Cinque classici della letteratura italiana che dicono no a Salvini

I grandi classici della letteratura possono esprimere una posizione politica sull’attualità, magari più o meno manifestamente contraria, a Matteo Salvini? Certo che sì. Del resto è ben noto: la letteratura, per sua natura, nutre il pensiero e schiude i confini e le opere considerate “classici”, di qualsiasi genere esse siano, sono in grado di farlo ancora meglio. Il potere della letteratura di raccontare e plasmare la realtà è quindi grandissimo.

Lucia Borgonzoni, sottosegretaria leghista alla cultura del governo Salvini-Di Maio, ha recentemente dichiarato «non leggo da tre anni». Poche parole, forse innocenti, e tuttavia emblema di una grave decadenza culturale, in piena sintonia con la storica e ostentata avversità leghista nei confronti della letteratura.

Tra classici della letteratura e Salvini

Ma davvero il consenso al “movimento che non legge” arriva da elettori che non hanno mai aperto un libro? Sarebbe irrispettoso affermarlo, nonché inesatto. Forse chi ha votato Lega ha letto pessimi libri, o semplicemente non ha riflettuto abbastanza sul significato di tutti gli altri.

In quanto boriosi e incalliti radical chic sempre pronti a pontificare, non possiamo davvero lasciarci sfuggire un’occasione così ghiotta per dare qualche lezioncina. Scommettiamo che se leggeste, o rileggeste sotto una diversa luce, questi cinque classici della letteratura italiana (sì, prima gli italiani naturalmente) non rivotereste Salvini?

Il Milione, Marco Polo

Cinque classici della letteratura italiana che dicono no a Salvini

Il viaggio del celeberrimo mercante Marco Polo ha pochi eguali nella storia della letteratura, forse perché non racconta di terre e reami fantastici, ma di un’incredibile avventura realmente vissuta: quella dalla laguna di Venezia, passando per le vie della seta dell’Asia centrale, fino alla magnifica corte di Kublai Khan.

Quello che possiamo leggere dopo secoli è purtroppo solo un carteggio a sfondo commerciale, ma ad emergere da queste pagine è invece un trattato etnografico, denso di dettagli, che traccia un affresco straordinario di popoli e culture dell’immenso continente asiatico nel XIII secolo. Tra le parole ormai consumate dal tempo, palpita ancora vivissimo l’entusiasmo e la meraviglia dello scrittore per il nuovo mondo che va a scoprire.

Viaggiare apre la mente, si sa. Appropriarsi dello spirito de Il Milione, improntato alla curiosità verso la diversità della famiglia umana, oggi significa riflettere sulla questione del multiculturalismo e dell’immigrazione, tanto cari alla Lega e ai suoi elettori, con un atteggiamento del tutto diverso dalla diffidenza o dall’ostilità. Anche perché, dopo aver letto dei “bizzarri” usi e costumi degli antichi popoli mongoli, le peculiarità culturali di qualche migrante africano non potranno farvi più nessun effetto.

Dei delitti e delle pene, Cesare Beccaria

Cinque classici della letteratura italiana che dicono no a Salvini
Fotografo: Fotogramma

Il pamphlet illuminista di Cesare Beccaria si inserisce nel novero delle opere più influenti del pensiero occidentale: da subito di grande successo, il breve e appassionato opuscolo ha plasmato il pensiero giuridico moderno della nostra civiltà, trascinandola via dalle tenebre della tortura, della pena capitale e dell’arbitrarietà del potere.

Ha fatto qualcosa di infinitamente prezioso: ha fondato il nostro concetto di umanità, rispettoso della dignità e della vita di ogni persona. Ogni pena non deve ispirarsi alla vendetta e all’intimidazione ma all’educazione e alla protezione, commisurata ai delitti secondo leggi rispettose degli esseri umani, si legge.

Ricordiamoci di queste parole, anche voi elettori della Lega, quando ascoltiamo espressioni scarne quali “sto coi poliziotti senza se e senza ma” oppure quando si parla di difesa sempre legittima, di ronde, di castrazioni chimiche o di altre condanne “esemplari”, magari da tenersi in pubblica piazza, con una certa leggerezza. Una pregiudicata e irrazionale durezza delle pene e dei castighi non significa mai più giustizia e sicurezza, ed erode al contempo i nostri fondamentali valori di convivenza.

Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino

Cinque classici della letteratura italiana che dicono no a Salvini

Italo Calvino l’ha fatta davvero, la Resistenza. Ne conosceva le luci come le ombre, ma era consapevole innanzitutto della sua indispensabilità per la costruzione di un mondo nuovo sulle ceneri del vecchio, terribile e ingiusto. Sapeva di cosa parlava quando, con spirito di testimonianza neorealista, portava al pubblico il suo primo romanzo.

Il protagonista, Pin, è solo un bambino, ma cresce in un mondo di grandi, dilaniato dalla guerra. Non è in grado di comprendere gli eventi che lo circondano, a cominciare dalla forza dell’arma che nasconde presso quel sentiero dei nidi di ragno. Alla fine però si schiera con un gruppo di partigiani, che sono tutto fuorché gli eroi immacolati e coraggiosi della retorica. Sono i peggiori partigiani possibili, ma anch’essi, quasi per caso e per convenienza, incarnarono i valori della libertà e combatterono per il riscatto morale e materiale di un popolo.

La Resistenza ha fondato la nostra Repubblica. Memori di questo e consapevoli del significato profondo di queste pagine, ogniqualvolta si minimizza il fascismo, e anzi se ne sottolineano i lati positivi, si paventa l’abolizione della legge Mancino, si cita il Duce e si disertano le celebrazioni del 25 aprile, è necessario dissociarsi.

Il nome della rosa, Umberto Eco

L’atmosfera dei monasteri benedettini descritti nel romanzo firmato dal filoso Umberto Eco è davvero inquietante e opprimente. Opprimente quanto lo è il clima culturale che rispecchia con grande accuratezza storica quello del Medioevo.

La vita dei contemporanei di Guglielmo da Baskerville è permeata dal totalitarismo religioso dell’Inquisizione, che sottomette ai suoi dettami uomini e donne e proibisce il sapere non conforme al messaggio cristiano e alle gerarchie ecclesiastiche. Tutto questo sembra per fortuna solo un lontano ricordo. Eppure Salvini ha ripreso ad agitare minaccioso rosario e Vangelo durante i comizi elettorali, giurandovi fedeltà assoluta.

Cinque classici della letteratura italiana che dicono no a Salvini
Fotografo: Daniel Dal Zennaro

Per il leader leghista-identitario, i cosiddetti “valori cristiani”, dai crocefissi negli uffici pubblici ai temi etici e della famiglia (certo non l’accoglienza dello straniero), vanno affermati e imposti quasi come prerequisito essenziale della cittadinanza, in un diffuso e rinnovato fervore da crociata. Dite che è giusto, che si tratta delle nostre radici? Magari l’efferatezza di Bernardo Gui e la follia anti-culturale del monaco Jorge vi faranno cambiare idea.

Vieni via con me, Roberto Saviano

No, non poteva davvero mancare Roberto Saviano, l’assoluta e autoproclamata arci-nemesi di Matteo Salvini. Una contrapposizione aspra quella dell’intellettuale casertano con il segretario della Lega, senza esclusione di colpi e di querele.

Il suo Vieni via con me, tratto dai celebri monologhi e interventi dell’omonimo programma TV prodotto con Fabio Fazio, non sarà un grande classico ma sintetizza il contributo di una delle voci del giornalismo e della letteratura italiana (e mondiale) più importante degli ultimi decenni.

Sì, Saviano è abbastanza antipatico e saccente, ve ne diamo atto, e non ha certo sempre e comunque ragione. Tuttavia quello che conta è che le otto storie (tratte dalla realtà) di questo piccolo libro raccontano la carne viva dell’Italia contemporanea, ne denunciano tragedie e misfatti, e ne sottolineano anche la capacità dei cittadini di lottare per il bene comune.

Cinque classici della letteratura italiana che dicono no a Salvini

Al centro vengono messi i reali problemi del Paese, ossia i cancri della corruzione, della criminalità e dell’inefficienza. Non si fa mai menzione di invasioni, allarmi sicurezza, annacquamento dei valori, gabbia UE o di economia creativa stile Flat Tax, con buona pace della retorica salviniana.

Ora sta a voi, elettorato sedotto da Salvini, aiutarvi con la letteratura e chiedervi quali siano le vere priorità politiche del nostro Paese e i suoi valori.

