Pietro Grasso giunge a Caserta: le parole di rabbia dei lavoratori

Pietro Grasso, ex Presidente del Senato e leader della nuova formazione di sinistra “Liberi e Uguali”, ha scelto Caserta come una delle prime tappe della campagna elettorale: ha incontrato i lavoratori nella biblioteca di Marcianise per poi recarsi a Casa Don Diana di Casal di Principe, accompagnato da Giovanni Cerchia (coordinatore provinciale di Articolo Uno).

Il primo intervento dell’incontro tra Pietro Grasso e i lavoratori ha riguardato un operaio dell’ex stabilimento Formenti S.p.a. di Sessa Aurunca. La Formenti è un’azienda fallita, così come la Morteo Container, l’ex Olivetti di Santa Maria Capua Vetere ed altre, che dal 2004 in poi hanno prodotto uno scenario di crisi e disoccupazione nell’Alto Casertano.

Grasso a Marcianise

Gli operai denunciano soprattutto la delocalizzazione, l’assenza di un ricambio generazionale, le false promesse da campagna elettorale da Prodi a Berlusconi, per poi arrivare alle ultime disastrose riforme come l’abolizione dell’articolo 18 dallo Statuto dei Lavoratori e il Jobs Act.

«Non vogliamo assistenzialismo, ma rilancio industriale!» afferma Francesco, ex operaio della Formenti.

Altro incisivo intervento è stato quello di un ex operaio della Siltal elettrodomestici, fallita nel 2012 , il quale illustra la comune situazione di precarietà e di abbandono affermando: «Inammissibile è licenziare cinquantenni e distruggere famiglie intere, tanto più che la zona casertana è un deserto industriale ed è impossibile trovare lavoro». Sottolineando che il problema occupazionale riguarda non solo i giovani ma anche i padri di famiglia.

I lavoratori dell’Alto casertano hanno richiesto più volte colloqui con il Presidente della Regione De Luca, puntualmente negati: «è più facile parlare col Papa che col Presidente De Luca» affermano.

Uno dei pochi colloqui che riuscirono ad ottenere fu con Ettore Rosato del PD e testimoniano di essere stati trattati quasi con fastidio: uno dei tanti “pellegrinaggi alla Regione” che sfociano nell’indifferenza. Del resto il Presidente De Luca ha visitato alcune aziende del casertano, ma solo quelle poche aziende che come la Coca Cola di Marcianise sono ancora produttive, solo i fiori all’occhiello.

Se l’Ansaldo sts fu venduta agli asiatici, anche la Jabil di Marcianise, la Nokia Siemens e l’Ericsson sono frutto di cessione di ramo d’azienda: aziende svendute e delocalizzate «lasciando al sud una macelleria sociale» come afferma Lombardo (operaio della Jabil).

Oltre il tasso di disoccupazione, le delocalizzazioni, i licenziamenti ingiustificati, gli esuberi esiste il problema dell’assenza di tutele per i lavoratori, che se prima erano scarse, con l’abolizione del bistrattato articolo 18 dallo Statuto dei Lavoratori risultano inesistenti: decisioni istituzionali che hanno distrutto il concetto stesso di “operaio”.

Si parla di lotta di sopravvivenza nel casertano e si chiede di agire al Presidente Pietro Grasso con politiche serie, effettuate da politici competenti per la risoluzione di un problema sociale enorme.

Pietro Grasso conclude l’incontro dicendo: «Bisogna partire dalla realtà. Gli ideali per poter essere realizzati devono partire dalla realtà. Ben vengano gli 80 euro, ben vengano i bonus bebè, ma poi il bonus finisce e il bebè rimane. Per decine di anni avete avuto promesse che non sono state mantenute, dobbiamo ritrasformare Caserta in una provincia felice. Il problema principale è cambiare le politiche d’investimenti, perché dal 1992 si evince che gli investimenti di capitale salgono al Nord e scendono precipitosamente al Sud. Ho sentito che nessuno vuole beneficenza ma vuole lavorare: iniziamo a pensare, ad esempio, ad un fondo di rotazione che sia un moltiplicatore di sviluppo e che assurga anche come garanzia da offrire alle banche per coloro che hanno bisogno di prestiti ai fini dell’apertura di un’attività di lavoro. L’unica cosa che vi posso promettere è accendere i riflettori sulle vostre situazioni, non sono qua a dire ancora una volta che risolverò tutto io, voglio che i nostri rapporti umani siano sinceri.»

Melissa Aleida

Melissa Bonafiglia
Attivista. Antifascista. Studentessa di giurisprudenza. Presidentessa dell'Associazione "Omnia". Credo che l'attivismo socio-politico, in specie l'interesse verso questioni collettive, sia l'unico modo per ricercare la giustizia laddove regnano soprusi, sia anche uno dei tanti modi per onorare la libertà: la lotta per ciò è continua e inarrestabile.

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