Non potevo crederci. In quel momento ho odiato Banks più di ogni altro calciatore al mondo. Ma quando è passata l’ira, ho dovuto applaudirlo con tutto il cuore. Era la più grande parata che io avessi mai visto.

Pelé, riguardo alla “parata del secolo”

Ci ha lasciati oggi all’età di 81 anni, dopo aver lottato contro un tumore, l’autore della parata più bella del XX Secolo. Gordon Banks ha segnato un epoca tra gli anni 60 e 70 con la maglia della sua Inghilterra, partendo proprio da una squadra di minatori per la quale faceva il portiere in quel di Sheffield. Poco dopo arrivò il servizio militare ed il giovane Banks si distinse anche nel suo reggimento per le sue doti dai pali. Tornato dalla leva, giocò per 4 anni nel Chesterfield prima di approdare, nel 1959, nell’allora First Division tra le fila del Leicester City , squadra con cui Banks si mise in mostra fino alla prima chiamata in Nazionale nel 1963 da parte del ct Alf Ramsey, il cui compito era preparare al meglio “I tre Leoni” al Mondiale di casa del 1966.

Gordon Banks con la maglia del Leicester City

Sotto la guida dell’ex difensore del Tottenham, Banks esordì il 6 aprile del 1963 in quel di Glasgow contro la Scozia, in un amichevole che vide l’Inghilterra sconfitta per 2-1 ma che comunque convinse il tecnico ad affidare a Banks la maglia numero 1 della Nazionale nei 3 anni successivi fino al mondiale inglese. Ed è proprio dal 29 giugno del 1966, dal gol subito in trasferta contro la Norvegia al rigore di Eusebio nella semifinale del Mondiale che Gordon Banks ha stabilito il record di imbattibilità della Nazionale inglese, che tutt’oggi resiste: 721 minuti. Saranno alla fine 3 i gol subiti da Banks nell’intera competizione, con i due subiti da Haller e Weber nella finale contro la Germania Ovest che non impediranno però ai Tre Leoni di portare a casa il primo (e fino ad oggi l’unico) Mondiale nella storia del calcio inglese.

Gordon Banks con la coppa Jules Rimet

Per via del dualismo con il giovane Shilton, portiere che lui stesso aveva consigliato al Leicester, Banks decise di traferirsi allo Stoke City subito dopo il Mondiale, squadra con la quale vinse la sua seconda coppa di lega inglese, nel 1972. Ma è con la sua Nazionale che Banks continuò a macinare risultati, guidando l’Inghilterra verso il terzo posto nell’Europeo del 1968 in Italia contro l’URSS. I Tre Leoni arrivarono così al Mondiale di Messico ’70 senza passare per le qualificazioni, in quanto detentori del trofeo. Il 7 giugno, nel caldo dell’Estadio Jalisco di Guadalajara, Banks compì su un colpo di testa di Pelé quella che è stata poi proclamata “la parata del XX Secolo”, tuffandosi sulla sua destra per andare a negare quello che sembrava un gol già fatto.

Il momento della parata di Banks su Pelé

L’Inghilterra passò al secondo turno come seconda del girone ma dovette rinunciare proprio al suo miracoloso portiere per via di un problema intestinale, e la Germania Ovest si prese la sua rivincita per la controversa finale di 4 anni prima. Alla fine della competizione iridata, Banks iniziò a dover condividere il suo ruolo nuovamente con Shilton, così come avvenne nel Leicester. Ma nell’ottobre del 1972, Banks dovette rinunciare non solo alla Nazionale ma anche alla sua carriera da calciatore, per via di un incidente in auto che compromise la vista al suo occhio destro.

L’ultimo match disputato con la sua Nazionale fu contro la Scozia, così come al debutto, e Banks chiuse con una vittoria la sua carriera con i Tre Leoni, imbattuto per 35 volte e sconfitto soltanto in 9 partite su 73 presenze. La perdita di vista binoculare all’occhio era un problema troppo grande anche per un portiere del suo spessore, e fu costretto quindi a ritirarsi, chiudendo così sia l’esperienza in Nazionale che con lo Stoke City, che per ironia della sorte scelse proprio Shilton per sotituirlo. Dopodiché torno in campo ed ebbe alcune esperienze all’estero, prima nella NASL con la maglia dei Fort Lauderdale Strikers, poi in Irlanda con St. Patrick’s Athletic.

Gordon Banks e Pelé nel 2000

Nel 2002 verrà inserito nella neonata Hall of Fame del calcio inglese, nel 2004 lo stesso Pelé lo inserirà nella Fifa 100, tra i migliori 125 giocatori della storia del calcio e nel 2006 gli sarà dedicata una targa nella Sheffield Walk of Fame, nella sua città natale. E sarà sempre O Rei a presentare la statua celebrativa della sua parata di Messico ’70 fuori al Britannia Stadium, lo stadio dello Stoke City, città in cui ha vissuto in questi ultimi anni e che lo ha visto spegnersi oggi, dopo 4 anni di lotta contro un tumore ai reni, e che oggi lo celebra come un eroe Nazionale così come l’intero sistema calcistico inglese, che lo chiama e continuerà a chiamarlo così come merita: Leggenda.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: stokecityfc.com

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