Ceferin, presidente Uefa

Nella notte di Oklahoma City, mentre i Thunder si preparavano ad affrontare gli Utah Jazz, il match è stato rimandato a causa della positività al Covid-19 del centro francese Rudy Gobert. E contemporaneamente al rinvio del match è arrivata anche la decisione netta da parte della NBA di sospendere il campionato fin quando non si saranno calmate le acque. E il blocco da parte del basket americano ha convinto immediatamente anche MLB (Baseball), MLS (Calcio) ed NHL (Hockey) a fermarsi, senza alcun tipo di esitazione, senza temporeggiare. Ben diverso dall’atteggiamento scellerato che la Uefa ha mostrato negli ultimi giorni, facendo scendere in campo le squadre sia per la Champions che per l’Europa League per poi arrivare oggi all’inevitabile rinvio di tutte le competizioni europee.

La prima pagina del New York Post di ieri

Perché per qualche stupida ragione, nota solo al presidente Čeferin, e a qualche altro dirigente, le due massime competizioni europee si sono giocate fino a ieri come se tutto intorno nulla stesse accadendo. Ed è impossibile non pensare che gli interessi economici siano stati nella posizione numero uno nella lista delle priorità della Uefa che ha preferito, finché ha potuto, giocare a porte chiuse in alcuni campi e addirittura rischiare le porte aperte, come del resto è avvenuto per LiverpoolAtletico Madrid, giocatosi nella bolgia di Anfield, nonostante Madrid sia la città con più contagi in Spagna.

La notizia della positività di Daniele Rugani, con conseguente isolamento della Juventus e la quarantena del Real Madrid non erano abbastanza per la Uefa che ha perseverato, confermando il calendario dell’Europa League, con i rinvii già preannunciati di Siviglia-Roma ed Inter-Getafe e due partite a porte aperte, con addirittura l’Olympiakos che è sceso in campo a porte aperte, contro il Wolverhampton, nonostante la positività accertata del presidente della squadra greca Marinakis.

Il calcio europeo si era già fermato, ma la Uefa non lo aveva visto

I paraocchi che la Uefa ha stoicamente indossato non le ha permesso di vedere che la maggior parte dei campionati si erano già fermati, dalla Serie A alla Liga, ai quali si aggiunge – ora – anche la Premier League, dove si è deciso per il blocco dopo la positività dell’allenatore dei Gunners Mikel Arteta e di Callum Hudson-Odoi e di almeno altri 7 tesserati.

Tutto ciò in smentita alle parole del Primo Ministro Boris Johnson – che ieri parlava di Premier a porte aperte -, al quale non sembra chiaro che la Brexit non ha spostato il Regno Unito dall’Europa, ma l’ha solo fatto uscire dalla UE. E per fortuna, in Ligue 1 si sono ravveduti e hanno trasformato le porte chiuse in sospensione del campionato, visti i fatti di mercoledì sera a Parigi, quando fuori al Parco dei Principi si è creata una vera e propria bolgia nonostante le porte chiuse, dove il terzino Layvin Kurzawa ha deciso di fiondarsi in barba a ogni tipo di prevenzione e suggerimento dell’OMS.

Layvin Kurzawa tra la folla assembratasi fuori al Parco dei Principi

In questo scenario ed in questa Europa, noi contiamo i contagi con il pallottoliere ed aspettiamo tristemente nuovi infetti anche nel mondo del calcio, come Manolo Gabbiadini, risultato ieri positivo al test, mentre la Uefa pensa forse di rinviare Euro 2020 che, ironia della sorte, dovrebbe svolgersi in maniera itinerante per tutto il Vecchio Continente. Uno scenario impossibile, sia per i blocchi dei voli in tutta Europa, sia perché sarebbe da irresponsabili chiedere a calciatori e addetti ai lavori di girare il continente per giocare a calcio.

E mentre in Sudamerica la Conmebol ha immediatamente deciso di rinviare i match di Copa Libertadores per evitare che la situazione peggiori, in Europa noi abbiamo atteso, incrociando le dita, che Čeferin scendesse dalla cima della sua torre d’avorio per andare nel mondo reale, affinché potesse vedere con i suoi occhi ciò che sta accadendo. Sospendere tutto era la unica scelta possibile, ma come per la FIGC, la Uefa è stata troppo ferma e troppo lenta a decidere, ha esposto a rischi inutili i giocatori scesi in campo questa settimana per i suoi interessi economici. E questo immobilismo rischia di costare caro, sia al calcio europeo che alla salute di tutti quanti.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: calciotoday.it

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here