cinema Arcobaleno Vomero
Fonte immagine: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/27/news/megastore_cinese_al_posto_del_cinema_arcobaleno_e_un_giorno_triste_-293983640/

La quotidianità pre-pandemia sembra ancora lontana. Il covid-19 macina un mese dopo l’altro, mettendo in ginocchio tutti i lavoratori dei settori più colpiti (in primis quelli della ristorazione e dell’arte), messi in stand by, in attesa di ricominciare e di riafferrare le redini del proprio futuro. Alcune di queste realtà purtroppo non riescono a tenere duro e non rivedranno luce né con l’arrivo di una zona gialla né di una bianca.
Questo destino è toccato al cinema Arcobaleno del Vomero, che verrà sostituito da uno uno store di prodotti Made in China, il secondo sorto nel giro di un anno nel quartiere partenopeo.

Il cinema fu istituito negli anni ’50 con il nome di Cinema Stadio in onore della collaborazione di cui giovava con lo stadio Collana, luogo in cui venivano ospitate le partite del Calcio Napoli. Gennaro Capodanno, ex presidente della Municipalità Vomero-Arenella e presidente del Comitato Valori collinari, prende la parola: «Oggi è un giorno triste per i cinefili partenopei ma anche per tutti quei vomeresi che, in oltre sessant’anni di vita, hanno avuto occasione di trascorrere in quelle sale tante bellissime ore. Stamani sono iniziati i lavori nei locali del cinema Arcobaleno in via Consalvo Carelli che, abbandonata la sua destinazione storica, a breve, stando a quando si è potuto apprendere sui luoghi, vedrà nascere al suo posto un centro commerciale cinese [..] Purtroppo, su otto sale cinematografiche presenti solo nell’ambito del quartiere Vomero, un territorio di poco più di due chilometri quadrati d’estensione, che alla metà del secolo scorso vantava la più alta concentrazione di questo tipo di strutture, già negli anni trascorsi ne avevano chiuso cinque, l’Ideal in via Scarlatti, dove attualmente è ubicato un megastore, l’Ariston in via Morghen, sostituito da una banca, il Colibrì in via de Mura, sostituito da un club fitness, il Bernini, sostituito da un negozio di abbigliamento per bambini e l’Abadir, già Orchidea, in via Paisiello dove è nato l’ennesimo supermercato, Adesso si aggiunge anche la sesta, con il cinema Arcobaleno, restandone dunque in funzione, rispetto al passato, solo due, per una popolazione di circa 48mila residenti».

La crisi economica provocata dai continui lockdown è un colpo molto duro per le realtà legate alle performance artistiche, già di per sé in enorme difficoltà. Infatti già nel gennaio del 2014 il cinema aveva rischiato di chiudere i battenti e fu salvato solo grazie a una raccolta firme.
Paolo De Luca, Presidente della V Municipalità Arenella Vomero, ne ha divulgato la notizia: “Chiude il cinema Arcobaleno e con esso un presidio di cultura e socializzazione radicato nel nostro territorio. Troppo silenzio e misure del tutto inadeguate verso una delle categorie più trascurate dai diversi Dpcm che si sono susseguiti in questi mesi”.
A pagare il prezzo è quindi, ancora una volta, il settore umanistico, quella fetta di bellezza che dovrebbe rendere grande il nostro Paese ma che, all’interno di un sistema basato sul capitale e sull’avanzamento delle nuove tecnologie, viene ignorato e gestito quasi come superfluo. Siamo ormai un popolo di pantofolai sottoposti a delle ansie e a delle pressioni quotidiane non sempre gestibili in questi angusti spazi che disegnano le nostre abitazioni o gli uffici che, i più fortunati, possono raggiungere per lavoro. Il cinema Arcobaleno, come tutte le altre sale e i palcoscenici ormai chiusi al pubblico da un anno, diventa simbolo di un’Italia che non ci ha neanche provato a darsi una possibilità e a convivere con un po’ di bellezza in più.

Alessia Sicuro

Fonte immagine di copertina: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/27/news/megastore_cinese_al_posto_del_cinema_arcobaleno_e_un_giorno_triste_-293983640/

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Laureata in lettere moderne, ha in seguito ha conseguito una laurea magistrale alla facoltà di filologia moderna dell'università Federico II. Ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose: accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire e affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale!

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