubblico fino alla conseguente vittoria. Ad oggi, in occasione dell’uscita del video del loro nuovo singolo “L’esigenza di muoversi” abbiamo deciso di intervistarli e conoscerli meglio.

Grace N Kaos: Chi sono

La band Grace N Kaos nasce a Rovigo nel 2008 ed esordisce fin da subito con brani in italiano che spaziano da tematiche quotidiane a temi sociali contemporanei. Il sound musicale che propongono è un crossover tra rock moderno ed elettronica. Nel 2014 essi sono vincitori del Premio Speciale della Giuria di Rock Targato Italia con il brano “Piove”. Lo stesso anno pubblicano “Grace 14.7”, EP di debutto completamente autoprodotto. Due anni dopo, nel  2016 pubblicano “Sogno d’Aprile”, secondo EP prodotto da NFRS e diretto da Ugo Bolzoni. Il risultato è un album rock con arrangiamenti articolati, atmosfere e respiri. Nel 2017 la band si cimenta nella produzione originale di musica per l’opera teatrale “Inferno” nella Divina Commedia diretta da Roberto Pinato e a seguire, circa un anno dopo, rinnova la suddetta collaborazione per portare in scena “La Fabbrica di Cioccolato” di Tim Burton.

Dati i successi riscontrati in ambito teatrale nasce #HUMANCIRCUS, uno spettacolo creato dalla band in cui rock, recitazione, danza, arti visive e musica classica si mescolano. Lo show ha l’obiettivo di accompagnare lo spettatore attraverso un viaggio multisensoriale che lo porterà a riflettere sul concetto di Umanità dell’era moderna.

Il 2020 viene inaugurato dal nuovo singolo “L’esigenza di muoversi”,  un inno alla necessita di correre, urlato al pubblico con un’esigenza ancora più immediata dato il momento difficile che la comunità sta vivendo a causa della pandemia Covid19. È importante per il bene comune stare fermi ed avere pazienza, per tornare a muoversi più forti di prima appena sarà possibile.

Il brano è stato scritto da Cristiano Tomiato e composto da Stefano Sottovita, Gianluca Casazza e Federico Andreotti. Voce, tastiere e chitarre registrate da Ugo Bolzoni presso NRS neven records (Rovigo) che ne ha curato anche il mix. Batterie e basso registrati da Corrado Molon presso Kalimba studio (Monselice).

“L’esigenza di muoversi” è un incastro ritmico tra batteria, arpeggiatori e basso, dove la voce incalzante scandisce un testo stretto. Le parole sono ricche di accenti, come l’incedere del passo di un corridore, che adegua i suoi movimenti alla superficie che sta percorrendo ma non si ferma mai:

«Il riferimento alla corsa è una metafora con la vita: tutti corriamo, ogni giorno – raccontano i Grace N Kaos – I nostri pensieri corrono da soli, ed i nostri desideri spesso li seguono: si muovono sempre, non possiamo trattenerli e talvolta hanno bisogno di allontanarsi dalla quotidianità per poter prendere forma. Chi corre non scappa, cerca solo di spostarsi più velocemente, cerca di raggiungere qualcosa senza sprecare tempo. In questi giorni, l’esigenza di muoversi è costretta ad annullarsi. Ma il bisogno rimane, e (r)esiste silenziosamente, continua a crescere e ad autoalimentarsi. Sarà benzina per se stesso e brucerà non appena le strade si stenderanno sotto i nostri piedi. Ancora.»

Grace N Kaos official video Youtube IT

Grace N Kaos, la redazione di Libero Pensiero vi da il benvenuto. Da dove origina il nome della vostra band? E soprattutto, come nasce la vostra unione?

«Grazie, è un piacere per noi potervi raccontare la nostra storia. Cominciamo col dire che ‘Grace N Kaos’ rappresenta il nome della band, la sua storia e lo stile musicale. Il gruppo nasce nel 2008 a Rovigo, la prima formazione con il nome Grace come tributo a Jeff Buckley. Eravamo un quartetto Post Rock con sonorità molto vicine ai Creed a cui ci ispiravamo. La band è nata da amici con un obiettivo musicale comune ed è cambiata e cresciuta negli anni sempre tenendo stretti i rapporti personali. Abbiamo più volte cambiato formazione ed ogni cambio comportava una ripartenza. Questi cambiamenti hanno portato con loro nuove sonorità, nuove idee, nuovi stimoli ma anche destabilizzazioni. Da qui nel 2017 abbiamo aggiunto il termine Kaos. Grace N Kaos rappresenta così l’abbreviazione di ‘Grace nel caos’ per i nostri trascorsi e rappresenta anche il nostro stile musicale che si articola tra sonorità molto intime spingendosi verso parti musicali più complesse ed aggressive.»

