Riaperture e movida
Fonte immagine: Adnkronos.com

Dal 26 aprile 2021, giorno in cui è entrata in vigore la nuova ordinanza ministeriale, è stata ripristinata la zona gialla e sono iniziate in modo graduale le riaperture di quasi tutti i settori, le quali seguiranno una road map che si concluderà il 1 luglio, passando per una nuova fase di minori restrizioni già dal 15 maggio. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi parla di un rischio calcolato, mentre il centro destra esulta e sbraita per ottenere subito altre riaperture e per abolire il coprifuoco. In tutto questo i dati scientifici su varianti, nuovi contagi e vaccinati non promettono bene, ma questo sembra importare davvero a pochi.

Riaperture con rischio, calcolato

Dallo scorso 26 aprile, l’Italia ha dato il bentornato alla zona gialla e con essa ha intrapreso un percorso di riaperture generali svolte in maniera graduale. Infatti per le regioni che sono collocate in fascia gialla (attualmente sono 17), da più di una settimana ormai i ristoranti e bar possono accogliere clienti anche se solo all’aperto. Riaprono anche musei e teatri oltre alle sale da concerto e i cinema, i quali dovranno comunque adattarsi alle norme di sicurezza per contrastare la circolazione del Covid-19. Inoltre, per chi si trova in zona gialla, sono possibili gli spostamenti sia sul territorio regionale che verso altre regioni in fascia gialla, senza il bisogno di autocertificazione o green pass.

Ovviamente, un ritorno alla simil-normalità è quello che tuttə noi desideriamo fortemente da un anno e mezzo ormai, ma analizzando attentamente i dati nazionali riguardanti i nuovi contagi, i decessi, le vaccinazioni e prendendo spunto dall’evoluzione della situazione che abbiamo vissuto durante scorsa estate, un dubbio sorge in maniera spontanea. Non era forse auspicabile attendere ancora un po’ per le riaperture, garantendo una sicurezza totale? Si poteva aspettare una ulteriore diminuzione dei contagi e un numero maggiore di somministrazioni dei vaccini, per far si che una volta aver riaperto non si vada incontro a nuove chiusure. Il governo ha calcolato il rischio su basi scientifiche oppure ha ceduto a urla propagandistiche di un’ala del parlamento?

Queste riaperture non fanno altro che evidenziare la drammaticità della situazione politico-istituzionale Italiana, segnata da soliti atavici problemi, dall’elettoralismo alla selezione della classe dirigente.

In primis non si sono calcolate le molte e disastrose varianti del virus che stanno circolando in questo periodo, una su tutte quella indiana. Aprire in questo momento, con soli 7 milioni di persone vaccinate con entrambe le dosi, mette in serio pericolo i sacrifici fatti finora da tuttə i cittadinə. Inoltre, dopo mesi di zona rossa, la diminuzione del tasso di positività e delle ospedalizzazioni avevano reso meno tragica una situazione sanitaria già al collasso, situazione che, con un ipotetica quarta ondata, dovuta ai rilassamenti generali di queste settimane, potrebbe gravemente peggiorare di nuovo. Infine, abbiamo come esempio la situazione della scorsa estate, durante la quale, dopo le riaperture dei mesi estivi, il paese a settembre ritornava in una fase epidemiologica drammatica, durata fino all’aprile 2021. Insomma, per aprire nei mesi di giugno, luglio e agosto, abbiamo successivamente sacrificato 8 mesi, capendo che il gioco non vale la candela.

Il governo Draghi non sembra però aver guardato alle esperienze di questi ultimi quasi 2 anni pandemici, le riaperture che l’esecutivo festeggia oggi non sono che mosse meramente politiche, un’agire che ricerca solo consenso e non il bene comune. Se avessero voluto realmente uscire da questo interminabile incubo chiamato Covid-19 sarebbe stato preferibile attendere un po’ più di tempo, erogando ristori e bonus a chiunque facesse richiesta tramite una tassazione progressiva, chiedendo un ultimo sacrificio sulla mobilità personale per permettere di portare il più in basso possibile i contagi e far respirare gli ospedali. Ma questo il “governo dei migliori” non lo sa e, pur di far girare velocemente l’economia per questa estate, mette a rischio la salute fisica e mentale di 60 milioni di persone, che probabilmente saranno di nuovo in zona rossa dopo in autunno. Con le riaperture, lo Stato non sta tutelando noi cittadinə, ma il degradato e distorto sistema politico-economico in cui purtroppo viviamo.

Gennaro Palumbo

Greenpeace

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui