La voglia di equità tra le categorie di cittadini è tanta che talvolta si prova a cancellare le particolarità che alimentano qualsivoglia senso di diversità. Ciò capita spesso e volentieri quando un disabile, voglioso di libertà di movimenti in città, decide di usare un mezzo più sportivo delle solite carrozzine, ovvero l’handbike.

L’handbike ha permesso la nascita della disciplina del paraciclismo, che nel tempo ha scoperto varie tipologie di mezzo, quando dagli anni Sessanta iniziarono a nascere le prime biciclette per disabili. Ma la voglia di equità per chi è disabile è così tanta che addirittura nel decennio successivo nacque il tandem per i non vedenti e infine, negli anni Novanta, la suddetta handbike per persone in sedia a rotelle.

Il nome del veicolo è tradotto “bicicletta a mano”, come un esercizio praticabile, con il giusto macchinario per fitness, in qualsivoglia palestra. Così si è poi capito che potesse diventare espressione di talento sportivo per disabili, ecco perché ai Giochi Paralimpici estivi di Seul 1988 inizia diffondersi la disciplina handbike come parasportiva, di cui in Italia possiamo fregiarci di un campione, Alex Zanardi. Quest’ultimo è divenuto campione paralimpico della disciplina fregiandosi di ben 4 medaglie d’oro e 2 d’argento in due paralimpiadi e tanti altri buoni piazzamenti in competizioni mondiali su strada.

Ma tralasciando questi cenni parasportivi, con l’handbike è importante come lo spostamento fisico per le strade torni ad essere qualcosa di fattibile per chi è disabile. Ma la vera bellezza di questo mezzo di spostamento è l’equità che si offre con gli altri cittadini normodotati, dato che il mezzo in questione è accessibile a tutti.

Si potrebbe dire che c’erano già le carrozzine, ma queste ultime in sé covano sempre un aspetto triste di disabilità. Mentre una handbike, che può essere utilizzata per gioco da un normodotato, quasi livella le categorie tramite lo sport. Non si può pretendere che tutto ciò che appartiene al mondo non disabile possa entrare anche nell’altro, ma almeno con l’handbike pare possibile un’eguaglianza tra categorie, anche se per diletto. Importante con l’hanbike poter raggiungere velocità elevate, ma senza esagerare, riassaporando vecchi stimoli, vedi Zanardi che è riuscito nel gusto dell’agonismo, combattendo nefaste previsioni.

Eugenio Fiorentino

Si ringrazia il grafico Tony Baldini per l’immagine di copertina ad hoc, realizzata in esclusiva per Libero Pensiero News.

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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