Avete riscontrato un grande successo sia dal punto di vista musicale, con i vostri singoli nel corso degli anni, sia in senso strettamente artistico con la vostra collaborazione nei progetti teatrali. Quali sono state, invece, le varie difficoltà nel lungo periodo che vostra band ha incontrato?

«Le difficoltà sono stati i vari cambi di formazione, perché quando un membro della band ci lascia è vissuto come un lutto ed una sconfitta indipendentemente dal motivo. Ti fermi, guardi dove sei arrivato e sai che devi ritornare indietro e rifare tutto il percorso. Ci vogliono anni per avere un’intesa musicale di un certo tipo ed un secondo per perderla. Ecco questo ti rallenta e demoralizza. Poi una difficoltà sta nell’affrontare il proprio giudizio personale, perché quando una canzone non ‘funziona’ come preventivato ci si logora per capire dove si è sbagliato. Finché sei alle prime armi sono tutte belle poi crescendo diventi il peggior critico di te stesso e sei abbastanza maturo per capire che non sei ancora riuscito a creare una Hit. Per ultimo siamo una band che è come una famiglia con pregi e difetti, mettere d’accordo 6 persone è veramente impegnativo. La sola organizzazione di prove, spostamenti, live è macchinosa. Se poi ci aggiungi 6 idee diverse e contrastanti per ogni decisione da prendere la faccenda si complica parecchio.»

Mi piacerebbe sapere qual è stata la vostra influenza musicale nel corso degli anni (a livello personale) e soprattutto se essa ha influenzato allo stesso tempo anche il vostro modo di fare musica o meno.

«Ognuno di noi suona con uno stile diverso dagli altri dovuto proprio ai propri gusti ed influenze. Negli anni noi stessi siamo passati attraverso vari generi: Grunge, Hard Rock, Pop ed Alternative. Questi cambiamenti sono stati dettati dal periodo musicale e dalla nostra formazione interna. Le influenze vanno dall’EDM all’alternative d’oltreoceano passando per il cantautorato fino ai grandi classici della musica rock. Per darti alcuni nomi: Pink Floyd, 21 Pilots, Thirty secondo to Mars, Linkin Park, per gli stranieri e Subsonica, Vasco, Negramaro, i Ministri per i connazionali. Il nostro modo di fare musica è sicuramente cambiato nel corso degli anni così come le nostre sonorità. La musica contemporanea che arriva alle tue orecchie ti influenza inevitabilmente, oggi è tutto molto preciso, pulito ed ear-friendly. 10 anni fa una canzone di 6 minuti con molte variazioni e qualche errore umano era intrigante oggi sarebbe semplicemente troppo lunga ed obsoleta. Anche il nostro modo di comporre musica è totalmente diverso. All’inizio creavamo in sala prove in maniera libera e casuale poi in studio raccoglievi l’energia e finivi sul palco a spingere e sudare. Oggi, con l’entrata preponderante dell’elettronica anche nel rock, le canzoni sono tutte molto studiate nel minimo dettaglio, sono fatte di incastri come un puzzle e vanno cercati i giusti equilibri che poi devi essere in grado di riprodurre fedelmente dal vivo rispettando tempi imposti. Fortunatamente aver suonato in opere teatrali dove i tempi di scena li impone il regista ci ha dato una mano a stare al passo con i tempi.»

Siete stati vincitori del premio Voci per la libertà di Amnesty International con il brano “Nero”. Ci raccontereste un po’ le emozioni di quella giornata? Il brano è stato particolarmente sentito dal pubblico anche grazie al testo, che è molto forte.

«Voci per la Libertà è una manifestazione molto ambita perché ha un valore umano molto forte e perché è un concorso importante. Ci siamo iscritti per 10 anni di fila e solo all’edizione 2019 ci hanno accettato. Onestamente puntavamo a fare un bel live ed arrivare in finale, non credevamo di poter vincere. Sul palco la sera della premiazione vinciamo il premio del pubblico e lì spegniamo il cervello. Festa. Siamo sul palco ad abbracciarci e poco sportivamente ad esultare quando ci proclamano Vincitori Premio Amnesty. Ecco, in quel preciso istante, le nostre lingue lunghe si spengono e rimaniamo lì increduli. Veramente non ce l’aspettavamo, l’emozione è inspiegabile. Come abbiamo poi saputo dagli organizzatori noi eravamo ‘fuori dal coro’ perché storicamente hanno vinto cantautori ed artisti folk. Generi da sempre identificativi della musica di denuncia sociale e lotta all’ingiustizia. Con ‘Nero’ siamo però riusciti a creare un brano pop con sonorità leggere che mascherano un testo duro e diretto. Credo che la forza del brano sia proprio questa, una canzone alla portata di tutti pur trattando un tema difficile come quello del caporalato. Dobbiamo davvero tanto a Voci per la Libertà perché ci hanno seguito e supportato con affetto.»

