Come consuetudine, WhatsHappening dedica il primo sabato del mese all’approfondimento di una tematica specifica. L’appuntamento di febbraio 2017 è dedicato alla condizione dei rifugiati nel mondo. In particolare, analizzeremo in che misura le varie aree geografiche siano interessate dalla mole di cittadini in fuga da guerre, inedia, persecuzioni e altre condizioni di emergenza.
Il 2017, iniziato all’insegna del prima me, laddove me rappresenta una porzione di mondo o una nazione o un popolo, dovrà fronteggiare un’emergenza umanitaria per cui, attualmente, non sembrano esistere soluzioni risolutive.
La rassegna di seguito proposta, allo scopo di tracciare il percorso dell’emergenza rifugiati che ad oggi riempie le cronache, analizza la situazione facendo riferimento ai dati contenuti nel Global Report 2015 dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
EUROPA
L’Europa non è tra le aree del mondo più coinvolte nei flussi migratori. Ciò nonostante nel 2015 ha assistito al più elevato numero di arrivi mai registrato. Nel corso dell’anno sono state depositate più di 2 milioni di richieste d’asilo, l’84% delle quali da persone provenienti da 10 paesi, tra cui Afghanistan (406.300), Iraq (253.558) e la Repubblica Araba Siriana (675.668). La Germania, con la sua “politica delle porte aperte”, è il paese europeo ad aver ricevuto e accettato più richieste d’asilo, accogliendo 316.115 rifugiati, seguita dalla Francia (273.126). Per via della sua vicinanza alla Turchia, la Grecia, malgrado il basso numero di rifugiati accolti (30.239), è insieme all’Italia il paese che ha risentito maggiormente dell’emergenza migratoria, sperimentando un incremento senza precedenti di arrivi via mare (850 mila). Anche il nostro paese, trovandosi in mezzo al Mediterraneo, è la prima tappa europea per coloro che cercano di giungere dalla Libia: nel 2015 c’erano 118.047 rifugiati, pari all’1,9% della popolazione. 
AFRICA
Nonostante la questione dei rifugiati sia diventata di estrema attualità in Europa, costringendo i governi a trovare nuove soluzioni di accoglienza, il continente che ospita il più alto numero di rifugiati è l’Africa. L’Africa da sola, infatti, ospita il 26% dei rifugiati di tutto il mondo, di cui 18 milioni (fra cui si contano anche gli sfollati interni e i richiedenti asilo) sono aiutati dall’UNHCR. I rifugiati che di volta in volta vengono ospitati nei nuovi paesi provengono per la maggior parte da altri paesi africani. Ad esempio in Burundi, paese per lungo tempo instabile, è in atto un tentativo di colpo di stato dal 2015 che ha causato la fuga di 234.000 di cittadini verso Ruanda, Tanzania, Uganda, Zambia e Repubblica Democratica del Congo. Quest’ultimo ospita infatti 20.000 rifugiati provenienti dal Burundi e, inoltre, 106.000 dalla Repubblica Centrafricana e 245.000 dal Ruanda. 
AMERICHE
Il rapporto 2015 dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati fotografa il ruolo svolto dalle Americhe per l’accoglienza dei richiedenti asilo da una prospettiva particolare e generale. Dal primo punto di vista, si evidenzia come ciascuno dei Paesi del continente, soprattutto in area latina, abbiano compiuto notevoli sforzi per il raggiungimento di obiettivi di pacificazione del territorio e cooperazione socio-culturale, in maniera da ridurre i fenomeni persecutori da parte di entità politiche e criminali che causano i flussi migratori. Si evidenziano così i progressi, tra gli altri, della Colombia e del Centroamerica, mentre un ruolo importante viene assegnato agli accordi di cooperazione interstatale che legano USA, Canada e Messico per il controllo delle frontiere e l’assistenza a eventuali fuggitivi. 
MEDIO ORIENTE E AFRICA DEL NORD
Nord Africa e Medio Oriente è stata, ed è ad oggi, un’area geografica protagonista in materia di rifugiati. In particolare, le stime riferite al 2015 evidenziano la già drammatica situazione della Siria, dello Yemen e dell’Iraq, territori bistrattati da tensioni belliche che obbligano i residenti a fuggire e trovare asilo altrove, spesso anche in zone vicine e poco sicure. L’azione dell’UNHCR è stata tesa a garantire il riconoscimento e la tutela dello status di rifugiato, al fine di favorire la sicura collocazione di questa porzione di popolazione costretta a lasciare i propri confini. È stato stimato che oltre il 30% degli spostamenti interessa la zona qui analizzata. Con riferimento alla Siria, le stime indicano più di 6,5 milioni di sfollati nel paese e 4,6 milioni di rifugiati recatisi in Egitto, Giordania, Libia, Iraq e Turchia. Le condizioni di vita dei siriani sono rese complesse dalle politiche dei paesi ospitanti, spesso inadeguate a fronteggiare l’emergenza in aumento, dai livelli di sicurezza e, in ultimo, dalla difficoltà di raggiungere gli sfollati con aiuti umanitari. 
ASIA E PACIFICO
Nel 2015 nell’area asiatico-pacifica si contavano 3.800.000 rifugiati, 2.900.000 dislocati interni e 1.500.000 individui senza stato. In questa zona le nazioni più problematiche dal punto di vista dell’immigrazione sono l’Afghanistan e il Myanmar, dalle quali fuggono la maggior parte dei rifugiati. Nel 2015 gli immigrati afgani costituivano il secondo gruppo globale di richiedenti asilo in ordine di grandezza, prima di loro solamente i siriani. Sviluppi politici positivi, che stanno portando l’Afghanistan ad essere una democrazia sempre più reale, fanno ben sperare per il futuro di tale massa di individui. E a beneficiare di una ritrovata unità nazionale dovrebbero essere soprattutto i dislocati interni alla nazione. 
Hanno collaborato: Rosa Ciglio, Elisabetta Elia, Ludovico Maremonti, Valerio Santori, Rosa Uliassi















































