Fratelli d'Italia ostacola l'aborto in Liguria
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Durante il Consiglio regionale in Liguria, tenutosi il 27 settembre, è stato presentato un testo per garantire l’accesso semplice all’aborto. Gli astenuti durante la votazione sono stati tre consiglieri di Fratelli d’Italia.

Il testo è stato presentato dal consigliere Roberto Arboscello del Partito Democratico che ha denunciato una disparità di accesso alle strutture dove si pratica l’interruzione di gravidanza. Il testo chiede di «garantire alle donne che decidono di non portare a termine una gravidanza in Liguria di effettuare questa scelta senza dover superare alcuna difficoltà nell’accesso alle strutture che effettuano l’interruzione volontaria di gravidanza» e, inoltre, ad impegnarsi «a sostenere nelle sedi più opportune la richiesta del Parlamento europeo di inserire il diritto all’aborto legale e sicuro nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea». Il governatore della regione Liguria Giovanni Toti ha sottolineato che in Liguria ci sono 9 strutture che garantiscono appieno l’applicazione della legge 194 e che il personale sanitario non obiettore è abbastanza numeroso da garantire il servizio. Ha comunque dato parere favorevole al testo presentato e da qui il Consiglio regionale si è diviso in due: da una parte la Lista Toti, Lega e Forza Italia (con alcuni consiglieri assenti) hanno votato a favore del testo, mentre i 6 consiglieri di Fratelli d’Italia si sono astenuti.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia della regione Liguria, Stefano Balleari, spiega che si sono astenuti al voto «perché avremmo voluto la possibilità di emendare l’ordine del giorno ponendo l’accento sull’applicazione dell’articolo 5 della suddetta legge che è, tra le altre cose, oggetto di una nostra Proposta di legge presentata nel 2021 ed ancora in attesa di iniziare l’iter di discussione. Per noi la legge 194 è una seria conquista che consente alle donne di affrontare una scelta, spesso dolorosa, fatta di lacerazioni morali interiori, in maniera consapevole. Una legge che ha dentro di sé un germoglio di speranza nell’articolo quinto, che impone di rimuovere le cause che porterebbero la donna all’interruzione della gravidanza e di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre».

La proposta di legge n° 71 presentata in Regione il 6 maggio 2021 dal titolo “Norme per la tutela della salute della donna e del concepito” da Stefano Balleari, Sauro Manucci e Veronica Russo, consiglieri di FdI, riguardava la creazione di sportelli pubblici informativi gestiti dai movimenti pro-vita, i quali prediligono la vita del feto a quella della madre. Il testo presenta una serie di dichiarazioni forti come: «l’aborto è sempre e comunque una sconfitta: per il figlio, che perde la vita; per la madre, che porta con sé un trauma per tutta l’esistenza; per la società, che viene privata del suo futuro» – e ancora impedirlo – «significa rendere un servizio ai figli – la cui vita, ancora nascosta, è in pericolo – e alle loro madri, minacciate dalla solitudine, dall’ignoranza, dalla povertà, dalla paura». Secondo loro la donna andrebbe «ascoltata nella sua disperazione», perché nella loro visione sembra particolare che una donna possa decidere di abortire senza che ci sia della disperazione dovuta a problematiche sociali dietro. La legge non è stata mai discussa ed è stata lanciata una petizione dal Coordinamento Democratiche Liguri per bloccarla.

A pochi giorni dalla vittoria del partito di Giorgia Meloni, la cui propaganda politica ha battuto molto sulla legge 194, sul rincuorare le donne che sarebbe stata sempre garantita e non toccata, non hanno tardato a continuare quello che è stata da sempre la loro più grande prerogativa: garantire un futuro ad un feto e violare la decisione della madre.

Gaia Russo

Eterna bambina con la sindrome di Peter Pan. Amante dei viaggi, della natura, della lettura, della musica, dell'arte, delle serie tv e del cinema. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace parlare con gli altri per sapere le loro storie ed opinioni, mi piace osservare e pensare. Studio lingue e letterature inglese e cinese all'università di Napoli "L'Orientale".

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