One, two, three, four. Ma quanti sono realmente i Beatles? John, George, Ringo.
Siete sicuri che Paul ci sia ancora?
Leggenda vuole che la notte del 9 Novembre 1966 Paul McCartney sia uscito dalla sala prove dopo un litigio con gli altri membri. Sulla strada incontra una ragazza incinta di nome Rita che è scappata di casa e che ha deciso di abortire contro il parere del suo ragazzo. Dopo poco, Rita si accorge che alla guida della macchina c’è Paul e la sua reazione fa sbandare la macchina, provocando la morte di entrambi. Quando seppero la notizia, John Lennon e Brian Epstein, il loro manager, decisero di ignorare l’accaduto e scelsero un perfetto sosia di Paul: William Stuart Campbell, un attore di origini scozzesi. Da allora, i concerti dal vivo non ci furono più sia perché Campbell era più alto di Paul sia perché non c’era il tempo di insegnargli ad imitare Paul anche nelle mosse e nella voce.
Un fondo di verità c’è: McCartney fece un incidente stradale il 26 Dicembre 1965, ferendosi un labbro e rompendosi un dente, oltretutto sotto gli effetti della marijuana. Ma come si è arrivati alla teoria PID ( Paul is dead )? Nel 1969 la trasmissione radiofonica sulla rete WKNR di Detroit raccontò di una telefonata anonima riguardo la morte di Paul e la notizia arrivò a New York, per poi fare il giro del mondo.
La discografia dei Beatles è disseminata di indizi sulla morte di McCartney. Sulla copertina di Revolver, Paul è l’unico di profilo, quasi nascosto, e nello stesso album c’è un’analogia con la canzone Eleanor Rigby: “Father McKenzie, writing the words of a sermon that no one will hear […] wiping the dirt from his hands as he walks from the grave” e “Nobody came”. Entrambi i versi si dovrebbero riferire al funerale segreto di Paul, celebrato forse non da Father McKenzie ma da McCartney stesso.
Alla fine della canzone I’m so tired, si sente uno strano sussurro di Lennon che, se ascoltato al contrario, sembrerebbe dire “Paul is dead, man: miss him, miss him.”

La copertina di Abbey Road contiene un significato simbolico: il funerale di McCartney. Si può vedere infatti Lennon completamente vestito di bianco ( angelo o sacerdote ), Ringo con un completo nero ( portatore della bara ), Paul a piedi scalzi, che non segue lo stesso passo degli altri e portando la sigaretta nella mano destra pur essendo mancino ed infine George ( il becchino ).
Sulla copertina di Yellow submarine Paul sembra fare il gesto delle corna 
Questi sono solo alcuni degli indizi che sono stati smentiti più volte dallo stesso membro dei Beatles. Alcune date infatti non corrispondono e le uniche due persone che ci potevano raccontare della storia di Rita e della sua reazione erano proprio Rita e Paul. E’ stata una trovata geniale dei Beatles che ha fatto vendere ancora più album? Non lo sapremo mai, ma un pizzico di mistero e un po’ troppe coincidenze fanno riflettere.
Elena Morrone















