Luigi Iannone

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Classe '93, salernitano, cittadino del mondo. Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e laureando in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. Ateo, idealista e comunista convinto, da quando riesca a ricordare. Appassionato di politica e attualità, culture straniere, cinema, videogames, serie TV e musica. Curioso fino al midollo e quindi, naturalmente, tuttologo prestato alla scrittura.

52 COMMENTI

  1. Li ho letti tranne Beccaria..Mi è piaciuto molto “il sentiero dei nidi di ragno ” tanto che
    è stato il primo libro che diedi da leggere a mio figlio tanti anni fa e ora lo sta leggendo mio nipote…

      • Paperino e Tex Willer insegnano comunque a non votare Salvini.
        Salvini rappresenta le giubbe blu corrotte e i proprietari terrieri che usano l’inganno per cacciare indiani e contadini.

  2. A parte Saviano, che è tutto tranne che autore classico e che certamente non merita di essere annoverato fra gli scrittori degni di nota, li ho letti tutti. Sono laureanda. E sì, avrei votato Lega. Purtroppo la vostra ignoranza è anche la vostra debolezza: sta a dire che siete incapaci di creare critiche circostanziate alla controparte politica, affossandovi nella sterile idea che l’elettore della Lega sia un povero ignorante. Alla Lega conviene che pensiate così, da un lato vi qualificate poveri di pensiero, dall’altro accrescete il suo consenso. Continuate pure così, però ecco, magari un po’ meno stereotipi, dato che vi vantate d’essere liberi pensatori ed assidui lettori… il che risulta incompatibile alla vostra chiusura mentale. Saluti.

    • Essere laureandi in una qualsiasi facoltà universitaria non vuol certo dire essere intelligenti, men che meno dignitosi di esprimere elaborate strategie di manovra dell’opposizione. Forse si può criticare quella parte di Italia che si oppone alla Lega di ingenuità sul esito del voto, e sulle promesse elettorali, ma non si può certo dire che siano tutti ignoranti né che Saviano non sia un intellettuale. Chiunque ha una conoscenza di base della storia sa che la storia ride dei conservatori, di coloro che si oppongono al progresso sociale ed economico. Riderà di voi per le politiche di immigrazione che anziché vederle come una risorsa le vedrà come un problema. Riderà del incoerenza patologica e riderà del ostinato tentativo di mantenere fasulli principi pseudo cattolici e tradizionalisti. Rideranno di voi. Che vi siete nascosti dietro la paura del nuovo e del diverso.

      • Dalla Santa Inquisizione in poi la Storia è piena di “beceri”, oggi diciamo di Salviniani, culturalmente parlando. Mieteranno per qualche anno i loro successicp erchè il popolo è gregge ed è facile raggirarlo… ma il destino loro continua ad essere la pattumiera della Storia.

      • La storia riderà di tutti noi, incapaci nell’affrontare i problemi veri, ognuno inseguendo la propria ideologia, chi del #portichiusi chi #portiaperti. Anzi, dirò di più, NON incapaci, bensì colpevoli e conniventi verso una politica becera, colonialista e sfruttatrice nei confronti dei paesi poveri, Africa in primis: ma questo ci fa gioco, per pagare MENO tutta la merce che consumiamo, dal cibo alla tecnologia. Il problema, fossimo davvero onesti intellettualmente, andrebbe risolto alla radice, con politiche serie, costruttive, coraggiose e… antieconomiche per noi, ovvero aiutando i paesi poveri, anziché sfruttandoli, impoverendoli se non, addirittura, fomentando guerre interne fornendo d’armi la “tribù amica”. Una politica, questa, che non ha colore, non è “destra” o “sinistra”: anzi è “sinistra” e basta, nell’altra accezione del termine. Dall’Africa scappano ma nessuno dice perché,’importante è aprire (o chiudere) i porti) quando – tra l’altro – un numero imprecisato di persone che fuggono dai loro paesi in guerra o in quanto sfrattati dalle loro legittime terre per… “un pugno di dollari/euro”, muoiono nell’attraversare i migliaia di chilometri che li separano dalle coste. Di questi non parla nessuno, figli di un Dio minore, riposino in pace. Amen, come le nostre coscienze.
        https://raiawadunia.com/le-vere-ragioni-dellimmigrazione-africana-il-furto-della-terra/
        https://www.rightsreporter.org/migranti-ne-muoiono-piu-nel-deserto-nel-mediterraneo/

    • Roth c’è un detto veneto: “viajar descanta, ma chi che parte mona torna mona”.
      Il fatto che tu abbia deciso di votare Lega è perché magari, leggendo quei libri, ti sei schierata con l’Inquisizione, le SS, i torturatori o gli isolazionisti.
      Con quei libri probabilmente si hanno abbastanza valori da comprendere la truffa leghista, ma se una persona non ha le capacità mentali minime necessarie a comprendere un testo scritto può anche leggere 1.000 libri e restare semi-analfabeta.
      Borghezio ha una libreria enorme, eppure è un fanatico malato di mente.
      Tu sei laureanda, eppure sei una stolta coi fiocchi.

