Sirente: «Godere appieno dell'oggi è la chiave per arrivare vivi a domani»
Fonte: pagina Facebook dei Sirente

Venerdì 20 novembre è la data che segna l’ingresso in scena di una della realtà più giovani e promettenti dell’intero territorio abruzzese : “Vivi a domani”, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali, è il singolo di debutto di Jonathan Di Felice (voce), Valerio Giuliani (chitarra), Riccardo Giuliani (basso) e Matteo Fontana (batteria), in arte Sirente.

Da sempre alla ricerca di una propria evoluzione musicale e personale, i Sirente hanno compiuto dalla loro formazione ad oggi passi da gigante; ciò lo si scorge dall’ascolto del primo inedito, canzone attraverso la quale il quartetto aquilano ha voluto dare un piccolo assaggio del proprio stile musicale capace di fondere scrupolosamente elettronica e indie pop dalle aperture melodiche di notevole estro. Alla scrittura lineare ma incisiva, la band combina sapientemente la parte strumentale, dove la propensione dei synth disegna traiettorie sonore di gran classe.

E sta arrivando un altro settembre e un po’ mi fa paura
ma questa notte mi stringe forte e non mi fa cadere.
Il cielo sembra crollarmi addosso da questa pianura
ma io lo so, che lei mi vuole bene.

Vivi a domani” offre uno spaccato di una generazione orfana di prospettive che reclama a gran voce. Vuoi per forze interne, vuoi per cause esterne il futuro prossimo venturo appare in tempi incerti più che mai tentennante: vivere un presente soddisfacente seguendo le proprie inclinazioni ed attitudini personali è la chiave per imbrigliare l’angoscia e organizzare un di là da venire della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

Per saperne di più sui Sirente e sulla loro musica, la nostra redazione ha posto loro qualche domanda:

Ciao ragazzi, è un grande piacere avervi ai nostri microfoni. Ci raccontate chi siete e come vi siete conosciuti?

(JONATHAN – Voce): «Ciao a tutti, grazie a voi per lo spazio! Siamo quattro ragazzi che vedono nella musica un ausilio per comunicare quanto di più recondito si ha dentro. Conoscendoci da parecchi anni, coltiviamo tra noi un forte legame d’amicizia. Come band suoniamo insieme dal 2016; il progetto Sirente, nato nel marzo del 2020, è tuttavia recentissimo.»

La musica è un’amica silenziosa pronta a darti una mano senza chiedere nulla in cambio, aiuta ciascuno di noi negli attimi bui e riempie di colori gli istanti migliori: appena ci tocca l’anima con le sue note si trasforma in un sigillo d’identità, nel nostro grido di battaglia. Se voi Sirente poteste descrivere con un’unica parola questa passione comune che vi unisce, come la definireste e perché?

(MATTEO – Batteria): «“Domani” perché, nonostante le varie peripezie della vita, un roseo avvenire è quanto la musica ci ha consentito di avere.»

La prima esperienza musicale dei Sirente si è concretizzata con la pubblicazione della canzone d’esordio Vivi a domani. C’è un qualche particolare vicissitudine che vi ha ispirati in fase di scrittura?

(RICCARDO – Basso): «“Vivi a domani” vuol essere un invito per tutti coloro che si sentono smarriti e hanno pertanto il bisogno di ritrovarsi. Il mio augurio è che trovino in qualcosa o in qualcuno la forza necessaria per andare avanti, esattamente come noi abbiamo fatto con la musica.»

L’incapacità dell’essere umano di concentrarsi sul momento attuale è palese: ciascuno di noi tende a rivolgere la mente al futuro. Quando ci si relaziona ad esso, anche solo con il pensiero, l’errore più grande che si possa commettere è ammirarlo con gli occhi del presente, senza tener conto che è un qualcosa di indefinito che ha ancora da venire. Alla luce di questo, a vostro parere, qual è la maniera più idonea per “arrivare vivi a domani”?

(VALERIO – Chitarra): «Credo che godere dell’oggi nel pieno delle proprie possibilità sia la chiave per arrivare vivi a domani”.»

In riferimento a ciò che è stato finora il percorso musicale dei Sirente, quali sono le maggiori difficoltà che potrebbe incontrare un artista emergente nel mercato musicale odierno? Come dovrebbe affrontarle?

(JONATHAN – Voce): «Ritengo che l’essere schiacciato dalla tanta, troppa concorrenza sia una delle complessità maggiori per chi muove i primi passi nel mondo della musica: c’è davvero poco spazio per i neofiti in cui inserirsi per avere la visibilità che meriterebbero. La svolta per emergere sta nel rendersi interessanti e, ovviamente, scrivere musica che arrivi dritta al cuore del pubblico.»

Vincenzo Nicoletti

Greenpeace

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui