Comprendere la natura, difendere la biodiversità, evitare nuove pandemie
Immagini originali: Pexels

Difendere la natura per salvare l’umanità. Educare l’umanità per tutelare la natura. Da tempo la scienza si interroga sulle possibili correlazioni tra la distruzione della biodiversità e le nuove malattie zoonotiche che mettono a repentaglio la salute umana, che annichiliscono i sistemi sanitari di tutto il mondo, che indeboliscono il già fragile sistema economico su cui si fonda l’intera società globale. L’umanità sta giocando con qualcosa che non può controllare, come ampiamente dimostrato dalla Covid-19. Evitare nuove pandemie è diventato quindi uno degli obiettivi primari della ricerca scientifica.

Una coscienza ambientale per un’efficace tutela della natura

Le circostanze che hanno portato l’uomo a essere vittima dell’uomo stesso sono ormai note a tutti: la specie umana è colpevole di eccesso di avidità e mancanza di prospettiva futura. Lo sentenzia la scienza, che da decenni denuncia l’abuso delle risorse naturali da parte di una società in rapida crescita che ha violentato e che senza sosta continua a violentare la natura. L’uomo, reo di aver modificato più della metà delle terre abitabili per l’appagamento dei propri bisogni, responsabile di aver trasformato ecosistemi naturali perfetti in deserti di cemento e in terreni destinati all’agricoltura industriale atti a soddisfare la sete capitalista. Con la sua bramosia l’uomo ha causato il declino e la scomparsa di molte specie animali, ha determinato la perdita di biodiversità. Proprio tali azioni hanno permesso ad altre specie animali di prosperare.

Secondo uno studio pubblicato su Nature, vittime primarie dell’uomo sono quelle specie che hanno bisogno di precise condizioni per sopravvivere quali un’alimentazione altamente specifica e un habitat intatto. Au contraire in un mondo fortemente antropizzato prosperano le specie più piccole con un ciclo vitale breve come i ratti, gli storni o i pipistrelli. Proprio queste classi animali rappresentano serbatoi di agenti patogeni che, tramite l’ormai conosciuto fenomeno dello spillover, possono passare dagli animali all’uomo ed essere causa di nuove pandemie.

La natura può essere quindi contenitore di mali sconosciuti contro cui la specie umana può poco e nulla. Lo conferma un team di ricercatori del Dipartimento di Genetica, Evoluzione e Ambiente dell’University College of London, guidato da Rory Gibb, secondo cui «È ampiamente riconosciuto che il cambiamento dell’uso del suolo, ad esempio la conversione di habitat naturali in ecosistemi agricoli o urbani, influenza il rischio e l’insorgenza di malattie zoonotiche negli esseri umani». I risultati della ricerca hanno confermato la teoria per la quale nelle zone in cui l’uomo ha fortemente modificato la natura, il numero totale di ospiti zoonotici è incrementato in maniera ampia. Il vaso di Pandora è stato aperto, l’uomo sta dando origine a una nuova epoca, l’era delle pandemie.

Comprendere la natura, difendere la biodiversità, evitare nuove pandemie
L’abbondanza di roditori, pipistrelli e uccelli canori è aumentata notevolmente nei siti dominati dall’uomo.
Immagine: nature.com

Occorre quindi agire fin da subito. Prima di correre ai ripari però c’è bisogno di un passo fondamentale: capire che la scienza, tutt’altro che infallibile e che non sempre riesce a dare risposte ai numerosi quesiti umani, è l’unica maniera di comprendere il funzionamento del nostro complesso pianeta e, di conseguenza, rappresenta l’unica via per una vera ed efficace tutela della biodiversità, degli ecosistemi, della natura. Ma la scienza da sola non può bastare. È necessario dar vita a quel binomio perfetto senza cui nessun vero cambiamento sarà davvero possibile: scienza e coscienza.

È di fondamentale importanza comprendere che la sola ricerca scientifica, cardine della tutela ambientale, può essere decisiva solo con una presa di coscienza ambientale da parte degli uomini, del popolo. Quest’ultima non può non partire che da un principio che dovrebbe essere la regola ma che sempre più rappresenta l’eccezione. In un mondo dove il negazionismo prospera senza freni, specialmente in campo scientifico, il primo passo da compiere è discernere i dati di fatto, basati su ricerche condotte da personale altamente qualificato, dalle opinioni personali fondate su emozioni astratte, su sentimenti facilmente influenzabili e su un’informazione superflua e spesso contornata da fake news.

Difendere la biodiversità per evitare nuove pandemie

«Lo affermiamo da decenni. Nessuno ha prestato attenzione.». Le parole di Kate Jones, autrice dello studio che conferma l’aumento delle specie che ospitano agenti patogeni potenzialmente pericolosi in quelle aree in cui l’uomo ha modificato maggiormente la natura, sembrano far parte di una sceneggiatura teatrale che sta portando la specie umana verso una tragica fine. La trama è sempre la stessa: la scienza studia, scopre, avverte, la politica ignora in nome di un interesse superiore (l’economia) e il popolo ne patisce le conseguenze.

La ricerca, che ha preso in analisi 6.800 comunità ecologiche e 376 specie appartenenti a tutti i continenti, avvalora quello che gli ecologisti teorizzano da tempo: perdita di biodiversità e aumento di malattie infettive emergenti sono strettamente collegate.

Comprendere la natura, difendere la biodiversità, evitare nuove pandemie
L’aumento della deforestazione si traduce sempre più spesso in aumento di nuovi focolai epidemici.
Immagine: lifegate.it

La scienza studia il problema, la scienza fornisce le soluzioni. Per Peter Daszak, zoologo presso l’EcoHealth Alliance of New York, «La maggior parte degli sforzi per prevenire la diffusione di nuove malattie tendono a concentrarsi sullo sviluppo di vaccini, sulla diagnosi precoce e sul contenimento, ma è come trattare i sintomi senza affrontare la causa sottostante». Prevenire la propagazione di nuove pandemie diventa quindi la missione principale della ricerca scientifica. A tal proposito un gruppo di ventiquattro scienziati ha pubblicato un saggio contenente le risposte utili alla riduzione del rischio proveniente dall’avvento di possibili nuove pandemie. I primi e fondamentali passi che i decisori politici di tutto il mondo dovranno intraprendere consistono in un maggior investimento nella prevenzione della deforestazione e in una urgente regolamentazione del commercio di fauna selvatica. Secondo gli scienziati, investire sulla prevenzione comporterebbe non solo benefici in termini di salute pubblica ma anche enormi vantaggi economici poiché i costi di tale azione risulterebbero essere di gran lunga inferiori ai finanziamenti erogati per la risoluzione delle singole pandemie.

La disciplina scientifica, come sempre, è stata chiara. Studi approfonditi come quelli sopra analizzati spazzano via ogni dubbio, annientano ogni tipo di negazionismo, annichiliscono le opinioni della massa complottista e di quei politici che senza alcuna vergogna utilizzano la tutela della natura e la difesa della biodiversità per soli fini propagandistici. La pandemia di Covid-19 esiste ed è stata causata dall’ingordigia umana, e quando il mondo politico non riesce a comprendere che i dati di fatto, che la scienza, che la natura e la salute pubblica contano più di qualsiasi perenne ricerca di consensi elettorali, tocca ai popoli sollevarsi contro quell’incompetenza, contro quella mancante visione futuristica che sta portando e che porterà la società verso un declino definitivo. Per questo motivo, prima di qualsiasi azione dettata dalla scienza, occorre che nei popoli, nelle persone comuni, si formi quella coscienza ambientale che insegni la lezione più importante. La specie umana è parte della natura: se la natura perisce, l’uomo si estingue.

Marco Pisano

Marco Pisano
Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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