    • Bravissima. Devi essere una laureanda che che studia e che capisce quello che studia. In molte persone il capire non serve. Per sentirsi qualcuno sono convinti basti dichiararsi di sinistra. Mi auguro che tu possa usare il tuo sapere in Italia e per essere apprezzata non sia costretta ad andartene all’ estero.

  3. Se mi è concesso aggiungerei qualsiasi altro libro tranne che questi! I primi 2 l’autore dell’articolo e la quasi totalità delle persone non li hanno mai letti interamente; il terzo viene citato solo perché legato alla partigianeria e sinceramente è la peggiore opera di Calvino; il quarto preferisco vedermi 100 volte il film e ascoltarmi “Sign of the Cross” dei mitico Iron Maiden piuttosto; il quinto non si dovrebbe nemmeno commentare ma solo gettare nella cloaca maxima! In compenso ho letto gentaglia come Dante, Eliot, Rimbaud, Henry James, Pound, Frazer, Pavese, Poe, Whitman… ovviamente non all’altezza di Saviano!

  4. Ah ah!! Ho conosciuto letterati atei e comunisti che parlavano e agivano come se non peggio di Salvini. Articolo all’acqua di rose

  5. Io ho letto Guerra e Pace, Anna Karenina, i Buddenbrook e la Montagna Incantata (nota: ho saltato solo una quindicina di pagine su seicento e rotte, fatelo voi), i Karamazov e l’Idiota, e ho votato Salvini. Sono senza speranza?

    • bravissimo idem per me e ho letto oltre i libri citati da te ( e senza salta re neanche una pagina perchè sono una precisa precisa) ho letto anche trei dei 5 citati nell’articolo, mi manca Beccaria e Polo che sono sul comodino nella pila di libri da leggere da cui attingo, eppure ho votato Salvini, ti dirò di più se si andasse alle elezioni domani lo rivoterei.
      Silvia

  6. come propaganda siete messi peggio della Corea del nord.
    saviano è un autore di classici ?
    Forse del copia e incolla, e con zero zero zero, pure del copia e incolla venuto male..
    No grazie, sono stato in 4 continenti, ultimamente in Siria, vicino a dove il piccolo Mohammad faceva la propagandda rilanciata da Saviano, e dopo aver letto 3 dei libri sopra elencati, e conoscere molto da vicino la realtà , di cui Saviano a che tempo che fa, faceva narrazione di propaganda, dico che ritornero’ a votare chiunque stia sulle scatole a voi e al guru’ di Caserta.
    Almeno ho la garanzia di oppormi al pensiero unico ,non libero e molto superficiale, di cui voi siete esponenti.

  7. Laureato in legge con master di II livello. Li ho letti tutti, escluso Saviano che ha uno stile narrativo che mi irrita (ma poi, Saviano un classico? Ma siete seri?).

    Ho votato e voterò lega.

  8. Ti sei dimenticato di dirci per quale partito PD dobbiamo votare. Anche per rispetto della Ministra alla Pubblica Istruzione, laureata, diplomata, maturata e coltissima.

  9. Partiamo dal nome del blog “libero pensiero”, suggerisco di cambiarlo in “pensiero unico dominante”.
    A parte che a 25 anni, passati per la maggior parte come studente, credo che tu non abbia ancora idea di come sia duro per la maggior parte delle persone che disprezzi guadagnarsi il pane e contribuire a quel PIL che tanto agita i mercati.
    Se per cultura infatti intendi solo ciò che si legge nei libri allora si capisce già quanto il tuo mondo sia limitato.
    Non voglio poi sparare sul livello della tua cultura letteraria ma uno che inserisce Saviano tra i classici forse sarebbe meglio ripetesse ii suoi studi a partire dalle scuole elementari.
    Forse ti fossi fermato al diploma di scuola media espandendo un po’ il tuo mondo chiuso, non avresti mai scritto simili sciocchezze.

