INFRARED: «Con la musica cerchiamo di trasmettere quello che ci piace»

Gli INFRARED sono un gruppo alternative rock italiano proveniente dall’interland milanese e composto da Tania Tiozzo (voce), Giovanni Mori (basso), Fabio Cau (batteria) e Davide Gherardi (chitarra).

La band INFRARED nasce nel 2015 da un’idea di Tania e Giovanni, entrambi appassionati di musica e desiderosi di intraprendere un progetto condiviso. I due hanno poi coinvolto anche gli altri membri fino ad arrivare alla formazione attuale circa due anni dopo.

Le radici musicali degli INFRARED si rifanno al rock alternativo anni ’90 con contaminazioni di altri generi musicali tra cui funky, pop, elettronica e noise.

Dopo una breve fase sperimentale, nel 2016 hanno pubblicato il loro primo EP di 5 brani dal titolo Infrared”, ottenendo riscontri molto positivi da parte della critica musicale . Lo stesso anno gli INFRARED condividono il palco del Fabrique di Milano con i Jane’s Addiction  e del Legend Club con Antimatter e Rezophonic, conquistando un’ampia fetta di pubblico.

Nel 2017 entrano nuovamente in studio affiancati da Larsen Premoli per la produzione del loro album Souls’’che uscirà il prossimo mese, anticipato dai singoliLifetime”, The End of My Beginning” e Plastic Veil” già in rete.

La redazione di Libero Pensiero News ha avuto il piacere di intervistare il bassista della band, Giovanni Mori, che ha gentilmente risposto ad alcune domande.

Come e quando avete deciso di dar vita al vostro progetto musicale? A cosa è dovuta la scelta del nome della vostra band?

«Prima di tutto, vi ringraziamo per averci ospitato su Libero Pensiero. Gli INFRARED nascono a metà del 2015 da un progetto di Tania (voce) e me al basso coinvolgendo poi Fabio alla batteria e arrivando solo nel 2017 all’attuale e definitiva formazione che vede anche Davide alla chitarra. Ci siamo piaciuti sia musicalmente che personalmente ed è nata l’idea di creare una band. Avevamo idee per alcuni pezzi, ci siamo trovati in sala prove e in breve tempo abbiamo realizzato un repertorio di brani inediti da portare in giro durante i live e un mini-album di 5 brani pubblicato a gennaio 2016. Il nome “INFRARED” era semplicemente il nome in codice di un pezzo che stavamo sviluppando ancora senza titolo definitivo. Ci è piaciuto subito e l’abbiamo scelto come nome della band. INFRARED è anche un pezzo dei Placebo, una band che amiamo molto.»

Nel corso della vostra carriera avete sperimentato un sound con radici radicate nel rock alternativo anni ’90 con leggere contaminazioni funky, pop, elettronica e noise. Avete dei modelli musicali? Quali sono gli artisti da cui vi sentite maggiormente influenzati?

«Siamo tutti cresciuti con la musica degli anni ’80/’90 quindi le nostre radici in parte sono lì. Le influenze sono varie perché ognuno di noi ascolta generi molto differenti partendo dagli Skunk Anansie ai Leprous passando per Guano Apes, Ben Harper, AC/DC, Stereophonics, Incubus oppure St. Vincent. Sono troppi gli artisti dai quali prendiamo ispirazione: sarebbe difficile fare una lista perché ci sarebbero troppi esclusi. Quello che ci piace cerchiamo di trasmetterlo con la nostra musica.»

Dopo circa un anno dalla vostra formazione avete pubblicato il vostro omonimo primo EP d’esordio, che ha riscosso notevole successo da parte della critica e condiviso il palco con Jane’s Addiction, Rezophonic e Antimatter. Come è stato aprire il concerto a questi mostri sacri del rock?

«Aprire i concerti di band già affermate è stato un onore, una grande emozione e opportunità. In particolare, aprire il concerto dei Jane’s Addiction è una di quelle esperienze che segnano nel cuore e nell’anima. È avvenuto tutto per caso quando il promoter con cui collaboravamo allora ci ha avvertiti con soli due giorni di anticipo di aprire il live al Fabrique di Milano. Neanche il pubblico sapeva della nostra presenza e quindi per noi è stata una sfida ulteriore riuscire a conquistarlo e scaldarlo prima degli headliner. Un po’ di timore c’era all’inizio perché si trattava di aprire il live di una band che è stata una delle colonne portanti del rock alternativo negli anni ’90, ma alla fine è stata un’enorme emozione oltre che una soddisfazione ricevere l’apprezzamento del pubblico. Un’altra esperienza che ci ha segnato è stata l’apertura dei concerti degli Antimatter e dei Rezophonic: sono state due esperienze che ci hanno concesso di avvicinarci e farci conoscere da un pubblico eterogeneo.»

Nel 2017 avete iniziato a lavorare al vostro album di debutto “Souls”, anticipato dai singoli “Lifetime”, “The End of My Beginning” e “Plastic Veil”,  la cui uscita è prevista a ottobre. Potreste gentilmente raccontarci qualcosa a riguardo?

«L’album ”Souls” che vedrà la luce i primi di ottobre, ha avuto una gestazione molto lenta e particolare. È frutto di un lavoro meticoloso che ci ha coinvolti per quasi un anno con l’aiuto di Larsen Premoli (RecLab Studios). Inizialmente avevamo una ventina di pezzi che abbiamo dovuto scremare per scegliere quelli da inserire nell’album. È un lavoro molto eterogeneo e ogni pezzo rappresenta un piccolo mondo, sia come genere musicale che come mood. L’abbiamo intitolato ”Souls” perché ogni pezzo rappresenta un’anima degli INFRARED. ”Souls” è anche un brano dell’album, uno tra i nostri preferiti.»

Dopo l’uscita del disco è previsto un tour di concerti per presentarlo? Quali altri progetti avete in serbo?

«Il disco verrà presentato il 12 ottobre al Rock’n’Roll Club di Rho (Milano) dopodiché lo porteremo in giro per l’Italia per suonarlo e promuoverlo. Non vediamo l’ora di farvelo sentire!»

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce nel 1994 a Vallo della Lucania (SA) e si trasferisce con la famiglia a Brescia (BS) dove attualmente vive. Amante della natura e dei viaggi e assiduo divoratore di libri e dischi ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News a partire da febbraio 2015.