Poesia per la prevenzione:
Poesia per la prevenzione: "Fino in fondo" in favore di Susan Komen Italia

Per il terzo anno consecutivo, Libero Pensiero ha bandito il concorso di poesia “Fino in fondo” dedicato alla memoria di Francesca Voi. Nato con l’intento di ricordare la ragazza ventottenne scomparsa prematuramente a causa di un tumore raro, il concorso sostiene con forza la lotta ai tumori del seno devolvendo l’intero ricavato ai progetti dell’associazione Susan G. Komen Italia. La poesia, da sempre modalità di espressione dei sentimenti umani, accoglie qui la causa della prevenzione e la fa propria.

Le precedenti edizioni hanno mostrato la capacità propria della poesia di avvicinare persone diverse tra loro e rendere condivisibili anche esperienze differenti. Al centro di tutte e tre le edizioni c’è il messaggio lasciato da Francesca Voi a chiunque abbia bisogno di sostegno: lottare e vivere fino in fondo, con pienezza e senza perdere mai il sorriso. Per questa edizione del concorso, che si chiuderà il 23 settembre, il poeta e scrittore Davide Gorga e Marinella Linardos psicologa e psicoterapeuta, hanno rilasciato alcune dichiarazioni.

Qual è significato della poesia?

Davide Gorga: «L’espressione poetica, quando è realmente tale, ci mette in comunicazione con la parte più profonda di noi stessi, quella che costituisce il nostro nucleo vitale, la nostra essenza; come un canto che si intoni all’armonia del Creato, quella che mi piace chiamare “la musica del mondo”. Troviamo in essa paesaggi interiori, in cerca dello Spirito, come pellegrini. 
In questo senso, sento molta affinità con il Medioevo, un’epoca in cui eravamo più vicini a noi stessi, ed in cui appunto i pellegrinaggi, a piedi, portavano le persone a spostarsi su distanze per noi inimmaginabili. Durante questi viaggi entravano in contatto con la propria interiorità, trovavano nuovi compagni, danzavano e cantavano (un esempio è dato dal «Llibre Vermell de Montserrat»). Il canto, la poesia, compaiono quindi nei pellegrinaggi ed il pellegrinaggio interiore nella poesia: sono aspetti che si sovrappongono, di tipo spirituale e fisico. Nel mio libro d’esordio, «Neve rosso sangue», ho utilizzato quasi esclusivamente il linguaggio della poesia in prosa, perché l’accento fosse posto sul cammino interiore dei personaggi, prima che su quello esteriore; la consapevolezza della vicinanza col Medioevo e la sua sensibilità particolare si è palesata negli ultimi, come «Medieval Songs». Tra i grandi Autori che hanno posto la ricerca, quella vera, che non conosce le rapide scorciatoie di cui molti sedicenti maestri spirituali si fanno promotori, vendendo a caro prezzo illusioni destinate a cadere alla prima difficoltà, vorrei ricordare Hilaire Belloc, il cui romanzo «La Via di Roma» rimane una pietra miliare».

Perché è importante partecipare a “Fino in fondo”?

Marinella Linardos: «La poesia è una delle forme più alte d’espressione dell’uomo, forse la più alta. Essa ha un enorme potere comunicativo ed espressivo e nasce dalla capacità di mettere in parole sentimenti ed emozioni altrimenti indicibili. In questo senso la parola poetica è massima espressione della creatività umana. Nelle persone che hanno affrontato un’esperienza potenzialmente traumatica come un tumore, poter esprimere e mettere in parole i vissuti e le emozioni legate all’esperienza di malattia ha un grande potenziale auto-terapeutico. La scrittura assume infatti, in questo caso, il senso di mettere fuori di sé, nelle parole, qualcosa che prima albergava nella profondità del proprio essere, spesso associato ad angoscia e solitudine. L’intento comunicativo della poesia che spinge a scrivere della propria esperienza significa riconnettersi al mondo e raggiungere gli altri. La poesia quindi può assumere il senso di una vera rinascita».

Davide Gorga: «Le emozioni ci riportano spesso ad un tempo passato: il canto del mare, il soffio del vento, il sole tra le foglie, sono interconnessi con le amicizie, gli amori, le battaglie che costellano la nostra vita e che inevitabilmente si fondono in profondità con il mondo naturale circostante. La poesia attinge ad esse per giungere ad un livello ancora più intimo, quello dei sentimenti, che non mutano al passare delle stagioni ma, pazienti, attendono la trasformazione e l’ “eucatastrofe” finale. Il termine usato da Tolkien è particolarmente indicato: possono venire tempi duri e difficili, possiamo essere separati da coloro che amiamo, può sembrare che la sconfitta e il declino siano inesorabili, eppure, alla fine, sarà la gioia a vincere. Nella poesia riviviamo questa forza dei sentimenti, ne siamo vivificati, possiamo vivificare gli altri. 
La competizione proposta dal premio “Fino in Fondo” riunisce in un solo canto la voce di coloro che, appunto, stanno attraversando un momento difficile e sono in attesa dell’ “eucatastrofe”; sono in pellegrinaggio e possono condividere la loro esperienza nel modo più profondo. Come alla corte del Duca d’Orléans si riunivano persone d’ogni ceto sociale per dar vita a poesie che si rispondevano in echi e colori diversi a partire da un unico tema, così oggi il canto corale celebra la dimensione umana in un mondo dominato dalla macchina, lo spirito che vince sulla materia, gli affetti più sinceri che si impongono nelle vene sotterranee del mondo psichico e intessono con la musica del mondo un solo canto. Certo, è duro il cammino nella notte oscura, eppure, solo quando è buio possiamo apprezzare le stelle. Spesso aspettiamo che un periodo difficile finisca ma è proprio in esso che siamo più in contatto con noi stessi, con le nostre costellazioni interiori, che dobbiamo apprezzare perché splendano ancora più intense. Sono riuniti anche coloro che pur non essendo particolarmente travagliati in questo periodo possono rivolgersi agli altri portando l’esperienza del loro Cammino, del loro personale, unico, Pellegrinaggio. Come i viandanti che si dirigevano a Santiago Di Compostela e si riunivano la sera accanto al fuoco intonando canti e inni, così quest’esperienza riscalda il cuore e l’anima di chi vi partecipa
».

Il bando per questa terza edizione scade il 23 settembre. È possibile trovare il bando sia su Libero Pensiero sia sul sito di Susan G. Komen Italia tra gli eventi organizzati a Roma.

Arianna Saggio

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