  10. Tranne l’ultimo titolo, di cui non sento assolutamente la mancanza, e trovo irrispettoso accostarlo agli altri, sono perlopiu’ d’accordo con l’analisi ma dissento totalmente sulle conclusioni: il fatto di amare la cultura non impedisce di avere visioni diverse, ed il poco rispetto che mostrate da quelle diverse dalla vostra mi conferma che votare Lega è stato positivo anche per distinguermi da una certa presunta superiorità culturale elitaria di cui non mi sento parte.

  11. Ma come si possono accostare simili letture al voto dato a Salvini… Lei Dott iannone e’ davvero sconcertante !!!

  12. Siete dei grandi!
    La nostra unica speranza è che possiate continuare così. Voi sinistri non ci avete ancora capito na fava ma siete mitici.
    Campioni del nulla, vaganti del vuoto. Restate voi stessi per favore.

  13. Non leggo buona parte degli stronzi da te citati. Leggo, Dante, Platone e Nietzsche. Sono contento e quando sono inkakkiato lwggo Sorel e il giocane Mussolini. E vivo meglio.

  14. Da quando Saviano lo mettiamo tra i classici?? 😂😂 Forse, dovreste fare un ripassino!!
    E comunque, Salvini, esce da un liceo classico, così, per dire…
    Potete continuare a rosicare…😂
    #ridicoli

  15. Suppongo che il Ministro dell’Ignoranza con la terza media che si spacciava per laureata fosse più di vostro gradimento.

  16. Ne ho letto qualcuno in più. Diciamo centinaia in più. Certo non Saviano. Non è scrittore, nè classico. E voto convintamente LEGA. Articolo strumentale, costruito sul nulla.

  17. Guardi, approvo Salvini e le pareti di casa mia sono occupate da librerie e scaffali ricchi di libri, che ho letto.
    Compresi 3 della sua lista, non Beccaria ma soprattutto non Saviano e le sue perle di saggezze sciorinate
    da Fazio. Ho letto e leggo ogni sorta di letteratura, di mestiere faccio l’artista, mia madre ancora vivente
    è un’artista, mio padre era giornalista amico di Montanelli, che quand’ero ragazzino ebbi il piacere di conoscere
    personalmemte. Vivo, mi guadagno il pane, dipingendo, illustrando, suonando, scrivendo e insegnando,scherma.
    Sono veneziano e le ricordo che Marco Polo era un feroce odiatore di musulmani di cui descrive
    la ferocia nel capitolo dedicato a Mosul.
    Una vita consacrata all’Arte, 43 anni di lavoro continui ed indefessi mi hanno portato alla
    convinzione che se esiste un vero pericolo in Italia per la Cultura, questo è rappresentato dalla Sinistra.
    L’Italia è stata portata sulla strada della mediocrità, della banalaità, del politicamente corretto che
    castra ogni palpito del cuore; si è perduto il senso del merito e del sacrificio, la Cultura usata per
    ottenere vittorie elettorali è stata poi svuotata della sua capacità di creare ed innovarsi seguendo
    gli esatti dettami del pensiero gramsciano in proposito. Le consiglio di leggere “Il lavoro culturale”
    di Luciano Bianciardi che già nel 1957, quando io avevo 3 anni, delineava perfettamemte l’impatto
    nefasto delle sinistre sul Paese. Lei è un omuncolo pagato, almeno si spera, per seminare
    pseudo cultura e luoghi comuni, intanto questo lo sfatiamo: a destra oppure nella Lega si legge
    tantissimo.

  18. L’incredibile commento non firmato, ma intitolato “Roth”, spiega in modo esemplare come e perché siamo finiti in balia di questo Governo.

  19. Gentili (e meno gentili) lettori e lettrici,
    Avete commentato e letto in tanti e innanzitutto vi ringrazio. Voglio rispondere alle perplessità che in molti avete espresso riguardo all’articolo:
    1) Saviano. Se leggete con attenzione, ho sottolineato quanto lo scrittore di Caserta non incontri il mio gusto, e quanto non sia un classico pari agli altri, per ragioni temporali innanzitutto. Rammento che in ogni caso sia un autore conosciutissimo e apprezzato all’estero e anche molto venduto. Le mie e le vostre posizioni non possono cancellare questo dato di fatto. Ho pensato di inserirlo, come si dice chiaramente, per collegarsi in modo efficace all’attualità politica e spaziare il più possibile nella selezione dei titoli. Ed anche come provocazione per la recentissima polemica tra lo scrittore e il Vice-Premier Salvini. Non siete d’accordo con la mia scelta? Non credete sia all’altezza degli altri titoli? Non concordate nemmeno con la selezione degli altri? Rispetto la vostra opinione, vi esorto ad esprimerla e argomentarla, siate cortesi e rispettate la mia.
    2) In molti hanno sottolineato come leggano e abbiano comunque votato Salvini. Benissimo, mai detto che chi legge non può votare Lega o è ignorante e analfabeta. Lo specifico proprio all’inizio del pezzo, vi invito a rileggere con più attenzione. Non dovete sentirvi offesi o attaccati se un redattore, col massimo rispetto possibile, vi invita a riflettere sul vostro voto attraverso delle proposte di lettura e di attualità. Volevo riflettere su concetti e valori essenziali della nostra storia insieme a voi, non contro di voi. Cambiare idea è democrazia. Questo pezzo si rivolge proprio ai leghisti, che per forza dovranno essere lettori. Se vi infastidisce che qualcuno provi a discutere con voi di significato e di messaggio letterario per provare a rapportarli all’attualità, e il voto a Salvini non si può discutere, mi dispiace per voi. Io chiaramente porto avanti una posizione sul significato di quei libri, è il mio lavoro, voi la vostra. Si può farlo serenamente. Potete votare Lega e leggere questi libri, senza cambiare idea. È un vostro diritto.
    3) Devo dirvelo. Mi sarebbe piaciuto che nascesse una discussione più serena e rispettosa, più sui contenuti dell’articolo (e colgo l’occasione per ringraziare davvero chi l’ha fatto, magari con proposte di lettura, anche se in disaccordo con me), ma evidentemente pretendevo troppo, di questi tempi va così. Le accuse all’indipendenza mia e della mia redazione, le risatine e gli insulti pregni di cattiveria e privi di argomentazione le lascio a voi. Si commentano da sole. Non ci conoscete, non mi conoscete. Siamo un gruppo di ragazzi e di ragazze che lavora sodo e sappiatelo, senza guadagno, ma solo per esprimere le nostre posizioni. Abbiate un po’ di rispetto, o quantomeno di educazione se vi è possibile. Con il PD e Saviano non c’entriamo assolutamente niente, anzi ne siamo molto critici, vi invito a leggere gli alti miei pezzi e quelli dei miei colleghi!

    Vi saluto e vi ringrazio per la lettura

  20. Caro Iannone, la lettura si qualifica anche per la qualità della comprensione. La tua appare non superiore a quella di un bambino di 7 anni.

  21. Avessimo letto veramente non avremmo mai cambiato la Carrozza in favore della Fedeli. Ed invece Renzi ha pensato di paracadutare la Fedeli nella città della Carrozza (Pisa, la città con le tre Università tra le prime 10). E per la prima volta Pisa ha mandato a Roma un leghista…

    • reazione di pancia e non di testa; quella dei Pisani intendo non quella che ispira il tuo commento;speriamo si torni a ragionare: noi speriamo che ragioniamo per parafrasare il titolo di Marcello D’Orta

  22. Copio/incollo una delle alterazioni della realtà di questo articolo cretino e falso, poi commento:

    “Lucia Borgonzoni, sottosegretaria leghista alla cultura del governo Salvini-Di Maio, ha recentemente dichiarato «non leggo da tre anni». Poche parole, forse innocenti, e tuttavia emblema di una grave decadenza culturale, in piena sintonia con la storica e ostentata avversità leghista nei confronti della letteratura”.

    La Borgonzoni, peraltro ottimamente laureata, ha dichiarato che, cito a memoria ma c’è un video in rete a conferma ed il senso e inalterato, “sono tre anni che non leggo un libro per il piacere di farlo perché il mio tempo è così ridotto che le mie letture sono dedicate esclusivamente alla mi attività politica, dovendo studiare testi di economia e diritto”.

    Articolo da buttare nel cesso, e dopo che nella lista dei libri da leggere è citato il condannato per plagio Saviano, non bisogna nemmeno tirare lo sciacquone: lasciamo lo lì a puzzare.