Il vostro ultimo singolo “L’esigenza di muoversi” emerge in un periodo storico particolare e soprattutto molto sentito a causa della pandemia Covid19. Come state vivendo questa quarantena? Avete dovuto difficoltà nell’adattare i vostri programmi e impegni musicali?

«Alcuni di noi sono tecnologici e questa quarantena ha fatto sì che la nostra produzione musicale sia aumentata. Dal momento che i live sono sospesi fino a data da destinarsi ci stiamo adoperando ogni giorno per scrivere, registrare, arrangiare brani nuovi. Ci passiamo le varie tracce via mail, lavoriamo su pc a distanza. Poi per mantenere comunque il contatto con il pubblico Gianluca ha realizzato una serie di concerti live-streaming da camera sua avendo un buon riscontro

Curiosità: il brano è stato scritto e pensato, anche dal punto di vista musicale, con un ritmo incalzante, a causa della pandemia e dunque di questa esigenza comune nel voler evadere oppure è solo una casualità l’associazione che facciamo ad esso in questa circostanza?

«È una casualità perché il brano è stato creato un anno fa. Come ti dicevo prima lavorare in 6 è complicato, siamo un’azienda lenta a muoversi e dobbiamo preparare tutto con molto anticipo rispettando le pianificazioni. Sono però orgoglioso di dirti che è stata una casualità perché ad oggi ho ascoltato molte canzoni a tema Coronavirus ma di queste nessuna era veramente sentita. ‘L’esigenza di muoversi’ è un brano calzante che deve muovere il ritmo di un runner. Incita alla libertà e alla riflessione; parla di quei momenti in cui in solitaria ci si sfoga correndo, lavandosi di dosso lo stress, i pensieri negativi, le difficoltà quotidiane. Probabilmente nemmeno noi avevamo dato così tanto peso alla libertà di poter uscire di casa, scambiarsi un saluto e circondarsi di persone care. Ora abbiamo sicuramente tutti più chiaro alcune cose importanti della vita. Se l’esigenza di muoversi potrà strappare un sorriso o portare un pensiero positivo agli ascoltatori in questo momento ne siamo contenti.»

Cosa suggerireste ai giovani amanti della musica alternativa e sperimentale che oggigiorno vorrebbero intraprendere una carriera musicale come la vostra?

«Ai giovani diciamo: divertitevi, create, sperimentate, rispettatevi e rispettate gli altri artisti. Scrivete in continuazione, suonate ogni giorno, studiate, registrate e pubblicate le vostre canzoni perché così facendo fisserete nel tempo e nello spazio un vostro momento, una parte di voi risuonerà nell’etere per sempre. Non preoccupatevi di quanti ascolteranno la vostra canzone, saranno sicuramente pochi all’inizio ma tra questi ci sarà qualcuno che la amerà e si collegherà a voi in un senso profondo. Capirete il valore di tutto questo quando accadrà. Siate molto umili, imparate da tutti e siate di vedute aperte perché ci si arricchisce attingendo da qualsiasi genere musicale, imparerete osservando artisti navigati ma anche da novizi. Non si è mai arrivati. In ultimo non smettete mai di crederci, non si fa musica per soldi ma per necessità di esprimersi. Sfruttate quindi la forza e la vitalità che avrete all’inizio del vostro percorso perché qui avrete i vostri momenti più belli fatti di quelle piccole vittorie. Quelle vittorie così piccole che quando passa il tempo ti guardi alle spalle capisci quanto siano state importanti.»

Possiamo avere news anche su quelli che sono i vostri prossimi progetti musicali futuri?

«Grazie Sabrina della domanda e grazie dello spazio che ci stai dando, è davvero importante poter esprimere le nostre idee e far conoscere il dietro le quinte dei Grace. Quest’anno pubblicheremo un nuovo singolo ogni due mesi fino all’arrivo del prossimo tour che grazie al nostro booking Maninalto! e Nuovo Imaie ci porterà in tutta Italia. Non abbiamo date precise perché siamo alla mercé di un Virus… Con l’inizio del tour rilasceremo anche un nuovo Disco che sarà accompagnato da uno spettacolo nuovo, inedito e diametralmente opposto a #HUMANCIRCUS, sarà qualcosa di ‘molto colorato’ ma non posso dirti altro. In anteprima però ti svelo il nome del nuovo singolo programmato per metà maggio: ‘La dedica del Dj’. Lo Scoop è per Libero pensiero! 🙂 Grazie di cuore alla prossima

Sabrina Mautone

Sabrina Mautone
Sabrina Mautone nasce a Napoli il 18 Maggio 1996 e vive a Milano. Giornalista pubblicista laureata in Lingue Moderne presso la Federico II di Napoli e specializzata in Comunicazione e Cooperazione Internazionale per Istituzioni ed Imprese presso l'Università Statale di Milano. Con un master post-lauream in Comunicazione, attualmente si occupa di Giornalismo Radio-Televisivo a Roma.

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