Women: la mostra della National Geographic arriva a Bologna Fonte: arte.it
Women: la mostra della National Geographic arriva a Bologna Fonte: arte.it

Donne che sperano, gioiscono, amano, lottano. Un caleidoscopio di passioni pervade lo spettatore che si trova avvolto in mondi tanto diversi, quanto simili. I 90 scatti dei più grandi reporter del National Geographic raccontano la donna, la sua forza, le battaglie vinte e quelle lontane dall’esserlo. L’oratorio di Santa Maria della Vita a Bologna ospiterà dal 15 febbraio al 17 maggio 2020 la mostra ‘Women: un mondo in cambiamento’. La rassegna è organizzata da National Geographic, in collaborazione con Genus Bononiae. Musei nella città e Fondazione Carisbo.

Women. Un mondo in cambiamento’ a Bologna

La mostra sarà suddivisa in sei parti: speranza, gioia, forza, amore, saggezza, bellezza (Beauty, Joy, Love, Wisdom, Strength, Hope), ad ognuna delle quali corrispondono immagini che testimoniano la dirompenza di questi soffi vitali. Il percorso espositivo, a cento anni dalla concessione del diritto di voto alle donne negli Stati Uniti, vuol riflettere sul passato, presente e futuro delle donne. L’esposizione presenterà anche la sezione Portraits of Power, dove saranno proposti ritratti intimi e biografie di un gruppo iconico di attiviste, politiche, scienziate e celebrità intervistate da National Geographic: tra queste Beatrice Vio, Oprah Winfrey e il Primo Ministro neozelandese Jacinda Ardern.

Ad intervenire nel corso della conferenza stampa, tenutasi nella giornata dello scorso 14 febbraio – presso l’oratorio della Chiesa di Santa Maria della Vita -, Marco Cattaneo, giornalista e direttore della National Geographic Italia, nonché curatore della mostra; Fabio Alberto Roversi-Monaco, presidente della Genus Bononiae; e Valentina Orioli, assessora all’urbanistica, all’edilizia privata, all’ambiente, alla riqualificazione e alla tutela della città di Bologna.

Women. Un mondo in cambiamento” è un’esemplare iniziativa legata alla mostra “Planet or plastic?”, dello scorso anno e di grande successo. Dalle immagini della mostra della National Geographic, è possibile evincere il contesto politico e sociale di donne che vivono in contesti etnici assolutamente differenti. Donne diverse eppure tanto simili, costrette dal peso del patriarcato e della discriminazione. Queste le dichiarazioni dell’assessora Valentina Orioli, la quale afferma di presiedere la conferenza stampa non solo in veste di rappresentante comunale, ma anche come rappresentante femminile moralmente coinvolta dalla tematica.

Il curatore dell’esposizione, Marco Cattaneo, sottolinea quanto poco tempo ci separa da un’Italia che puniva duramente la donna che commetteva adulterio. Era sufficiente la querela di un marito che denunciasse solo un singolo episodio di tradimento subìto, perché la moglie venisse punita con la reclusione fino a un anno. Il cambiamento legislativo, figlio della cosiddetta ‘rivoluzione del ’68’, rovesciò i valori della società borghese e conservatrice. Altro tema caldo è la disparità salariale che, ad oggi, vedrebbe le donne guadagnare in media il 23% in meno degli uomini.

«In futuro, quando mia figlia sarà grande, non vorrei che si stupisse del fatto che una donna possa svolgere la stessa mansione lavorativa di un uomo.» Marco Cattaneo conclude così la conferenza stampa della mostra firmata “Women”, affermando che tali iniziative hanno il compito di raccontare i passi compiuti e di accendere una speranza per un futuro in cui si può essere potenti insieme.

Mena Trotta

Mena Trotta
Mena, classe 2001, studentessa di filosofia presso l'università di Bologna. Un po' lunatica, un po' lunare, attratta da un'armonia irraggiungibile e il fascino del caos, tendo ad oscillare tra fasi calanti e crescenti. Le contraddizioni e la curiosità mi spingono a viaggiare con il corpo e con la mente. Miro alla pienezza facendo da tela al mio quadro ideale. Fermamente convinta del fatto che l'arte in ogni sua forma, purtroppo, ci assolverà tutti.

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