  23. Letti i primi quattro, il quinto è tutto tranne che un classico, perfetto come fermaporta. O come riserva di carta igienica nel caso termini il rotolo ufficiale.

  24. Saviano un clessico??? Chi ha scritto questa cazzata avrebbe bisogno di studiare un po’, almeno le nozioni di base per capire cosa sia un classico…

  25. Li ho letti tutti ad esclusione di Saviano ma sono comunque di destra. La letteratura non deve essere utilizzata quale strumento di lotta politica e soprattutto non commettete l’errore di pensare che a sinistra siano tutti accaniti lettori aperti di mente… Vedo gente sfoggiare con orgoglio bandiere con Mao, Lenin, Stalin e Castro dei quali si può dire tutto tranne che essere simbolo di libertà, democrazia così tanto declamate dalla sinistra.

  26. T’ho, ho letto quasi tutti i libri che consigliate, insieme ad altre centinaia che custodisco gelosamente, mi sono laureato pur lavorando da quando avevo 20 anni, ma voto e voterò di nuovo Salvini. Basta vivere nel mondo reale, prendere i mezzi di trasporto , andare a fare la spesa per capire che questo paese se vuole sopravvivere ha bisogno di una robusta riordinata, tutto il resto è fuffa radical chic.

  27. Buongiorno,ho 34 anni voto casa pound e concordo per il momento con Salvini e..sorpresa ho letto 3 dei 4 libri che citate ad esempio,tranne Saviano piutto stoleggo topolino o harmony.
    Il milione è uno dei miei libri preferiti anche se è una semplice relazione commerciale l’abilità è una descrizione mervigliosa del mondo orientale,ma è anche un inno d’amore alla propria patria ,nonostante le richezze ,le meraviglie e i favori del Khan i Polo restano Veneziani desiderosi di tornare a casa.Potevano essere ricchi e potentissimi funzionari del più grande imperodel mondo scelsero di tornare a casa . Cosa centra con Salvini? Forse nell’amor patrio

    Beccaria l’ho letto in quarta liceo era contro la pena di morte,contro la tortura a scopo di interrogatorio e dubitava del carcere cautelare ,ma non era ne contro la pena ne contro la polizia era per un processo giusto , la sanzione doveva essere
    la pronta ovvero la vicinanza temporale della pena al delitto
    l’infallibilità ovvero vi deve essere la certezza della risposta sanzionatoria da parte delle autorità
    la proporzionale con il reato
    di durata, che dev’essere adeguata
    la pubblica esemplarità, infatti la destinataria della sanzione è la collettività, che constata la non convenienzaall’infrazione

    Da questo pualnto di visavrebbe apprezzato pene alternative come la castrazione chimica

    Calvino l’ho letto al liceo,ma sono fascista quindi sai già come la penso

    il nome della rosa l’ho letto 5 anni fa bel libro,ma come al solito Eco è fissato con la sua idea dell’ ur fascismo

  28. Ecco i 5 libri che i radical shit di sinistra hanno sicuramente letto.

    1)-Cinquanta sfumature di grigio – E. L. James
    2)- Siate ribelli, praticate gentilezza- Saverio Tommasi
    3)- E’ tutta vita – Fabio Volo
    4)- Vieni via con me (in realtà autori vari ) Roberto Saviano
    5)-Il labirinto Femminile -Alfonso Luigi Marra

  29. Questo tizio cita “dei delitti e delle pene” ma probabilmente non la
    Nemmeno letto..lo sa che Beccaria scrisse

    “L’intensione della pena di schiavitù perpetua sostituita alla pena di morte ha ciò che basta per rimuovere qualunque animo determinato.” In pratica diceva che invece che dare la Pena di morte ai reati gravi sarebbe bastato ridurli in schiavitu’ 🤣😂😭. Ma questo tizio li ha aperti questi libri o ha letto il riassunto su Wikipedia.

  30. il contenuto dei libri citati , viene ridotto male ad una fuorviante e finalistica interpretazione. Con il fine di confermare forzatamente una sorta di conclusione preimpostata alla tesi ed antitesi. Questo qua che scrive, non ne ha letto neppure 1 . (tralasciando la politica …..rimango allibito dalla aberrante incapacità ed ignoranza di chi ha scritto sta roba). Se doveva essere una sorta di saggio breve stile liceo sul foglio protocollo risaltava un bel 2 .

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