La crescita delle aziende di imballaggi e trasporti

L’e-commerce è un settore che non conosce crisi: dal 2010 questo settore è in perenne crescita e nel giro di soli sette anni ha visto un aumento del 300%. Infatti, dagli 8 miliardi prodotti nel 2010, si è passati ai circa 23,6 miliardi del 2017. Ma non finisce qui: a questa crescita corrisponde anche una crescita esponenziale delle aziende che si occupano di offrire servizi di trasporto e imballaggi.

All’enorme numero di click per gli acquisti online corrispondono, proporzionalmente, montagne di scatole di cartone, nastri adesivi e imballaggi. Un esempio? L’UCIMA (acronimo di Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) ha chiuso l’anno 2017 con un fatturato di circa 7 miliardi di euro.

Le aziende italiane che si occupano dei servizi legati al consumo online sono diventate vere leader del mercato europeo: della produzione tricolore di imballaggi circa l’83,3% rifornisce il mercato europeo. Le 600 industrie e i 30mila addetti che le compongono contendono con la Germania il ruolo di leader mondiale.

Ma come si è arrivati a questo traguardo?

Sicuramente buona parte del merito è del piano Industry 4.0 che ha favorito l’adozione di tecnologie innovative ed efficienti, tese a migliorare la qualità e la quantità di scatoloni e di imballaggi coprendo l’enorme richiesta dovuta alla crescita dell’e-commerce.
Inoltre è stato stimato che la crescita economica delle aziende italiane di imballaggi e trasporti andrà incontro a una crescita del 5% entro la fine del 2018.

Ambiente? un problema risolto

La montagna di scatoloni prodotta è un problema che assilla da anni gli ambientalisti; secondo Comieco (il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di carta e cartone) nel 2017 i Comuni hanno raccolto più di 3 milioni di tonnellate di cartone.

Le aziende italiane stanno cercando di risolvere anche questo problema producendo imballaggi biodegradabili. Una soluzione che ha accontentato sia i Comuni, sia gli ambientalisti preoccupati per lo smaltimento e soprattutto per l’igiene degli imballaggi alimentari, sia le aziende che vedono in questa soluzione la possibilità di diventare ancora più competitivi a livello europeo e affermarsi ancora di più a livello mondiale.

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