Ambientalismo democratico

Salve a tutti, siamo un gruppo di attivisti che si sono stufati.
Ci siamo stufati di sentirci dire che il socialismo è morto e con lui il futuro.
Ci siamo stufati di sentirci dire che tutto ciò che conta, a questo mondo, è la crescita del PIL e trovare un buon lavoro per pagare le bollette.
Ci siamo anche stufati di sentirci dire che il futuro è ciò che hanno pensato e scritto persone morte oltre 100 anni fa.
Proprio per questo ci siamo incontrati, ci siamo seduti attorno ad un tavolo, e l’agosto scorso abbiamo fondato la pagina di Ambientalismo.

Qual è il nostro messaggio?
Noi vogliamo dire che il mondo è pronto per l’ambientalismo democratico, cioè la fusione tra l’ambientalismo e la socialdemocrazia. Una fusione che vada oltre le fonti rinnovabili e la raccolta differenziata.
Siamo nati in un continente ricco, che afferma di essere democratico, retto dai diritti e dalla ricchezza diffusa e condivisa. Eppure siamo nati in un continente nel quale la lotta per i diritti dei lavoratori non riguarda quasi mai tutti i lavoratori: uomini, donne, bambini (che in molti paesi lavorano anche in età infantile), animali, piante, macchine.

Siamo nati in un mondo nel quale tutti considerano ovvio che un centro commerciale sia ricchezza, mentre una foresta o un lago no (a meno che il lago non abbia un giacimento sotto di sé); un mondo nel quale ogni giorno migliaia di animali muoiono o vengono torturati, ma pochi considerano immorale questo fatto, perché tanto “sono animali”. E quando facciamo notare che questo è dovuto allo specismo diffuso nella cultura, paragonabile al razzismo diffuso negli USA del XIX secolo o alla cultura borghese europea, la gente storce il naso.

Siamo nati in una cultura dove è normale difendere le tradizioni locali, la cultura regionale, la ricchezza e il valore delle piccole comunità, eppure nessuno difende per davvero gli ecosistemi, i piccoli habitat, gli ambienti naturali dove vivono migliaia di animali e di piante. Noi vediamo l’attuale difesa della natura e del territorio, degli animali e delle reti alimentari come una difesa paternalistica: l’uomo decide e se ha voglia aiuta l’ambiente. Come se l’ambiente andasse tutelato, ma solo per un ritorno economico o per un interesse personale da parte degli umani.

Volendo rimanere al parallelismo rispetto al XIX secolo, ci ricorda da vicino la visione dei borghesi di sinistra che aiutavano il popolo senza dare al popolo il diritto di voto o il reale potere. “Tutto per il popolo, niente attraverso il popolo”, ricordava Voltaire. A nostro parere, invece, dovremmo emancipare l’ambiente e dargli gli strumenti e la forza per poter decidere ed essere indipendente.

Questa è l’essenza dell’ambientalismo democratico che portiamo avanti.

La specie umana e le sue strutture, la società umana e le sue istituzioni, l’umanità e la sua cultura non sono superiori, bensì pari all’ambiente, agli animali, alle piante, agli ecosistemi.
Proprio per questo, a nostro avviso, bisognerebbe introdurre nella civiltà alcuni punti essenziali:

  1. Ogni persona, ogni lavoratore, ogni animale, ogni pianta, ogni essere vivente ha diritto alla propria esistenza, alla salute, ad un equo compenso, ad una tana nella quale rifugiarsi, a muoversi e a spostarsi, alla cultura e alla conoscenza. Ogni essere vivente deve avere diritto a scegliere per la propria esistenza;
  2. Ogni ecosistema deve avere il diritto fondamentale ad autodeterminarsi, a poter decidere per se stesso. Ogni ecosistema deve avere il diritto di rifiutare l’incontro e gli interventi umani al suo interno;
  3. I diritti del singolo, di ogni singolo, e quelli della società e degli ecosistemi, devono convivere. Questo che sembra un assurdo porta, in realtà, a un equilibrio. I diritti degli uni vanno equilibrati con i diritti degli altri.

a cura del gruppo di Ambientalismo democratico

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